- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Frontini: “Gli uffici so cacacazzi” – Cavini: “Se si è contro di noi, si muore anche di fame…”

Condividi la notizia:


Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini

Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini

Viterbo – Esterrefatti, ammutoliti, turbati e basiti. Si esce così dall’ascolto di quasi tre ore della registrazione della cena dei veleni. La cena politica voluta da Fabio Cavini e Chiara Frontini, fatta, alla fine, in casa del consigliere Marco Bruzziches. Una cena che è costata ai due il rinvio a giudizio per minaccia aggravata. 

Una cena che doveva chiarire le idee a Bruzziches. E a chiarirle ci ha pensato Cavini, mentre Frontini annuisce e coadiuva. 

Un chiarimento a suon di frasi spesso terribili, come la famosa: “Noi quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora, proprio come fare non te lo dico. E questo facciamo in casi estremi. No, questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona”. Come dire questo è il loro metodo. Cavini con quella frase terribile svela il metodo e si badi bene che parla al plurale senza che la sindaca obietti nulla. “Noi quando vogliamo colpire…”, afferma.

Frontini: “Gli uffici so cacacazzi” – Cavini: “Se si è contro di noi, si muore anche di fame…”


Al di là di come il processo alla sindaca Chiara Frontini e al marito Fabio Cavini per minaccia aggravata vada a finire, ribadiamo che è giusto che i cittadini sappiano con chiarezza chi sgoverna la città. Per questo pubblichiamo gli audio della registrazione della cena fatta in casa Bruzziches. Il secondo audio che pubblichiamo, dopo il primo che ha avuto decine di migliaia di ascolti, ci appare un’ulteriore fotografia di un modo preoccupante di concepire il potere. Un modo medievale di concepire il potere. Che nulla ha a che vedere con il servizio a favore dei cittadini. E va detto che la sindaca Frontini, per sgovernare la città, viene remunerata profumatamente con quasi 10mila euro lordi mensili, pagati dai cittadini.

Va anche spiegato, prima di ascoltare la registrazione della cena dei veleni, il perché Bruzziches registra la serata. Visto che in molti si stupiscono del fatto. Per quanto abbiamo potuto accertare Bruzziches era stato avvertito di cosa poteva scaturire dalla cena. Da persone che avevano già sperimentato situazioni simili. Non è un caso che Letizia Chiatti è tra le parti civili. Non è un caso che abbia sporto denuncia anche lei. Quindi non c’è nulla di strano per il fatto che Bruzziches abbia registrato. Visto i precedenti, ha preso le precauzioni che ogni persona normale avrebbe preso.

Di frasi che hanno dell’incredibile in quasi tre ore di registrazione ce ne sono diverse. E non solo di Cavini, ma anche della sindaca. Di alcune abbiamo già pubblicato il testo, altre sono inedite.  

Intanto Cavini si definisce “consigliere politico” e in due ore si capisce che è lui a “comandare”. Con la sindaca Frontini che non prende mai le distanze. Per far capire il tenore dell’audio pubblicato abbiamo scelto una frase sempre di Cavini, che sembra un vero capo politico, che dice alla sindaca che doveva epurare un architetto che era critico e poi aggiunge ”ogni tanto bisogna fa vede’ che se sono contro di noi, si muore anche di fame, perché funziona così”.  

Nell’ascoltare le quasi tre ore di registrazione, di cui abbiamo selezionato 10 minuti, certo non ci aspettavamo grandi analisi politiche visti i soggetti in ballo. Non ci aspettavamo un’analisi alla Aldo Moro o alla Ciriaco De Mita, ma insomma qualcosa meglio della logica “amico – nemico”, sì.  Le analisi politiche di Cavini, che vengono fuori da tre ore di registrazione, sono infantili e arcaiche. Medioevali. Nulla hanno a che vedere con lo stato di diritto e con la democrazia. Nulla a che vedere con la preoccupazione per il bene pubblico e la pluralità di opinioni, che sono una ricchezza.

Dicevamo medievali non a caso. Vi ricordate il povero Dante, guelfo bianco. Ebbene una volta che i guelfi neri, supportati da papa Bonifacio VIII, prendono il potere accusano il nostro Dante di baratteria, vale a dire di corruzione e concussione. E Dante poi fu condannato a pagare 5mila fiorini, all’interdizione dai pubblici uffici e a due anni di esilio. Infine Dante fu condannato a morte in quanto contumace. E quindi costretto a non tornare a Firenze e all’esilio perpetuo.

“Non siamo dei principianti, se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona”


Ecco la concezione di Cavini è medievale, chi è contro la sua fazione deve essere sbaragliato, colpito, deve anche sapere “che si muore di fame”. 

Quanto a frasi incredibili la sindaca Frontini non è da meno. Non manca di fare delle vere e proprie foto. 

Ecco come fotografa la sua maggioranza e sé stessa: “Un gruppo de scappati de casa. Tutti io compresa, perché il sindaco chi cazzo l’aveva fatto mai…”. Ma ascoltate l’audio che è tutta un’altra cosa.

Ecco come la sindaca Frontini delinea il rapporto con gli assessori e dirigenti: “Anche perché paradossalmente noi c’abbiamo di norma, in genere, co’ gli assessori, co’ gli uffici, il problema opposto, cioè che questi so’ talmente tanto precisi e cacacazzi, che tutte le volte che c’hai una situazione mezza storta che dici: ‘Va be’, cercamo de addrizzarla magari in modo tale che rispettiamo, però non vessiamo poi dopo le persone’. Non te lo fanno”. Come dire: la sindaca si lamenta perché gli uffici sono precisi. Incredibile. E va detto che anche l’assessore Emanuele Aronne è per Frontini un “cacacazzi”.

Svelato nell’audio anche il perché del ritardo nel dare il patrocinio al gay pride. La sindaca spiega che non era per lei una priorità. 

In questi dieci minuti pubblicati poi viene delineato e raccontato perché Letizia Chiatti, tra i fondatori di Viterbo 2020, ha lasciato la maggioranza.

La sindaca la definisce un’ape regina, il marito Cavini la designa come “principale nemico”. “Lei è nelle mani di Fratelli d’Italia”, aggiunge Cavini.
Anche in questo caso nessuna vera analisi politica. Solo reazioni nella logica amico – nemico. Una logica che ha come conseguenza una perdita di vista totale del governo della città. Città che in quattro anni è ormai ridotta a una città bombardata. Basta fare un giro in centro per capire. Un centro storico che tra l’altro, già abbandonato da anni, ha visto un accanimento dell’amministrazione Frontini per azzerarlo, mai visto.

Che la città sia ormai allo sbando, più di quanto fosse con le precedenti amministrazioni certamente pessime, lo vedono tutti. L’audio che pubblichiamo fa capire il perché.

Carlo Galeotti


Condividi la notizia: