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“Valditara spieghi chi ha autorizzato la scritta Casa del Balilla sul liceo Mariano Buratti”

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Cecilia D’Elia

Cecilia D’Elia

Viterbo – “Sulla facciata del liceo classico e linguistico di Viterbo intitolato a Mariano Buratti, finanziere, insegnante e capo partigiano insignito della medaglia d’oro al valor militare, torturato a via Tasso e fucilato dai fascisti a Forte Bravetta, è comparsa, durante dei semplici lavori di manutenzione straordinaria, la scritta ‘Casa del Balilla’”. A intervenire è la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella commissione Istruzione, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Giuseppe Valditara. E si è arrivati a due interrogazioni una annunciata da Sinistra italiana-Avs e una presentata dal Pd.

“Peccato che tutte le ricostruzioni fotografiche e storiche, comprese le foto relative all’inaugurazione dell’immobile il 5 maggio 1937, neghino che la scritta possa aver fatto parte della struttura architettonica dello stabile e che quindi possa essere ‘riemersa’ durante i lavori”, prosegue D’Elia.

La parlamentare chiede quindi chiarimenti sulle responsabilità e sui criteri adottati per la ricreazione della dicitura.

“Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Istruzione Valditara per sapere se la soprintendenza di Viterbo abbia autorizzato l’apposizione della scritta e, in caso affermativo, per quale motivo e sulla base di quale materiale storico”, dichiara la senatrice.

D’Elia sottolinea inoltre il contrasto tra il richiamo a un’organizzazione fascista e l’intitolazione della scuola a Mariano Buratti, protagonista della Resistenza e vittima del nazifascismo.

“Valditara ci deve spiegare se non ritiene grave ricreare l’iscrizione di un istituto fascista come la ‘Casa del Balilla’ su un liceo intitolato a un partigiano vittima dei fascisti come Mariano Buratti”, aggiunge D’Elia.

La senatrice richiama infine la protesta dei familiari e sollecita una presa di posizione delle istituzioni.

“Non è un caso se la famiglia di Buratti stia giustamente protestando per quanto sta accadendo, reazione che competerebbe anche alle istituzioni democratiche del nostro Paese e, in primo luogo, proprio al ministero dell’Istruzione”, conclude D’Elia.

 
 
 


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