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Cronaca - Va deserta la messa in ricordo delle vittime dei bombardamenti di Viterbo - FOTO

Il vescovo emerito Lino Fumagalli: “Ci sono 52 guerre in corso nel mondo, dobbiamo diventare tutti costruttori di pace…” 

di Irene Temperini
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Viterbo – In una basilica di San Francesco quasi deserta celebrata stamattina la messa in ricordo e in commemorazione delle vittime dei bombardamenti su Viterbo del 17 gennaio 1944.  

Basilica di San Francesco - Ricordo del bombardamento su Viterbo del 17 gennaio 1944 - Il vescovo emerito Lino Fumagalli col prefetto Sergio Pomponio

Basilica di San Francesco – Il ricordo del bombardamento su Viterbo del 17 gennaio 1944 – Il vescovo emerito Lino Fumagalli col prefetto Sergio Pomponio


Una celebrazione importante si è svolta questa mattina nella basilica di San Francesco. Celebrazione che ricorda il tragico bombardamento su Viterbo del 17 gennaio 1944 commemorando le vittime.

Bombardamento che fu il più drammatico per la città dei papi di tutto il conflitto mondiale. Furono oltre mille le vittime viterbesi nel secondo conflitto mondiale, e oltre 200 solo nella giornata del 17 gennaio. A rimanere uccisi anche tre frati francescani.

Basilica di San Francesco - Il ricordo del bombardamento su Viterbo del 17 gennaio 1944 - La chiesa quasi deserta

Basilica di San Francesco – Il ricordo del bombardamento su Viterbo del 17 gennaio 1944 – La chiesa quasi deserta


La celebrazione si è svolta in una chiesa, quella dedicata a San Francesco, quasi deserta. Solo una manciata di persone ha risposto infatti all’invito del comune di Viterbo a condividere questa iniziativa che doveva essere di memoria collettiva, in commemorazione delle vittime del bombardamenti su Viterbo del 17 gennaio di 82 anni fa. Presenti il vescovo emerito Lino Fumagalli che ha celebrato la messa, la comunità francescana, i rappresentanti di comune e provincia di Viterbo e quelli delle altre istituzioni e forze armate. Tra loro il prefetto Sergio Pomponio, la sindaca Chiara Frontini, il presidente del consiglio comunale Marco Ciorba e il rappresentante della Provincia di Viterbo Francesco Ciarlanti. 

A ribadire l’importanza della celebrazione il vescovo emerito Fumagalli.


“Attualmente ci sono 52 guerre in corso nel mondo – ha detto Fumagalli -. Oggi, in questa giornata particolare voglio arrivi un messaggio alla nostra città: dobbiamo diventare tutti costruttori di pace. In questa giornata ricordiamo sant’Antonio abate, che era un uomo inquieto, come avrebbe detto Sant’Agostino. Rimasto orfano a vent’anni di padre e madre, ascoltando e seguendo le parole del Vangelo, vende i suoi beni mobili e immobili e si ritira in casa per una vita di preghiera, per una vita si direbbe monastica. Ascolta il discorso della montagna e si dedica a una vita di preghiera, sereno e realizzato. Il suo biografo sant’Atanasio- ha aggiunto Fumagalli -, ci dice che molti accorrevano a lui perché lo consideravano un padre, un figlio, uno di famiglia. Lascia la preghiera solo per essere portatore di pace. Oggi il pensiero va a lui.

Fa impressione vedere questa chiesa semidistrutta, come fa impressione vedere in cattedrale i buchi sulle colonne. Oggi ci sembra assurdo che ci possano essere conflitti con migliaia di morti. Ci sembra assurdo non trovare forme di dialogo per trovare un accordo. Eppure è così. La guerra in Ucraina ha più morti di sempre, seconda per numero di vittime soltanto al secondo conflitto mondiale. Invio un messaggio a questa città. E ci tengo che questo messaggio voi lo portiate fuori da qui. Dobbiamo essere portatori di pace, gioiosamente grati per quello che abbiamo. Dobbiamo essere portatori di una pace disarmata e disarmante, come ci ha ricordato papa Leone, una pace che non si può costruire sulle armi. Una pace che va alla ricerca del dialogo, del confronto, dell’arbitrato, di forme alternative alla guerra. Oggi nella giornata in cui ricordiamo le vittime dei bombardamenti, ricordiamo sant’Antonio abate perché ci renda costruttori di pace”. 

Al termine della celebrazione la sindaca Chiara Frontini e il rappresentante della provincia Francesco Ciarlanti, hanno voluto rivolgere un pensiero rivolto alla pace e alla memoria. Rivolgendosi direttamente al vescovo emerito Fumagalli, rendendosi probabilmente conto della pochissima partecipazione, la sindaca Frontini ha detto: “Questa chiesa oggi ci fa riflettere che dobbiamo lavorare nel conservare e tramandare la memoria e il ricordo soprattutto alle nuove generazioni. Dobbiamo impegnarci perché ricordare non può e non deve significare solo commemorare il passato, ma assumersi la responsabilità di trasmettere ai giovani la storia e il valore della pace. Ricordare oggi questo messaggio, in una contemporaneità minata da conflitti in tutto il mondo, è più attuale e importante che mai”.

Al termine della celebrazione, sono state poi deposte le corone commemorative, due fuori la chiesa, e una al monumento dedicato a una donna rimasta sconosciuta morta nei bombardamenti del ‘44. 

Irene Temperini




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17 gennaio, 2026

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