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Cronaca - Inchiesta coordinata da Milano sulla propaganda suprematista e razzista – Perquisizioni in tutta Italia, dalla Sardegna al Piemonte - Ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un ragazzo di Pavia - FOTO E VIDEO

Neonazismo e antisemitismo online, indagato un giovane viterbese

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Viterbo – Neonazismo e antisemitismo online, indagato un giovane viterbese. Rete smantellata dalla Digos.

C’è anche un ventenne viterbese tra le persone coinvolte nell’operazione condotta dalla Digos di Milano e coordinata dalla procura di Milano, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un giovane di Pavia, accusato di aver promosso e diretto un’associazione finalizzata alla propaganda razziale, alla discriminazione religiosa, alla minimizzazione della Shoah e all’apologia del genocidio.


L’indagine, coordinata dalla sezione antiterrorismo della questura di Milano con il supporto della Direzione centrale della polizia di prevenzione, è partita dal monitoraggio degli ambienti digitali dell’estrema destra. Al centro dell’inchiesta un gruppo di messaggistica chiamato “Chat Terza Posizione”, utilizzato per diffondere contenuti neofascisti e antisemiti, con riferimenti anche a stragi suprematiste come quella di Christchurch del marzo 2019.

Contestualmente all’arresto sono stati eseguiti 14 decreti di perquisizione nei confronti di altri indagati, anche 9 minorenni, residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino.

Dall’analisi delle chat sono emersi anche contenuti legati alla cosiddetta “white jihad”, una forma di contaminazione ideologica tra estremismo neonazista e metodi del terrorismo jihadista, accomunati dall’odio antisemita.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe promosso anche documenti ideologici e canali dedicati per il reclutamento, invitando a passare dall’attività online ad azioni concrete, con riferimenti alla creazione di gruppi organizzati e violenti.

A Viterbo, il 22 aprile, gli agenti della Digos hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione di un giovane ventenne del posto. Il ragazzo indagato non risulterebbe tra le figure centrali dell’organizzazione, ma avrebbe partecipato alla diffusione di contenuti legati all’estrema destra. Secondo la procura di Milano, infatti, ci sarebbe stato lo svolgimento, da parte del giovane, di attività di propaganda di contenuti di matrice neofascista, neonazista e antisemita su una piattaforma social.

Nel corso dell’operazione sono stati acquisiti materiali riconducibili alla chat finita sotto indagine, diverse stampe raffiguranti Brenton Tarrant, autore della strage di Christchurch nel marzo del 2019 e alcune repliche di armi utilizzate per il softair, sulle quali sono in corso verifiche. Per la loro detenzione è stata formalizzata una denuncia.

L’inchiesta ha inoltre evidenziato ulteriori ramificazioni, con gruppi simili e la presenza di giovanissimi coinvolti anche nella diffusione di contenuti legati alla fabbricazione di esplosivi. Alcuni membri erano già noti alle forze dell’ordine per precedenti attività legate al terrorismo.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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22 aprile, 2026

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