|
|
Viterbo – (sil.co.) – Tre denunce e nessuna condanna, ma mercoledì il processo all’ex moglie imputata del grave reato di calunnia è stato dichiarato prescritto dal giudice Jacopo Rocchi.
Presunta vittima un militare, che a causa dello stress avrebbe sviluppato problemi cardiaci, vedendosi costretto a ridimensionare la sua carriera.
La donna era stata denunciata dall’ex marito, che dopo tre querele finite in archiviazioni e assoluzioni, è passato al contrattacco, chiedendo la condanna dell’ex coniuge e il risarcimento dei danni, costituendosi parte civile con l’avvocato Guido Conticelli, mentre l’imputata era difesa dalla legale Simone Bellezza.
Lo scorso 8 ottobre aveva testimoniato il medico che tra il 2020 e il 2021 – mentre l’uomo era alle prese con la difficile separazione ed era stato denunciato più volte dalla ex moglie – ha visitato un paio di volte la parte offesa, per problemi cardiaci, ufficialmente imputati a stress lavorativo.
Il militare avrebbe avuto delle remore a parlare dei suoi problemi personali con i colleghi, come ha confermato un colonnello, messo al corrente solo alla vigilia della sua testimonianza dei motivi privati a causa dei quali aveva ritirato la sua disponibilità a far parte degli equipaggi di volo. “Dopo l’Afghanistan era stato chiesto ancora il suo intervento all’estero quale esperto, ma non ha risposto”, ha spiegato in aula l’ufficiale.
Tre denunce, ma nessuna condanna. Imputata una 50enne di Viterbo che, durante l’interrogatorio, ha ripercorso le tappe della separazione, risalente all’autunno 2017, ribadendo di averlo denunciato per percosse quando le ha sferrato un pugno, tirata per i capelli, scaraventata a terra e presa a calci. L’estate successiva l’ex marito sarebbe andato in ferie quindici giorni da solo con le figlie, lasciandole poche decine di euro. La donna avrebbe inoltre lasciato il lavoro per stargli al fianco e tenere unita la famiglia per quattro anni, mentre lavorava in un paese del Medio Oriente. L’ultima denuncia perché per diversi mesi non le avrebbe versato gli alimenti.
– Tre denunce e nessuna condanna, ex moglie a processo per calunnia
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
