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“Il Buratti non si tocca”, crescono le adesioni al sit-in del 25 luglio

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Viterbo – La mobilitazione contro il mantenimento della scritta “Casa del Balilla” sulla facciata del liceo Mariano Buratti continua ad allargarsi.

Il presidio – sit-in è stato promosso dall’Anpi provinciale insieme agli studenti e alle associazioni del territorio impegnate nella difesa dei valori democratici. Lo slogan scelto è “Il Buratti non si tocca!”. L’obiettivo è ottenere la cancellazione dell’iscrizione, dopo la decisione di mantenerla rendendone meno evidente il colore.

Simulazione - Come sarà il liceo classico Mariano Buratti con l'insegna "Casa del Balilla" (Immagine creata con IA)

Simulazione – Come sarà il liceo classico Mariano Buratti con l’insegna “Casa del Balilla” (Immagine creata con IA)


La vicenda nasce da un’azione della soprintendenza guidata da Margherita Eichberg che, come è stato sottolineato da più parti, presenta errori marchiani sul piano logico e tecnico, scarsa competenza specifica e una forte supponenza culturale non si capisce bene su che cosa basata. Il punto ignorato è semplice: non si è conservata una scritta ancora leggibile, ma si è scelto di creare un artefatto da sovrapporre alla traccia ormai quasi illeggibile dell’iscrizione. Un’operazione del genere, compiuta sulla facciata di una scuola intitolata a Mariano Buratti, non può essere ridotta a un intervento tecnico. È una scelta di enorme rilievo storico, civile, etico e simbolico, affrontata senza valutarne adeguatamente la gravità e le conseguenze. Una scelta che, sul piano umano, non può non apparire priva di pietas e, su quello pubblico, carica di implicazioni ideologiche e politiche.

La data della manifestazione ha un forte valore simbolico. Il 25 luglio 1943, dopo il voto del Gran consiglio del fascismo, il re Vittorio Emanuele III destituì Benito Mussolini e ne ordinò l’arresto. Ottantatré anni dopo, proprio il 25 luglio, la protesta si svolgerà davanti alla scuola intitolata a Mariano Buratti, martire dell’antifascismo.

Dopo l’annuncio della manifestazione, sono arrivate nuove e significative adesioni dal mondo della scuola, dalle associazioni e dalla società civile.

Hanno annunciato la partecipazione per primi il dipartimento di Filosofia e Storia del liceo scientifico Paolo Ruffini, la Fondazione Gualtiero Sarti e Antonio Filippi. Ma le adesioni continuano ad arrivare.


 Le adesioni al sit – in

 Associazione culturale Luigi Petroselli
L’associazione culturale Luigi Petroselli aderisce al presidio di sabato al liceo classico Mariano Buratti contro la scritta casa del balilla sulla facciata dell’istituto. Un istituto che ricorda anche la figura di Luigi Petroselli, tra i padri della democrazia italiana. Il liceo classico intitolato al partigiano Buratti è un simbolo dell’antifascismo, della cultura e della Resistenza. Un luogo dove ogni anno, il 25 aprile, si celebra la Liberazione. Un edificio che ha una sua storia che, di certo, non va cancellata. Una storia che va trasmessa al futuro, come Cesare Brandi, fondatore della teoria moderna del restauro, insegna. Ma la scritta casa del balilla, ricostruita come è stato fatto, oltre a non rispettare le regole del restauro, esalta un passato fortunatamente sconfitto a danno della lotta partigiana, del partigiano Buratti, di Petroselli e della Repubblica democratica nata dalla Resistenza che quel passato, fortunatamente, hanno sconfitto e si spera sepolto per sempre. E di certo da istituzioni come la provincia e la soprintendenza ci si aspettava maggiore attenzione e sensibilità. Maggiore attenzione alle regole del restauro e maggiore sensibilità verso un luogo che, ripetiamo, è un simbolo della cultura, dell’antifascismo e della Resistenza. Un errore grave frutto comunque di una volontà che va chiarita. Una volontà al tempo stesso politica e amministrativa.

Associazione culturale Luigi Petroselli


Uila lega intercomunale Viterbo
“La Uila Viterbo aderisce al presidio di sabato davanti al liceo classico Mariano Buratti contro la scritta casa del balilla”. A dichiararlo è il segretario generale della Uila lega intercomunale di Viterbo Antonio Biagioli. “La scritta fascista, ricostruita di sana pianta seguendo criteri ampiamente discutibili – dice Biagioli –, sulla facciata di un liceo intitolato al partigiano Buratti e su un luogo simbolo dell’antifascismo e della Repubblica democratica italiana nata dalla Resistenza è, né più né meno, un’offesa e un insulto dettati non si sa bene da cosa. Cosa che vorremmo sapere. Cosa che ha suscitato la giusta indignazione di tantissime persone che si sono mobilitate in questi giorni e che daranno vita al presidio di sabato cui il sindacato aderisce convintamente e nella maniera più assoluta”. “La storia non si cancella – conclude Biagioli – e, proprio perché non si cancella, la storia nata dalla Resistenza ci dice che il fascismo in Italia non può e non deve avere cittadinanza, sotto nessuna forma. Ricostruire la scritta casa del balilla, così come è stata ricostruita, significa dare risalto ad una storia che la lotta partigiana e il tempo hanno cancellato, una storia, quella fascista, che evoca solo morte, guerra, sterminio e distruzione di ogni libertà. Un conto è far capire che quella storia c’è stata, e che è stata sconfitta, un conto è esaltarla”.

Uila lega intercomunale Viterbo


Uil Viterbo e Alto Lazio
La Uil Viterbo e Alto Lazio aderisce al presidio di sabato contro la scritta casa del balilla sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti”. A dirlo è il segretario generale della Uil Viterbo e Alto Lazio Giancarlo Turchetti.

 “La scritta casa del balilla – dice Turchetti – è un’offesa grave e un insulto alla città di Viterbo, al partigiano Mariano Buratti e alla memoria della Resistenza e di tutto ciò che essa rappresenta: antifascismo, repubblica e democrazia, di cui il liceo di Viterbo e la figura di Buratti sono un punto di riferimento assoluto. Un liceo che al suo interno ricorda anche la figura di Luigi Petroselli, padre anch’esso della democrazia italiana. Un liceo dove, ogni anno, si commemora la Liberazione dal nazifascismo”.

“Inoltre – conclude Turchetti – è assolutamente necessario fare chiarezza sul modo in cui si è arrivati alla decisione, e su come sia stata presa, di ricostruire una scritta che, così com’è, sbattuta in faccia a chi legge, sembra avere ben pochi fondamenti, nonostante le giustificazioni rese note, e sembrerebbe invece, più che altro, una vera e propria scelta, una scelta voluta”.

Uil Viterbo e Alto Lazio


Articolo 3
L’associazione Articolo 3 di Viterbo, che fonda la sua missione sui valori della nostra Costituzione – come si deduce dal nome stesso – aderisce all’iniziativa di sabato 25 luglio promossa dall’Anpi davanti alla sede del liceo Mariano Buratti di Viterbo.

Una scritta che il tempo, ma soprattutto la storia, ha cancellato viene ripristinata, senza alcuna accuratezza scientifica, nessuna condivisione del metodo e delle scelte che, in quanto riferiti ad un bene pubblico, un edificio scolastico, espressione della scuola democratica garantita dalla Costituzione, riguardano la cittadinanza.

Vogliamo ricordare, in questa occasione, che il nostro Paese, dopo la seconda guerra mondiale, rinasce dalle attività e dal coraggio degli antifascisti, rinasce dalla Costituzione scritta e approvata da tutte le forze democratiche, rinasce repubblicano e ispirato ai principi della libertà e della democrazia.


Aned
L’Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti (Aned) – Sezione di Roma aderisce al presidio promosso per sabato 25 luglio, alle ore 9, davanti al Liceo Mariano Buratti di Viterbo, in via Tommaso Carletti 8, per chiedere la rimozione della scritta «Casa del Balilla» sulla facciata dell’edificio. 

L’Aned ritiene che la restituzione di visibilità a un simbolo dell’educazione fascista sia incompatibile con i valori della Costituzione repubblicana e con la funzione educativa della scuola, tanto più se l’edificio è intitolato a Mariano Buratti, partigiano e martire della Resistenza, fucilato dai nazisti a Forte Bravetta nel 1944.  
Aned Roma


SPI CGIL
Lo SPI CGIL aderisce al sit-in davanti al Liceo Buratti: «La memoria si insegna, il fascismo non si celebra»

Lo SPI CGIL Civitavecchia Roma Nord Viterbo aderisce al sit-in di sabato 25 luglio promosso dall’ANPI provinciale e dalle associazioni democratiche e studentesche davanti al Liceo Classico “Mariano Buratti” di Viterbo per chiedere la rimozione della scritta “Casa del Balilla”, riportata sulla facciata dell’edificio nel corso dei lavori di restauro.

La vicenda del liceo Buratti va oltre gli aspetti tecnici del restauro. Una scritta sulla facciata di una scuola pubblica non è un elemento neutro: comunica un messaggio e richiama una responsabilità educativa nei confronti delle ragazze e dei ragazzi che ogni giorno vivono quegli spazi.

Una scuola intitolata a Mariano Buratti, professore, partigiano, ufficiale e martire della Resistenza, richiama una storia di libertà e democrazia. È a questa eredità che deve ispirarsi l’identità del Liceo che porta il suo nome.

Lo SPI CGIL rappresenta pensionate e pensionati che, con il loro lavoro, il loro impegno civile e le loro battaglie per i diritti, hanno contribuito a costruire e consolidare la Repubblica democratica. Per questo consideriamo fondamentale il ruolo della scuola nel trasmettere conoscenza, consapevolezza e valori costituzionali alle nuove generazioni.

La memoria è parte integrante di questo percorso educativo. La storia si studia, si documenta e si comprende: la memoria della dittatura, della guerra, della Resistenza e della nascita della Repubblica appartiene al patrimonio del nostro Paese e deve essere conosciuta e approfondita, soprattutto nei luoghi deputati alla formazione delle nuove generazioni.

È proprio per questa ragione che chiediamo alle istituzioni competenti di procedere alla rimozione della scritta dalla facciata del liceo Mariano Buratti, non per cancellare la storia, ma perché la scuola è il luogo in cui la storia si insegna e si comprende. La sua identità deve essere coerente con la funzione educativa che svolge e con i valori della Costituzione repubblicana: una scuola pubblica deve rappresentare i principi della libertà, della democrazia e dei diritti, non la simbologia di una dittatura.

La storia si studia, il fascismo non si celebra. Di fronte a ogni tentativo di banalizzare o normalizzare i simboli del fascismo, la risposta è difendere la memoria democratica e il patrimonio di libertà e diritti costruito dalla Repubblica nata dalla Resistenza.

Questo è l’impegno che dobbiamo a chi ha combattuto per consegnarci un Paese libero e alle nuove generazioni che hanno il diritto di conoscere e difendere quei valori.
 

Cinzia Vincenti
Segretaria Generale
SPI CGIL Civitavecchia Roma Nord Viterbo
 


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