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Guerra tra bande di pusher, condannato a 9 anni di carcere l’ultimo imputato

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Civita Castellana – Agguato di via Ferretti, è finita con quattro condanne per complessivi 32 anni di carcere. Ieri è stato condannato a 9 anni di reclusione per tentato omicidio e lesioni aggravate il 25enne marocchino che secondo l’accusa era alla guida della Fiesta grigia che assieme a una Punto ha bloccato la Panda su cui si trovavano i due tunisini di 23 e 28 anni, costretti a scendere dalla vettura e aggrediti a colpi di machete.


Civita Castellana - I carabinieri

Civita Castellana – I carabinieri


Civita Castellana – Agguato di via Ferretti, è finita con quattro condanne per complessivi 32 anni di carcere. Ieri è stato condannato ieri a 9 anni di reclusione per tentato omicidio e lesioni aggravate il 25enne marocchino che secondo l’accusa era alla guida della Fiesta grigia che assieme a una Punto ha bloccato la Panda su cui si trovavano i due tunisini di 23 e 28 anni, costretti a scendere dalla vettura e aggrediti a colpi di machete.

È la quarta e ultima condanna per il sanguinoso episodio del 16 marzo 2025. al culmine della guerra tra bande di pusher nordafricani per il controllo dello spaccio a Civita Castellana. Un “raid per uccidere e annientare la concorrenza”, ha sottolineato il pubblico ministero.

L’imputato è stato incastrato dalle telecamere della videosorveglianza del Comune e dal Gps collocato sulla vettura dai carabinieri, che stavano già indagando su una serie di cruente aggressioni reciproche tra le due bande rivali, a partire dal mese di gennaio 2025, dopo che il capo dei tunisini, fratello della vittima 28enne, aveva comunicato all’omologo marocchino di volere il monopolio del mercato della droga. 

Per il 25enne, unico ad essere giudicato con il rito ordinario,  il pm Michele Adragna aveva chiesto una condanna a 12 anni di carcere, ridotti a 9 anni dal collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi a 9 anni, dopo avere sentito il difensore Luigi Mancini, anche in sostituzione del collega Giuseppe Fabrizio Maiellaro, secondo il quale non c0è prova che l’imputato alla guida della vettura e in ogni caso che facesse parte della presunta spedizione.

“Prova ne sia – ha sottolineato il legale –  il video di 49 secondi girato da un privato in cui, dopo l’aggressione, si vedono persone fuggire nella direzione opposta a quella dove appare semplicemente parcheggiata la Fiesta di cui non è noto il conducente”. 


Civita Castellana - Accoltellamento in via Ferretti - I carabinieri sul posto

Civita Castellana – Accoltellamento in via Ferretti – I carabinieri sul posto


Il pm, durante la discussione, ha parlato di “raid per uccidere e annientare la concorrenza”, nell’ambito della “faida tra spacciatori nordafricani” a Civita Castellana. Al 28enne tunisino che ha rischiato di morire e che si è costituito parte civile con l’avvocato Walter Pella è stata riconosciuta una provvisionale di 10mila euro, che va ad aggiungersi ai complessivi 30mila euro cui sono stati condannati gli altri tre, più  il diritto a un risarcimento da quantificare in sede civile

Come è noto sono stati già condannati, con lo sconto di un terzo della pena dell’abbreviato: a sette anni e mezzo un 29enne, a sette anni e nove mesi il 32enne che era alla guida della Punto, sempre a sette anni e nove mesi il connazionale di 38 anni. Quest’ultimo fu arrestato l’11 marzo 2025  a Torino, mentre gli altri tre furono arrestati dai carabinieri a Civita Castellana il 31 marzo. Il 25 Enne condannato ieri, in particolare, fu arrestato mentre tentava di nascondersi tra le coperte del letto, durante il blitz dei carabinieri a casa di uno dei complici. 

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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