Orte – (sil.co.) – Indossava un paio di scarpe coi lacci finti il passeggero del treno intercity Milano-Roma imputato di violenza sessuale perché, all’alba del 3 giugno 2024, avrebbe messo una gamba tra le ginocchia di una 21enne.
Orte – La polizia ferroviaria
La presunta vittima, parte civile al processo ripreso lunedì davanti al collegio del tribunale di Viterbo, si sarebbe svegliata di soprassalto nella carrozza dove si era appisolata, trovandosi seduto sul sedile proprio di fronte al suo un uomo che l’ha spaventata a morte.
“Erano le 5 del mattino e mi sono detta che ormai la mia fermata di Roma-Tiburtina era vicina. Ho anche controllato su Maps dove fossimo e visto che eravamo quasi a Orte”, ha spiegato in aula lo scorso 15 dicembre la giovane, una 22enne che in seguito all’episodio ha chiesto aiuto a un centro antiviolenza ed è tuttora seguita da una psicologa.
Il passeggero poco dopo è stato bloccato dalla polizia ferroviaria che lo ha prelevato dal treno alla fermata di Orte, dopo che un altro viaggiatore, trovando la 22enne in lacrime. ha fatto scattare l’allarme per violenza sessuale.
La giovane era salita sull’intercity notturno a Milano-Porta Garibaldi. L’imputato aveva preso il treno alle 22,50 a Parma. Secondo la difesa era andato a sedersi vicino alla presunta vittima, lasciando la carrozza che gli era stata assegnata, solo perché nella sua c’era il bagno bloccato.
“Nessuna immagine della videosorveglianza – ha confermato un agente della polizia ferroviaria – ma la giovane ha riferito che il passeggero indossava delle scarpe particolari, con dei lacci finti. Allora mi sono ricordato di averlo controllato alla stazione di Parma ed è stato per me facile rintracciarlo a bordo del tremo, dove al momento del fermo si trovava lungo il corridoio. La ragazza, che era veramente molto scossa, lo ha subito riconosciuto, anche se piangeva, tremava, balbettava per lo choc subito”.
L’imputato sarà sentito in autunno, dopo gli ultimi testimoni dell’accusa.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
