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Chiesa – Stamattina celebrata la messa solenne a quarant’anni dalla costituzione della nuova diocesi di Viterbo - FOTOCRONACA

Due vescovi, un arcivescovo e il cardinale Semeraro rendono omaggio alla Madonna della Quercia

di Irene Temperini
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Viterbo – Due vescovi, un arcivescovo e il cardinale Semeraro rendono omaggio alla Madonna della Quercia.

Stamattina, in una basilica della Quercia gremita, è stata celebrata la messa solenne in onore della Madonna della Quercia, nel giorno della festa della patrona della diocesi di Viterbo.

Un anniversario importante, a quarant’anni di distanza dalla costituzione della nuova diocesi viterbese da parte di san Giovanni Paolo II, che elevò a sua patrona proprio la Madonna della Quercia.

Viterbo - La messa solenne in onore della Madonna della Quercia - Il cardinale Marcello Semeraro

Viterbo – La messa solenne in onore della Madonna della Quercia – Il cardinale Marcello Semeraro


A rendere omaggio alla patrona della diocesi e alla custode della città di Viterbo, il vescovo Orazio Francesco Piazza, il vescovo emerito Lino Fumagalli e l’arcivescovo Fabio Fabene.

Ospite d’onore il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del dicastero delle cause dei santi.

Il vescovo Piazza, arrivato con un quarto d’ora di ritardo non per sua colpa, ma perché rimasto bloccato nelle strade del capoluogo della Tuscia a causa di una manifestazione, ha fatto gli onori di casa.

“Siamo felici – ha esordito il vescovo Piazza rivolgendosi a Semeraro – di accoglierla qui. Lei è amico della nostra diocesi ed è venuto spesso qui a salutare il vescovo don Dante Bernini. Il mio saluto – ha proseguito Piazza – è sia istituzionale sia personale, ed è colmo di profondo affetto e gratitudine. Questi – ha concluso, porgendo al cardinale Semeraro due doni d’argento – sono due ricordi celebrativi della diocesi di Viterbo e della Madonna della Quercia come sua patrona”.

Il cardinale Marcello Semeraro ha poi pronunciato l’omelia.


“Qui siamo davanti alla tegola della Madonna della Quercia – ha esordito Semeraro –. Di solito le tegole sono fatte per proteggere la casa. La tegola della Madonna della Quercia, pur nella sua semplicità, ha un significato profondo. Perché questa tegola protegge la casa della città di Viterbo.

Il mio ringraziamento profondo va al vescovo Piazza – ha sottolineato Semeraro –. Avrebbe potuto e dovuto presiedere lui questa messa per i quarant’anni della sua diocesi, ma ha prevalso l’amicizia fraterna che c’è tra noi”.

E poi il rapporto stretto che lega il cardinale al santuario della Quercia.

“Amo molto questo santuario, mi emoziona profondamente. Io vengo spesso a trovare il mio predecessore e maestro, monsignor Dante Bernini.

L’ho amato tanto – ha sottolineato con commozione Semeraro –, più che come predecessore, come padre. L’ho amato come un figlio”.

Poi il ritorno alla Madonna della Quercia e alla sua sacra immagine.

“Oggi voglio soffermarmi – ha detto Semeraro – sul dettaglio della rondine e sul significato che rappresenta. Nella Bibbia questa immagine ritorna e i padri ne ricordano il significato di Gesù risorto.

Fabio Fabene, Orazio Francesco Piazza, Marcello Semeraro, Lino Fumagalli e don Massimiliano Balsi

Fabio Fabene, Orazio Francesco Piazza, Marcello Semeraro, Lino Fumagalli e don Massimiliano Balsi


Le rondini tornano dove sono state bene. Sant’Ambrogio dice che la rondine, pur minuscola, è sublime. Pur priva di ogni cosa sa costruire i nidi e, pur avendo bisogno di tante cose, è sempre operosa. Non fa il male degli altri. Dobbiamo guardare alla rondine per guardare alla speranza. Uno dei paradossi più drammatici dell’uomo è che in lui – ha detto Semeraro – convivono il dono di un’immensa grazia e l’assoluta incapacità di replicarla verso gli altri. Sperimentiamo la grazia di Dio, ma siamo incapaci di perdonare. L’invito – ha concluso il cardinale – è quello di guardare in alto, dove volano le rondini. Nell’ottocentenario della morte di san Francesco ricordiamo che è perdonando che siamo perdonati. L’augurio è che questa rondinella faccia il nido nelle vostre case e nei vostri cuori”.

Sull’altare maggiore della basilica, allestito con i colori giallo e blu della città di cui la Madonna della Quercia è custode, per tutta la giornata e per il rinnovo del Patto d’amore di oggi pomeriggio, saranno esposte le reliquie di santa Rosa, san Bonaventura da Bagnoregio e santa Lucia Filippini.

Sono i patroni secondari che san Giovanni Paolo II pose nel 1986 accanto alla Madonna della Quercia, a protezione della diocesi di Viterbo.

Irene Temperini


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13 settembre, 2026

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