Viterbo – “Strade che profumano di caffè, fogli di appunti tra i san pietrini: Viterbo è stata parte della vostra formazione non solo lo sfondo”, la rettrice dell’Unitus Tiziana Laureti questa mattina alla cerimonia di consegna dei diplomi ai laureati dell’anno accademico 2025.
Viterbo – Unitus – Consegna diplomi laureati anno accademico 2025
L’evento è iniziato in piazza del Plebiscito. Ad accogliere studenti, famiglie e autorità in piazza del Plebescito è stata la rettrice dell’università della Tuscia, Tiziana Laureti e la sindaca di Viterbo Chiara Frontini che ha salutato i laureati, per poi affermare: “Ci stiamo mettendo tutto l’impegno di chi crede che un’università dentro la città possa fare la differenza, e che le nuove generazioni siano il futuro. Non nasciamo come città universitaria, ma stiamo velocizzando il procedimento per diventarlo”.
Dopo aver attraversato il centro storico, cappellini neri, scarpe colorate e numerosissimi parenti hanno riempito gli scalini della suggestiva piazza San Lorenzo, tra le cui mura ha risuonato l’inno d’Italia intonato dal coro Unicantus.
“Avete fatto un camino pieno di nuove conoscenze – ha detto il presidente della regione Lazio Francesco Rocca -, finalizzato all’intrapresa di un percorso nel mondo. Ciò che vi viene consegnato però, è un mondo diviso, pieno di conflitti al livello sia sociale che internazionale”.
“Oggi – ha concluso il presidente della regione – vi affido una speranza: che questo sapere non resti fine a se stesso. Applicatelo, riconoscendo nell’altro le necessità del futuro, sarete in grado di fare la differenza. Anche utilizzando i nuovi mezzi tecnologici che vanno sempre più sviluppandosi”.
All’evento i presidenti dei vari dipartimenti Unitus, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il consigliere regionale Daniele Sabatini e i vari rappresentanti dei carabinieri, dell’aviazione dell’esercito, della polizia e della finanza.
Il prefetto Sergio Pomponio si è congratulato con i laureati, sottolineando l’importanza del sapere, del confronto e dello studio.
La rettrice Tiziana Laureti invece, ha evidenziato lo stretto legame che si è instaurato tra gli studenti dell’università e la città: “La laurea è un traguardo personale ma anche un investimento collettivo per la comunità. Viterbo ha accolto tutte le vostre emozioni e vi ha visto cambiare durante questo percorso. Questa è la città nella quale avete imparato a conoscervi, e oggi, attraversate le sue vie da laureati”.
Dopo le parole delle figure istituzionali, hanno occupato il palco vari studenti dell’Unitus, per raccontare le loro esperienze segnate da cambi di percorsi di studio, da preoccupazioni, ansie e successi.
La consegna dei diplomi a 400 ragazzi neolaureati si è divisa per dipartimenti, e sono saliti sul palco in gruppi da 6.
Momento centrale della cerimonia è stato il conferimento del Sigillo dell’Ateneo a Valerio Mastandrea, tra i volti più apprezzati del cinema italiano contemporaneo.
Il Sigillo rappresenta la più alta onorificenza conferita dall’università degli studi della Tuscia e viene attribuito a personalità che si sono distinte nei campi della scienza, della cultura, dell’arte o dell’imprenditoria, contribuendo in modo significativo allo sviluppo sociale e culturale del paese.
Valerio Mastandrea e Tiziana Laureti
Nel provvedimento di conferimento, Mastandrea è stato descritto come “un esempio di artista capace di incidere nel dibattito culturale del paese, promuovendo valori di inclusione, consapevolezza e responsabilità sociale, confermando il ruolo centrale dell’arte come strumento di riflessione e crescita collettiva”. I suoi lavori infatti, non hanno messo al centro eroi ma uomini, padri e lavoratori comuni.
Attore, regista e produttore, Mastandrea ha costruito negli anni un percorso artistico di primo piano, collaborando con alcuni dei più importanti nomi del cinema italiano. Dai successi di L’odore della notte e La prima cosa bella, fino a Gli equilibristi, Perfetti sconosciuti, Siccità e il recente C’è ancora domani, passando per l’esperienza dietro la macchina da presa con Ride e Nonostante.
“Lavorando – ha affermato Mastandrea – lo capisci questo mestiere. Io credo di far parte di un settore che dovrebbe fare contenuti culturali, ma chi fa questo lavoro sa che il cammino è lungo e spesso si fanno scelte sbagliate. Non c’è mai un fine preciso in questo campo, e questa è stata una consapevolezza che ho appreso ancora più profondamente quando ho iniziato a fare regia. È un percorso evolutivo, pieno di responsabilità”.
“Ai ragazzi che sono qui oggi – ha poi continuato -, faccio i miei più sinceri auguri. Non darei mai consigli, non ho risposte in mano, posso solo dirvi che scegliere un mestiere è solo il punto di partenza, non l’arrivo”.
Il conferimento del Sigillo ha rappresentato anche un ulteriore tassello della collaborazione tra università della Tuscia e Tuscia film fest, realtà che negli ultimi anni hanno rafforzato il dialogo culturale rivolto soprattutto alle nuove generazioni.
Tra i progetti condivisi figurano gli incontri con protagonisti del cinema italiano nell’ambito del Progetto scuole e il premio Mattia Torre, dedicato al regista e autore romano scomparso nel 2019, di cui lo stesso Mastandrea fa parte del comitato promotore. La seconda edizione del premio si concluderà il 2 e 3 ottobre al teatro dell’Unione.
Una giornata dal forte valore simbolico, che si è conclusa con l’attesissimo e iconico lancio del tocco.
Nicole Tarantello
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