Viterbo – (sil.co.) – Tre denunce e nessuna condanna, ex moglie a processo con l’accusa di calunnia.
È stata denunciata dall’ex marito, che dopo tre querele finite in archiviazioni e assoluzioni, è passato al contrattacco, chiedendo la condanna dell’ex coniuge e il risarcimento dei danni, costituendosi parte civile con l’avvocato Guido Conticelli. L’imputata è difesa dalla legale Simone Bellezza.
Mercoledì davanti al giudice Jacopo Rocchi, cui è toccato il delicato procedimento, ha testimoniato il medico che tra il 2020 e il 2021 ha visitato un paio di volte la parte offesa, per problemi cardiaci imputati a stress lavorativo.
“Il mio assistito era stato alle prese con una difficile separazione ed era stato denunciato più volte dalla ex moglie”, ha sottolineato l’avvocato Conticelli, spiegando che l’uomo, un militare ora in pensione, veterano dell’Afghanistan, sovente in missione all’estero, in seguito a una perizia medico-legale, è stato costretto a rinunciare a lavorare nel ruolo ordinario.
Il militare avrebbe avuto delle remore a parlare dei suoi problemi personali in ambito lavorativo, come ha confermato un colonnello suo ex collega. “Solo di recente, quando sono stato citato come testimone, mi ha messo al corrente dei motivi privati a causa dei quali ha ritirato la sua disponibilità a far parte degli equipaggi di volo. Dopo l’Afghanistan era stato chiesto ancora il suo intervento all’estero quale esperto, ma non ha risposto”, ha spiegato l’ufficiale.
Imputata una 49enne di Viterbo che, durante l’interrogatorio, ha ripercorso le tappe della separazione, risalente all’autunno 2017, ribadendo di averlo denunciato per percosse quando le ha sferrato un pugno, tirata per i capelli, scaraventata a terra e presa a calci: “In estate è andato in ferie quindici giorni da solo con le figlie, lasciandomi poche decine di euro. Dovevo chiedere i soldi per me ai miei familiari, nonostante lui fosse consapevole che avevo lasciato il lavoro per stargli al fianco e tenere unita la famiglia per quattro anni, mentre lavorava in un paese del Medio Oriente. L’ultima denuncia è stata sempre per denaro, perché per diversi mesi non mi ha versato gli alimenti”, ha spiegato.
Nessuna condanna. Per questo l’ex marito ha portato a processo la donna per calunnia, chiedendo che gli vengano risarciti i danni. Il processo riprenderà in primavera.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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