Viterbo – Niente macchina del Seicento, sfila solo un brutto baldacchino con l’immagine della Madonna Liberatrice .
Niente macchina del Seicento per la processione di Maria Santissima Liberatrice. Nelle vie della città, al termine del Mese Mariano, non è passato il manufatto ligneo legato alla tradizione della Liberatrice. Al suo posto è stato portato un baldacchino con l’immagine della Madonna.
Viterbo – Il trasporto dell’immagine della Madonna Liberatrice con un baldacchino
La macchina storica, secondo quanto appreso, sarebbe rimasta dentro la chiesa della Trinità. E sarebbe in perfetto stato. Una circostanza che rende ancora più evidente la domanda: perché non è stata utilizzata per la processione?
Una sorpresa per chi attendeva il trasporto della macchina del Seicento. A portare la struttura sono stati alcuni portatori, senza però la divisa dei portatori della Liberatrice.
Viterbo – La macchina seicentesca di Maria santissima Liberatrice
Secondo quanto appreso, dietro la scelta ci sarebbe una frattura maturata nei mesi scorsi tra i portatori della macchina della Madonna Liberatrice e i padri agostiniani della Trinità. Una divisione che avrebbe inciso sull’organizzazione della processione e sul mancato utilizizzo del manufatto storico.
Un segnale è arrivato anche al momento dei ringraziamenti. Il priore della Trinità, padre Vito Logoteto, ha ringraziato i facchini di Santa Rosa e, in modo generico, chi ha portato la macchina. Nessun riferimento diretto, invece, ai portatori della Liberatrice, che negli anni scorsi avevano ripreso e portato avanti la tradizione del trasporto con una propria divisa.
La processione rientra nel voto del comune e del popolo di Viterbo a Maria Santissima Liberatrice, protettrice della città. Secondo la tradizione, la devozione risale al 1320, quando un evento straordinario terrorizzò Viterbo e la popolazione si raccolse in preghiera nella chiesa della Trinità davanti all’immagine della Vergine.
Il rito resta uno degli appuntamenti religiosi più sentiti della città. Ma quest’anno, più della processione, a colpire è stata l’assenza della macchina del Seicento. Un’assenza che apre un interrogativo: cosa è successo davvero tra i portatori della Liberatrice e i padri agostiniani?
Irene Temperini
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