Montefiascone – (sil.co.) – Rapina da pochi spicci al distributore travestiti da imbianchini la mattina del 13 ottobre 2023, ieri avrebbe dovuto essere il grande giorno della testimonianza del bandito uscito dal processo scegliendo di patteggiare, ottenendo così lo sconto di un terzo della pena. Presunti complici M.S. e S.M., quest’ultimo a processo col rito ordinario.
Montefiascone – Carabinieri – La pistola sequestrata
Ma M.S., di Montefiascone come l’imputato tuttora in attesa di giudizio davanti al collegio, non si è presentato in aula. Così la prossima volta, a maggio, sarà scortato in tribunale dai carabinieri, come disposto dal presidente Jacopo Rocchi.
“Se vuole, può avvalersi della facoltà di non rispondere, ma deve venire a dircelo di persona”, ha sottolineato il giudice. Fu lui – d’altro canto – a indicare il complice, S.M., a casa del quale fu trovata la pistola. Il testimone “fantasma” è difeso dall’avvocato Daniele Marongiu, mentre il presunto complice è assistito dalla collega Orietta Celeste.
Il colpo fu messo a segno dalla coppia ai danni della stazione di servizio di via Santa Maria delle Grazie.Tanta fatica per un bottino assai modesto, vista impossibilità di accedere all’incasso.
I rapinatori piombarono a tutta velocità con una macchina bianca nel piazzale e picchiarono selvaggiamente l’addetto che si trovava all’interno del gabbiotto. Vittima un giovane nigeriano, diventato nel frattempo irreperibile per cui è stato acquisito il verbale di denuncia, cui i banditi rubarono i 400 euro dello stipendio preso la sera prima.
“Dopo averlo fatto inginocchiare e avergli puntato l’arma sulla testa”, ha riferito al collegio la primavera scorsa uno dei carabinieri che hanno soccorso la vittima. Il successivo primo novembre, a due settimane di distanza, grazie alla videosorveglianza e al ritrovamento della pistola e delle tute utilizzate per il camuffamento, i carabinieri della compagnia di Montefiascone hanno notificato alla coppia le misure cautelari dell’obbligo di dimora” per uno degli autori e dell’obbligo di firma giornaliero presso la locale caserma per l’altro.
Il difensore Orietta Celeste
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

