Viterbo – (sil.co.) – Parole in codice per parlare di droga in chat pensando di farla franca, militare condannato a un anno e otto mesi di reclusione per spaccio. Nel frattempo è stato sospeso dal lavoro e rischia il posto.
Tribunale di Viterbo – Un’aula
A processo davanti al giudice Jacopo Rocchi un 49enne difeso dall’avvocato Samuele De Santis, per fatti risalenti a cinque anni fa. Il processo si è chiuso ieri con la condanna a un anno e 8 mesi di reclusione e 1800 euro di multa per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’accusa aveva chiesto un anno di reclusione e 3mila euro di multa,
Nell’estate del 2021, il 15 luglio, i carabinieri di Viterbo lo hanno trovato in possesso di 4,66 grammi di cocaina, per un quantitativo di principio attivo pari a 2,21 grammi, utile per il confezionamento di 14,78 dosi.
Era invece a Vetralla il successivo 16 settembre, quando gli furono sequestrati 6,81 grammi, per un quantitativo di principio attivo pari a 2,71 grammi, utile per il confezionamento di 18,11 dosi.
Quel giorno avrebbe ceduto più volte e in più occasioni cocaina a un uomo e due donne. All’assuntore, in particolare, avrebbe ceduto tre dosi al prezzo di 50 euro a dose, mentre alle due donne avrebbe. ceduto, rispettivamente, una dose da 0.3 grammi dietro il corrispettivo di 40 euro e una dose da 0.5 grammi dietro il corrispettivo di 50 euro a cessione.
Il 49enne, nel frattempo, come sottolineato dalla difesa, ha intrapreso un percorso presso una comunità di recupero.
– Parole in codice per parlare di droga in chat, 48enne imputato di spaccio
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
