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Acquapendente - Nella chiesa di Sant'Agostino la benedizione di otto opere: 7 realizzate dai bambini, una dagli ospiti della rsa - I soggetti legati alla tradizione ma non solo - Sfilata rinviata - FOTO

Minipugnaloni, tra il ciliegio e la torre del Barbarossa spunta un razzo per la Luna

di Simone Lupino
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Acquapendente – “Belli, belli, belli, belli”. Don Enrico Castauro lo ripete quattro volte guardando i Minipugnaloni sistemati lungo la navata della chiesa di Sant’Agostino. “Bravi”, esclama poi rivolgendosi ai bambini di Acquapendente che li hanno realizzati con foglie e fiori colorati. Un ciliegio i cui rami abbracciano il mondo, mani che liberano una farfalla, la torre del Barbarossa, arcobaleni e colombe. C’è anche un razzo in viaggio verso la Luna. Ieri, con la festa dei minipugnaloni, si è aperta ad Acquapendente la settimana più importante dell’anno, quella che conduce al 17 maggio, giorno della Madonna del Fiore, quando a sfilare saranno i Pugnaloni grandi. “Un evento unico al mondo”, come annunciano già qui i maxicartelloni. Protagonisti intanto i più piccoli.

Acquapendente - Il minipugnalone delle classi prime della scuola primaria Leonardo Da Vinci

Acquapendente – Il minipugnalone delle classi prime della scuola primaria Leonardo Da Vinci


“Ogni pugnalone è fatto con foglie e fiori di colori diversi perché ci insegna che ciò che ci distingue non è ciò che ci divide, ma ciò che ci distingue fa in modo che tutto sia più bello”, ha detto il parroco Enrico Castauro prima di passare lungo le pareti della navata per benedire le opere. In tutto i minipugnaloni presentati sono stati otto. Lavori che, pur essendo molto più piccoli dei pugnaloni grandi, sono a tutti gli effetti vere opere d’arte.

Acquapendente - La consigliera comunale Patrizia Rosatelli e la vicesindaca Monica Putano Alias Bisti

Acquapendente – La consigliera comunale Patrizia Rosatelli e la vicesindaca Monica Putano Alias Bisti


Ad accompagnare don Enrico la vicesindaca Monica Putano Alias Bisti, la consigliera comunale con delega a Istruzione e scuola Patrizia Rosatelli, il presidente della pro loco Fabio Vitali e, con loro, un piccolo esercito di giovanissimi emozionati e festosi. Assente invece per un impegno istituzionale improrogabile la sindaca Alessandra Terrosi, la cui presenza era prevista nel pomeriggio per la sfilata e la successiva premiazione poi rinviate.

A causa del maltempo e della pioggia è infatti saltata la sfilata dei minipugnaloni per le vie del centro storico. Tutto rinviato al 15 maggio alle 18, come annunciato dal presidente della pro loco Fabio Vitali. In chiesa, però, è stata comunque festa grande. Tantissima gente, genitori orgogliosi impegnati a fotografare i propri figli davanti alle opere esposte, i catechisti, il coro. Festa doppia anche per il battesimo del piccolo Gioele celebrato durante la giornata.

Acquapendente - I ragazzi della scuola primaria Leonardo Da Vinci davanti al loro minipugnalone

Acquapendente – I ragazzi della scuola primaria Leonardo Da Vinci davanti al loro minipugnalone


I bambini si sono lasciati ispirare liberamente dai temi classici della festa: in primo luogo il miracolo del ciliegio in fiore avvenuto 860 anni fa e che diede il via alla sommossa contro il dominio del Barbarossa. Poi i monumenti della città, temi di attualità e anche astratti. Un ciliegio in fiore i cui rami abbracciano il mondo è quello realizzato dai ragazzi delle classi 5A e 5B della scuola primaria Leonardo da Vinci. Le classi 3A, 3B e 3C dello stesso istituto hanno invece rappresentato due grandi mani che liberano una farfalla. Grande protagonista anche la Torre del Barbarossa, ultima vestigia dell’antico castello di Federico I, insieme al centro storico di Acquapendente.

Le classi 2A, 2B e 2C della scuola primaria hanno scelto di collocare la torre del Barbarossa sullo sfondo di un ciliegio in fiore. Sul lato opposto della navata, invece, trovava posto il minipugnaloni della scuola secondaria di primo grado Girolamo Fabrizio: una grande serratura della medesima torre all’interno della quale comparivano una figura femminile e un prato primaverile.

Un ciliegio metà secco e metà in fiore è stato invece il soggetto scelto dall’asilo nido Mani in pasta, con colori che passavano dai toni cupi a quelli luminosi. Originalissimo il minpugnalone delle sezioni 3A e 3B della scuola dell’infanzia Rosa Venturini, accompagnato da una scheda dell’opera: “La Madonna accarezza e veglia la Terra in questo momento difficile. Un razzo tra i pianeti porta un astronauta sulla Luna: tra colombe, Sole e fiori che nascono, anche nello spazio sboccia la vita e la speranza”. Hanno scelto la torre del Barbarossa anche i ragazzi delle classi 1A, 1B e 1C della primaria Leonardo da Vinci. In primo piano un arcobaleno colorato, sopra una colomba con un ramo d’ulivo e, sotto l’arcobaleno, un mucchio di armi come gettate via.

Presenti al concorso dedicato ai minipugnaloni anche gli ospiti della rsa San Giuseppe con un mosaico floreale che raffigura la facciata del duomo di Acquapendente. L’opera era accompagnata da una didascalia: “La fede, il territorio e la speranza. La stella illumina il profilo del duomo di Acquapendente, cuore spirituale della nostra comunità. Il ramo di ciliegio richiama la rinascita e la speranza di vita nuova. Dalla fragilità del fiore alla luce della stella: il cammino dell’uomo verso la libertà”.

“I nostri bambini sono il futuro di Acquapendente, portano avanti la nostra tradizione. Hanno realizzato delle opere bellissime fatte di fiori e foglie, dei bellissimi mosaici”, ha detto con orgoglio la vicesindaca Monica Putano Alias Bisti.

Soddisfatta anche la consigliera comunale Patrizia Rosatelli, docente alla scuola secondaria di primo grado Girolamo Fabrizio. “I ragazzi hanno realizzato i Mini Pugnaloni durante l’orario scolastico, aiutati dagli insegnanti. C’era un docente referente, quest’anno il professor Riccardo Cesaretti, che è anche bozzettista di uno dei gruppi dei Pugnaloni grandi”. Dall’idea all’opera finita serve circa un mese di lavoro. “I ragazzi propongono idee per i bozzetti – ha aggiunto Rosatelli – poi ne viene scelto uno, quello ritenuto più adatto. Quest’anno invece di dipingerlo è stata fatta una stampa. Poi i ragazzi hanno portato fiori e foglie e, seguiti dagli insegnanti e dal docente di arte, hanno realizzato i lavori. I bambini della primaria hanno lavorato all’oratorio insieme ai genitori, quelli dell’infanzia invece con le maestre”.

Don Enrico ha annunciato infine che a breve riaprirà anche la chiesa di Santa Vittoria, interessata da un lungo restauro dopo lo sciame sismico del 2016. Dopo la benedizione la festa è proseguita ai piedi della statua della Madonna del Fiore, con tutti i bambini raccolti davanti all’altare. Poi, tutti insieme, il grido finale nella chiesa: “Evviva la Madonna del Fiore”.

Simone Lupino


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11 maggio, 2026

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