Viterbo – Villa Lante è tornata al suo antico splendore con una nuova illuminazione e il restauro . Ieri sera centinaia di persone non sono volute mancare all’inaugurazione dei lavori di restauro dei giardini di Villa Lante, a Bagnaia.
Un intervento finanziato con 7 milioni di euro di fondi del Pnrr. Il pubblico era quello delle grandi occasioni, con la presenza di numerosi rappresentanti di enti e istituzioni.
Ad accogliere i visitatori, il suono del pianoforte e dei violini. A dare indicazioni sul percorso, oltre al personale del ministero, figuranti con abiti in stile rinascimentale.
Bagnaia – Villa Lante restaurata e illuminata
A fare gli onori di casa Alessandro Mascherucci, direttore dell’istituto Ville monumentali della Tuscia.
“Oggi è una giornata storica. Questo importante lavoro è un’opera collettiva – ha detto Mascherucci –. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato: i progettisti, i restauratori, i tecnici, le imprese, gli studiosi e tutto il personale della Direzione regionale musei Lazio e dell’istituto Ville monumentali della Tuscia, che con competenza e dedizione hanno accompagnato questo complesso percorso.
Alessandro Mascherucci, direttore dell’istituto Ville monumentali della Tuscia
Un ringraziamento particolare all’architetto Marina Cogotti, responsabile unico del progetto, e all’architetto Sonia Martone, direttrice dei lavori, che hanno seguito con professionalità e straordinario impegno tutte le fasi di questo intervento. Ogni grande giardino ha un principio che ne rivela l’identità – ha proseguito Mascherucci – e a Villa Lante questo principio è l’acqua. Qui l’acqua è il filo conduttore del progetto rinascimentale, è l’elemento che organizza lo spazio, accompagna il visitatore e mette in relazione natura, architettura e paesaggio”.
A intervenire poi Lucia Borgonzoni, sottosegretaria di stato al ministero della Cultura.
“Mi colpisce moltissimo vedere tanta gente – ha esordito Borgonzoni – e questo, più di ogni altra cosa, fa capire quanto questo sia un patrimonio della collettività. Questo è un patrimonio della comunità ed è una cosa fondamentale. Si parte da qui.
Lucia Borgonzoni, sottosegretaria di stato al ministero della Cultura
Noi abbiamo voluto spendere i soldi del Pnrr non su luoghi semplicemente da tramandare, ma su luoghi vivi e da vivere, che possono e devono raccontare ancora nuove storie, non solo storie del passato. È nostro compito aiutare l’amministrazione locale a portare gente, a portare turisti. Il nostro compito ora è continuare ad accompagnarvi. Perché questo è un posto del cuore per le persone che sono qui, ma oltre alla bellezza deve riportare anche economia, Pil a questo territorio”.
A prendere la parola poi la sindaca Chiara Frontini, che ha sottolineato l’importanza del restauro e del mantenimento di ciò che abbiamo.
Bagnaia – Villa Lante restaurata e illuminata – Alfonso Antoniozzi, Alessandro Mascherucci, Chiara Frontini e Massimo Osanna – La firma del protocollo d’intesa con cui Villa Lante entrerà nel sistema di bigliettazione unica della città di Viterbo
“Questo è un buon esempio di finanziamento del Pnrr. Non tutte le risorse sono state spese in modo così intelligente – ha detto la sindaca Frontini – e questo dobbiamo dirlo con onestà intellettuale. Questo, invece, è un esempio che resterà per le generazioni a venire e ha dato un grandissimo contributo a Bagnaia, a Viterbo e a tutta la Tuscia. Tra poco firmeremo con il dottor Mascherucci il protocollo d’intesa con cui Villa Lante entrerà nel sistema di bigliettazione unica della città di Viterbo”.
Elisabetta Scungio, direttrice della direzione regionale musei Lazio, ha sottolineato la rilevanza, anche economica, del progetto.
Elisabetta Scungio, direttora della direzione regionale Musei nazionali Lazio
“La direzione regionale musei Lazio – ha detto Scungio – ha condotto 27 progetti Pnrr per un totale di 21 milioni di euro. Di questi, nove sono stati destinati a parchi e giardini: 2 milioni a palazzo Farnese, a Caprarola, e 7 milioni a Villa Lante. Sono stati portati avanti 29 procedimenti tra gare e appalti. L’intervento – ha sottolineato Scungio – si è basato su tre linee di azione: il rifacimento degli impianti, la riqualificazione del verde e il restauro delle superfici plastiche e architettoniche. Tutto questo è stato fatto in due anni, mantenendo prevalentemente la villa aperta, perché volevamo che fosse un processo partecipato, che fosse un restauro visibile a tutti”.
A intervenire anche Angelantonio Orlando, direttore generale dell’Unità di missione per l’attuazione del Pnrr, Massimo Osanna, capo del dipartimento attività culturali del ministero della Cultura, e l’architetta Marina Cogotti, responsabile unico del progetto.
Angelantonio Orlando, direttore generale dell’unità di missione per l’attuazione del Pnrr
“Mentre finivamo il lavoro – ha detto Cogotti – già pensavamo alla fase successiva, al mantenimento dei risultati. Questo è un luogo stupendo, che ha subito incantato e ispirato tutti fin dalla sua costruzione. Michel de Montaigne, nel 1581, visitò tutte le ville dell’Italia centrale e considerò questa la più bella, addirittura rispetto a Caprarola. ‘La collina di cristallo’, come anche Fabio Ardizio la chiamava più o meno in quegli anni.
Architetta Marina Cogotti, responsabile unico del progetto Pnrr
Però Villa Lante è un bene tanto bello quanto fragile. Molti dei lavori fatti non si vedono. Penso al lavoro fatto sui 1350 alberi del bosco. È stato fatto un lavoro immenso sull’impiantistica. Non avevamo uno schema dell’impianto idraulico. E tutta la documentazione sarà al servizio di chi avrà in futuro il compito di conservare questo luogo. È questo a cui pensiamo ora, a come conservare i lavori fatti”.
Massimo Osanna, capo del dipartimento attività culturali del ministero della Cultura
Al termine della presentazione, le centinaia di persone intervenute hanno potuto godere della ritrovata bellezza delle fontane. Fino a sera è stato possibile ammirarle con la nuova illuminazione e con il sottofondo di musiche, canti e danze in stile.
Un luogo tanto caro a papi, vescovi e cardinali, spesso corteggiato dal cinema, che da ieri è tornato alla comunità di Viterbo e allo sguardo ammirato di turisti e visitatori.
Irene Temperini
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