Viterbo – “Roberto Baldini era una persona speciale, con una spontaneità in grado d’accogliere tutti”. La nuora Elisa Veruschi ai funerali di Giggi.
Una profonda commozione ha accompagnato oggi alla chiesa della Trinità l’ultimo saluto a Roberto Baldini, il re della pizza e degli hot dog ‘co’ tutto’.
Le esequie si sono svolte alla presenza della sua famiglia, dei suoi amici, e di tanti conoscenti che hanno voluto rendere omaggio a Giggi, e alla sua esistenza che ha regalato sorrisi e buonumore a generazioni di viterbesi.
A parlare in apertura la moglie del figlio Daniele, Elisa Veruschi. “Eri una persona speciale – ha detto la familiare -. Tu eri capace, con una spontaneità disarmante, di accogliere tutti. Era proverbiale il tuo modo di scherzare, che a volte ti faceva anche fare qualche figura.
Come quando chiedevi: ‘Signò, che fai porti a spasso il nipotino?’ Invece era il figlio. Noi abbiamo tanto ammirato la tua forza. Perché scherzavi anche quando stavi male. Alla domanda come stai ? Tu ci rispondevi sorridendo: ‘scoppio di salute’. Ci mancherai tanto”.
È stato poi il parroco del santuario agostiniano della Trinità a prendere la parola. “Siamo in tanti a dare l’ultimo saluto a Roberto Baldini – ha esordito Giuseppe Cacciotti -. Non è mai semplice questo momento. Chiediamo che ogni vuoto venga colmato dalla misericordia di Dio”.
Per tutti affettuosamente Giggi, Baldini era una persona conosciutissima in città. E il dolore è palpabile.
“Di fronte a una persona tanto amata – ha sottolineato il frate agostiniano – c’è sempre qualcosa che sfugge. Ci chiediamo ‘che cosa ci sarà dopo?’. L’unica certezza è credere che l’amore non avrà fine. Non si può ridurre tutto alla polvere, e neanche ai ricordi. Oltre alla morte si apre l’orizzonte dell’eternità”.
La pizzeria di via Cairoli dove Roberto Baldini ha lavorato una vita, è a pochi metri dalla chiesa che ha accolto oggi il suo ultimo saluto terreno. Una vicinanza non solo fisica, come ha raccontato il parroco Giuseppe Cacciotti.
“Ho avuto il piacere di incontrare Giggi – ha infatti detto il sacerdote – diverse volte. Era un uomo mite, dotato di grande umiltà e di qualcosa che in questi tempi di contrapposizioni e litigi è un grande valore. Aveva infatti la capacità più unica che rara di non prendersi troppo sul serio. Bastava entrare in pizzeria per vedere i cartelli che aveva messo. ‘Se Giggi sta a chiacchierà, la pizza se sta a brucià’. Oppure ‘Sta pianta è come Giggi, sta sempre in mezzo’.
Queste parole insieme alla sua affabilità – ha proseguito il sacerdote – hanno trasormato l’attività in una casa, aperta e accogliente per tutti. Quando veniva a prendere le nipoti all’uscita del centro estivo, gli si illuminavano gli occhi. Umiltà, delicatezza e autoironia : queste erano le caratteristiche di Giggi”.
Una persona perbene, un uomo buono, profondamente attaccato alla famiglia e innamorato del suo lavoro. Che lascia un grande vuoto per tutti quelli, tantissimi, che lo hanno conosciuto.
Presente per l’amministrazione comunale il consigliere Marco Nunzi, nessuna traccia della sindaca Chiara Frontini, impegnata in una conferenza stampa.
Per volontà della famiglia, a testimonianza di un’esistenza vissuta con gioia e generosità, le offerte raccolte saranno devolute allo studio medico sociale Gente di cuore.
Irene Temperini
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