Viterbo – Una festa che dura tutto il giorno, il capodanno singalese, che in Sri Lanka si festeggia il 14 aprile e in Italia, così come a Viterbo, all’inizio dell’estate.
“Pace, giochi e riconciliazione. Festeggiamo il tempo per tutti i singalesi”, spiega Manjula Senarath della comunità dello Sri Lanka a Viterbo, 541 persone in tutto, la prima comunità asiatica del capoluogo, la più consistente, 7,4% dell’intera popolazione straniera residente, dopo quella rumena (26,8%). In tutta la Tuscia la comunità conta 839 persone, il 2,5% dei residenti stranieri. A livello provinciale la seconda comunità asiatica, dopo quella bengalese (1307 residenti).
Viterbo – Il capodanno singalese – Manjula Senarath e Sanjeewa Lanka Kaluge
Piatti tradizionali, rituali simbolici e giochi condivisi, il capodanno singalese è un momento che unisce famiglie e comunità. A Viterbo la festa è stata agli impianti sportici del Salamaro, oltre 200 i partecipanti.
“Il capodanno in Sri Lanka, come in tutto il continente indiano – racconta Sanjeewa Lanka Kaluge – si festeggia il 14 aprile. Ma in Italia in primavera il tempo è incerto, per questo spostiamo tutto all’inizio dell’estate. Per tutti quanti noi è una giornata molto importante. Un periodo radicato nella tradizione e nel simbolismo, incentrato sull’addio all’anno vecchio e sul benvenuto al nuovo. Un tempo scandito da momenti propizi, in cui le azioni quotidiane, dalla cucina al riunirsi in famiglia, acquistano un significato più profondo”.
“Il giorno di capodanno – aggiunge infatti Manjula Senarath – iniziamo tutti a cucinare, mangiare e a riprendere il lavoro in orari precisi. La condivisione in questo giorno è totale”.
Lavoratori, i singalesi nel Viterbese sono soprattutto operai agricoli che vivono nel centro storico della città dei Papi e nei centri delle altre realtà della Tuscia.
Diversi i rituali dell’inizio dell’anno, il capodanno dello Sri Lanka. La purificazione della casa che simboleggia l’abbandono del vecchio in vista del nuovo, la preparazione del budino di riso che rappresenta prosperità e felicità, i capelli lavati con oli curativi per il rinnovamento del corpo e della mente e i tempi calcolati astrologicamente per determinare l’esatta sequenza delle attività quotidiane.
Viterbo – Il capodanno singalese
Per marcare inoltre la vicinanza tra Sri Lanka e Italia ci sono le bandiere e, all’inizio della festa, gli inni nazionali dei due paesi. Dopodiché ciascun “capo-famiglia” accende una candela, la cui fiamma testimonia l’unità tra le persone. A seguire i giochi dei bambini: corsa e corsa al sacco, pignatte, danze, tiro alla fune. Attorno donne e uomini “con gli abiti degli antenati”, sottolineano Senarath e Lanka Kaluge.
Infine il ringraziamento e la preghiera. Non tanto per ricordare il tempo che passa, ma la bellezza di stare insieme.
Daniele Camilli
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