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Viterbo – Il presidente di Arcigay denuncia i feroci commenti online - Chiara Frontini si è vista solo per un momento al corso, senza fascia tricolore - FOTO E VIDEO

Abate al TusciaPride: “Minacciati di essere attaccati con i lanciafiamme, lasciati soli davanti all’odio”

di Nicole Tarantello
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Viterbo – “Sotto l’annuncio del TusciaPride c’era chi scriveva: ‘Verremo nella vostra sede con i lanciafiamme’. Abbiamo denunciato, ma siamo rimasti soli davanti all’odio. Ideologie fasciste minacciano di cancellare i nostri diritti, ma l’odio non vincerà”, ha detto Lorenzo Abate, presidente di Arcigay.

Viterbo - Il TusciaPride 2026 - Lorenzo Abate presidente di Arcigay

Viterbo – Il TusciaPride 2026 – Lorenzo Abate presidente di Arcigay


È stato uno dei momenti più duri e politici del TusciaPride 2026, che ieri pomeriggio ha portato per le vie del centro storico musica, colori e rivendicazioni. Il corteo è partito da via delle Fortezze e ha attraversato porta Romana, piazza del Comune, il corso, via Mazzini e piazza Dante.

Abate ha richiamato il tema della cura, filo conduttore dell’edizione, collegandolo alla necessità di reagire alle discriminazioni. “Dobbiamo unirci per curare i nostri corpi e la nostra mente. Nell’associazionismo troviamo la forza per cambiare. Le discriminazioni sono i veleni del nostro tempo e nella lotta condivisa troveremo la cura”, ha detto.

Poi il riferimento agli attacchi ricevuti online. “È accettabile che nel 2026 ci sia chi propone online un etero pride come antidoto? È accettabile che qualcuno ci definisca malati?”, ha aggiunto Abate, prima di denunciare la frase sui “lanciafiamme” e il senso di isolamento davanti all’odio.

Viterbo - Il TusciaPride 2026

Viterbo – Il TusciaPride 2026


Al corteo hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del TusciaPride Mirko Giuggiolini, l’assessore Emanuele Aronne per un momento all’inizio, Alessandra Troncarelli, Emanuela Benedetti e Lina Della Monache. Presente anche il drag king Savage Dickson, ospite dell’edizione.


La sindaca Chiara Frontini si è vista solo per un momento al corso. È arrivata senza fascia tricolore e ha fatto un passaggio rapido, dopo che in molti avevano sottolineato la sua assenza. Durante il corteo le è stata donata una fascia arcobaleno, che però non ha indossato: l’ha ripiegata e messa via.


La questione era stato sollevato anche da Mirko Giuggiolini. “Il TusciaPride inizia a consolidarsi mettendo le sue radici. C’è una buona reattività ma manca una risposta concreta alle istanze di cui ci facciamo portatori durante il Pride. I patrocini sono una costante, abbiamo bisogno di azioni concrete nei comuni di tutta la provincia”, ha detto il presidente del TusciaPride.

Giuggiolini aveva poi ricordato la presenza della sindaca nelle precedenti edizioni. “Nel 2024 e 2025 la sindaca Chiara Frontini è venuta a trovarci per inaugurare il Pride insieme a noi. In entrambe le occasioni avevamo preparato dei regali che lei ha accettato di buon grado, come segno di riconoscimento reciproco. Anche quest’anno le avevamo preparato un regalo. Ci dispiace non vederla al nostro evento ma se la sindaca Frontini non ci rappresenta, ci rappresenteremo da soli”, ha detto prima che molto tempo dopo la sindaca si palesasse.



Tra gli interventi anche quello di Sandra Gasbarri, presidente dell’Arci. “Il TusciaPride è fondamentale perché vengono lesi i diritti in questo paese ogni giorno. Tutti i commenti online, quando sono stata eletta, erano volti a discriminare il mio corpo. Nonostante fosse stato chiesto alla sindaca Chiara Frontini di partecipare, oggi è assente. Ma le vogliamo ricordare che siamo una comunità e ci prendiamo cura dei cittadini di Viterbo. Siamo importanti e meritiamo di essere tutelati”, ha detto.

Maria Grazia Chetta, responsabile organizzazione Cgil di Civitavecchia, Roma nord e Viterbo, ha richiamato il valore civile della manifestazione. “La libertà non può essere a metà. Uguaglianza, dignità e libertà sono fondamenti della nostra democrazia. Chiedere un diritto non significa togliere qualcosa agli altri, ma rendere la società più giusta”, ha detto.

Dal corteo è arrivata anche la voce degli studenti. Elio Petroselli, del liceo Santa Rosa, ha parlato di salute mentale e scuola. “Per il nostro governo la salute mentale dei giovani non è un problema e non è una priorità. Nella maggior parte dei casi la psicologa scolastica non c’è, oppure ha pochissime ore a disposizione. Gli studenti continuano a stare male, mentre la riforma del ministro Valditara nega l’educazione sessuo-affettiva”, ha detto.

Viterbo - Il TusciaPride 2026 - La sindaca Chiara Frontini al corso con Mirko Giuggiolini

Viterbo – Il TusciaPride 2026 – La sindaca Chiara Frontini al corso con Mirko Giuggiolini


Il TusciaPride 2026 ha messo al centro il contrasto a discriminazioni, bullismo, razzismo e omolesbobitransfobia. Una manifestazione politica e nonviolenta, costruita intorno alla rivendicazione dei diritti e alla tutela delle minoranze.

Tra gli slogan del corteo, quello dello striscione di apertura: “Pride è cura, resistenza senza paura…”. E poi: “Giù la vostra violenza dalle nostre vite”.

All’iniziativa hanno aderito numerose realtà, tra cui Percorso, Unitus, Cgil Viterbo, Spi Viterbo, Parva, Erinna, Kyanos, Arci, Arcigay, L’Altro circolo e Anpi.

Hanno dato il patrocinio il comune di Viterbo, l’Università degli Studi della Tuscia e i comuni di Bassano Romano, Calcata, Canepina, Capranica, Castiglione in Teverina, Celleno, Cellere, Fabrica di Roma, Montalto di Castro, Tarquinia, Vallerano, Vetralla, Villa San Giovanni in Tuscia e Vignanello.

Nicole Tarantello


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7 giugno, 2026

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