Orte – (sil.co.) – “Ha infilato un ginocchio tra le mie gambe”. Dopo avere viaggiato da sola sul treno intercity Milano-Roma per tutta la notte, all’alba del 3 giugno 2024 una 21enne si è svegliata di soprassalto nella carrozza dove si era appisolata, trovandosi seduto sul sedile proprio di fronte al suo un uomo che l’ha spaventata a morte. È finito a processo per violenza sessuale.
Orte – La polizia ferroviaria
“Ho visto il suo volto riflesso sul vetro del finestrino e d’istinto mi sono chiesta perché si fosse messo proprio di fronte a me visto che era pieno di posti liberi. Ho avuto paura anche se lui si è scusato per avermi fatta svegliare di soprassalto. Poi però cercava di attaccare discorso, mi ha chiesto dove sarei scesa e cose simili, mentre io cercavo di non dargli confidenza. Erano le 5 del mattino e mi sono detta che ormai la mia fermata di Roma-Tiburtina era vicina. Ho anche controllato su Maps dove fossimo e visto che eravamo quasi a Orte”, ha spiegato ieri la giovane al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi.
Il passeggero poco dopo è stato bloccato dalla polizia ferroviaria che lo ha prelevato dal treno alla fermata di Orte, dopo che un altro viaggiatore, trovando la 21enne in lacrime. ha fatto scattare l’allarme per violenza sessuale.
Dopo aver tentato inutilmente di socializzare con la ragazza, l’imputato avrebbe finto di mettersi a dormire. “Si è allungato sul sedile, sdraiandosi sempre di più verso di me e con un ginocchio tentava di aprirmi le gambe, facendo pressione. Più mo tiravo indietro sul sedile, più veniva verso di me e faceva pressione. Rimanendo con gli occhi chiusi. Ero terrorizzata e nel panico, essendo bloccata sul sedile, durante il viaggio avevo anche tolto le scarpe. Allora gli ho scattato delle foto che ho inviato alle mie amiche (sono agli atti del processo, ndr), dopo di che gli ho intimato di togliere la gamba, al che si è rimesso composto con l’aria stizzita. A quel punto ho preso i miei bagagli, allontanandomi in fretta e furia, mentre il treno arrivava a Orte. Un ragazzo col monopattino mi ha vista che piangevo e ha chiamato la Polfer”, ha raccontato la 21enne, ribadendo più volte di essere sicura delle cattive intenzioni del passeggero.
“A forza di sdraiarsi in avanti, è arrivato a toccarmi l’inguine col ginocchio”, ha sottolineato, confermando di essere rimasta scioccata. “Il giorno dopo sono andata presso lo sportello antiviolenza del policlinico Umberto I di Roma e poi ho sporto denuncia”, ha concluso.
La giovane era salita sull’intercity notturno a Milano-Porta Garibaldi. L’imputato aveva preso il treno alle 22,50 a Parma. Secondo la difesa era andato a sedersi vicino alla presunta vittima, lasciando la carrozza che gli era stata assegnata, solo perché nella sua c’era il bagno bloccato. Nessuna immagine della videosorveglianza. Si torna in aula a giugno.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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