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“Agenti incappucciati, calci e pugni ai detenuti ammanettati”

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Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Le denunce sulle presunte violenze ai detenuti del Mammagialla approdano sulla stampa nazionale. Il quotidiano Domani, con un articolo di Luigi Mastrodonato pubblicato il 4 ottobre, torna sulla vicenda già raccontata da Tusciaweb il 25 e il 29 settembre e raccoglie le testimonianze delle madri dei reclusi.

Il caso riguarda quanto sarebbe avvenuto dopo la protesta e l’incendio del 19 settembre. Circa dieci detenuti, secondo l’associazione Liberi Liberi Art. 27, avrebbero subito pestaggi e sarebbero stati trasferiti nel reparto ormai vuoto dell’ex 41 bis, senza materassi, indumenti personali e assistenza sanitaria.

“Mio figlio mi ha detto che è stato preso a botte dagli agenti dopo la rivolta del 19 settembre e infatti quando mi ha videochiamato aveva un occhio nero e lividi su tutto il corpo”, ha raccontato a Domani Francesca, madre di uno dei detenuti.

È una delle testimonianze al centro dell’articolo di Mastrodonato. La donna avrebbe visto le condizioni del figlio durante un collegamento durato pochi istanti. Il detenuto le avrebbe mostrato le ferite e spiegato di non poter parlare perché intorno a lui c’erano numerosi agenti di polizia penitenziaria ad ascoltarlo.

In una telefonata precedente le avrebbe già raccontato di essere stato massacrato di botte da una “squadretta”. Secondo la testimonianza riferita dalla madre, le violenze sarebbero avvenute dopo il trasferimento nella sezione dell’ex 41 bis, descritta da Domani come vuota e priva di sistemi di videosorveglianza attivi.

“Mi ha detto che erano diversi agenti incappucciati e non riconoscibili”, ha dichiarato Francesca al quotidiano. “Alcuni li tenevano fermi e ammanettati mentre un altro dava calci e pugni per punirli”.

Dopo i presunti pestaggi, i detenuti sarebbero stati lasciati per una settimana nel reparto, senza materassi, senza poter avere i propri indumenti e senza l’assistenza sanitaria di cui avrebbero avuto bisogno.

Anche la madre di un altro recluso ha riferito a Domani le condizioni denunciate dal figlio.

“Quando mi ha chiamato mi ha detto che non riusciva neppure a respirare per il dolore alle costole”, ha raccontato. “Tutti i giorni gli danno botte senza motivo lì nel 41 bis, dove li hanno rinchiusi dopo la protesta”.

Mastrodonato riporta inoltre una terza segnalazione anonima sulla presunta presenza nel carcere di una “squadretta di picchiatori” guidata da un agente. Secondo l’articolo, alcuni dei detenuti coinvolti sarebbero stati trasferiti in altri istituti dopo le prime testimonianze.

Le accuse avevano già trovato spazio su Tusciaweb negli articoli di Silvana Cortignani. Il 25 settembre il giornale aveva riportato le richieste dei familiari alla procura e ai garanti dei detenuti: un’ispezione urgente, accertamenti sulle condizioni di salute dei reclusi e il sequestro dei filmati prima della loro sovrascrittura.

La madre di un detenuto pugliese di 38 anni, assistita dall’avvocato Sebastiano Conte, aveva presentato denuncia ai carabinieri di Lecce, seguita da altre due madri. I racconti riguardavano presunti pestaggi in un’area senza videosorveglianza e il successivo trasferimento nelle celle dell’ex 41 bis.

Il 29 settembre Tusciaweb aveva dato conto dell’interrogazione del deputato di Avs Devis Dori al ministro della giustizia Carlo Nordio. Tra le richieste, verifiche sulle presunte violenze, sulle condizioni sanitarie e sulle disposizioni che avevano consentito di utilizzare il reparto per detenuti appartenenti a regimi ordinari.

Domani aggiunge ora le testimonianze dirette delle madri e il racconto degli screenshot scattati da Francesca durante la videochiamata. Secondo il quotidiano, le immagini inserite nella documentazione della denuncia mostrano il figlio ricoperto di lividi.

La vicenda si inserisce nelle tensioni di un istituto sovraffollato. I dati riportati da Mastrodonato indicano 623 detenuti per 440 posti e 272 agenti rispetto ai 350 previsti. Già a luglio un incendio appiccato per protesta aveva causato 23 intossicati, con uno dei detenuti ricoverato in condizioni gravi.

Articoli: Detenuti all’ex 41 bis dopo l’incendio, interrogazione al guardasigilli Carlo Nordio – Incendio a Mammagialla, chiesta ispezione urgente e sequestro delle telecamere – “Carcere di Viterbo: ennesimo incendio al reparto isolamento, situazione fuori controllo”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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