- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Margherita Eichberg fa ricreare la scritta Casa del Balilla ma se ne frega delle opere di Alessio Paternesi in pericolo

Condividi la notizia:

Viterbo – Le transenne e i tubi metallici del cantiere vanno a sbattere contro i bassorilievi in ceramica di Paternesi nel liceo classico Mariano Buratti da giorni. Non si tratta di strutture soltanto vicine alle opere: in più punti sbattono direttamente contro i pannelli, senza che sia stata predisposta alcuna protezione adeguata. Ma la soprintendenza, troppo occupata a riesumare la scritta fascista scomparsa, tace e non interviene. Perché?

Liceo Mariano Buratti - I bassorilievi in ceramica realizzati nel 1965 dal maestro Alessio Paternesi a rischio - Nel riquadro l'incurante Margherita Eichberg

Liceo Mariano Buratti – I bassorilievi in ceramica realizzati nel 1965 dal maestro Alessio Paternesi a rischio – Nel riquadro l’incurante Margherita Eichberg


Le fotografie parlano con chiarezza.

Si tratta di quattro degli otto bassorilievi in ceramica realizzati nel 1965 dal maestro Alessio Paternesi. Sono quelli collocati sulla sinistra, guardando il cortile del liceo. Ogni opera misura circa un metro per un metro.

I quattro pannelli si trovano nell’area interessata dal cantiere per la manutenzione straordinaria dell’istituto. Le transenne sono state appoggiate contro le opere e i tubi metallici vanno a sbattere direttamente contro i bassorilievi.

Liceo Mariano Buratti - I bassorilievi in ceramica realizzati nel 1965 dal maestro Alessio Paternesi a rischio

Liceo Mariano Buratti – I bassorilievi in ceramica realizzati nel 1965 dal maestro Alessio Paternesi a rischio


Non è quindi soltanto una questione di distanza insufficiente. Le strutture del cantiere sono materialmente a contatto con le opere e possono provocare urti, abrasioni, scheggiature o altri danni.

Alessio Paternesi è stato il pittore e scultore più significativo e importante del secondo Novecento nella Tuscia e uno degli artisti tra i più rilevanti a livello nazionale e internazionale.

Ecco come vengono trattate le sue opere a Viterbo, senza che la soprintendenza vigili come dovrebbe fare e senza che la soprintendenza le abbia protette come era logico fare.

Il cantiere, come ha spiegato la stessa Margherita Eichberg, è seguito dalla soprintendenza. È quindi legittimo domandarsi se siano stati effettuati controlli per verificare che i lavori non mettessero a rischio i bassorilievi.


Qualcuno ha controllato che le transenne non danneggino le opere? Qualcuno ha verificato che i tubi metallici, andando a sbattere contro i pannelli, non provochino abrasioni, rotture o scheggiature? Perché il cantiere non è stato delimitato in modo da mantenere una distanza di sicurezza dai bassorilievi di Paternesi? Perché non è stato impedito che venissero appoggiate le transenne sulle opere del maestro Paternesi con delle protezioni? La soprintendenza sa che esistono queste opere? Dove vive la soprintendenza?

E soprattutto: perché non sono stati predisposti pannelli protettivi, distanziatori o altre soluzioni capaci di impedire il contatto diretto con i lavori?

Anche un bambino capirebbe che, quando viene aperto un cantiere accanto a opere d’arte, queste devono essere isolate e protette con tutte le cautele necessarie. Non si possono lasciare le transenne libere di andare a sbattere contro i bassorilievi.

Questo, evidentemente, non sembra essere chiaro alla soprintendenza guidata da Margherita Eichberg.

I bassorilievi non hanno ancora settant’anni, ma sono opere di valore, anche per la statura artistica del loro autore. Una soprintendenza seria dovrebbe preoccuparsi di tutelarle, invece di lasciarle esposte agli urti delle strutture metalliche del cantiere.

L’impressione restituita dalle immagini è brutale: chi se ne frega delle opere del maestro Alessio Paternesi.

Proprio per la loro collocazione all’aperto e all’interno di un’area interessata dai lavori, avrebbero bisogno di una tutela ancora maggiore. Invece le transenne vengono appoggiate contro i pannelli e i tubi metallici vanno a sbattere sulle opere.

Liceo Mariano Buratti - I bassorilievi in ceramica realizzati nel 1965 dal maestro Alessio Paternesi a rischio

Liceo Mariano Buratti – I bassorilievi in ceramica realizzati nel 1965 dal maestro Alessio Paternesi a rischio


La vicenda assume un significato ancora più grave perché riguarda il liceo classico Mariano Buratti e opere che fanno parte della storia dell’edificio e della scuola. Che la soprintendenza dice di voler tutelare.

Mentre la soprintendenza concentra la propria attenzione sulla ricreazione della scritta “Casa del Balilla”, nel cortile dello stesso istituto quattro autentiche opere d’arte, firmate e datate, vengono lasciate a contatto con le strutture metalliche del cantiere. Che vi sbattono sopra da giorni. Nel silenzio e inerzia più completa della soprintendenza.

Questa volta non si tratta di una scritta quasi scomparsa e ricostruita. Qui ci sono opere vere, realizzate da uno dei più importanti artisti della Tuscia.

E le transenne continuano ad andare a sbattere contro i bassorilievi, senza che la soprintendente Margherita Eichberg sembri fregarsene. 

Carlo Galeotti


Condividi la notizia: