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Il Chinook dell’Aves precipitato in Bosnia era partito da Viterbo

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Viterbo – Il Chinook dell’Aves precipitato in Bosnia era partito da Viterbo.

Il CH-47F dell’Aviazione dell’Esercito era decollato dalla Tuscia mercoledì 28 ottobre. Dopo uno scalo a Pratica di Mare aveva raggiunto la Bosnia-Erzegovina, dove era impegnato nella missione europea Eufor Althea. Il giorno seguente, nel pomeriggio, l’elicottero è precipitato nei pressi del villaggio di Gorica, nel distretto di Brčko, durante un’attività addestrativa di routine.

Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo

Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo


La sequenza dello schianto è stata ripresa in alcuni video. Il velivolo si è alzato da una piazzola e ha raggiunto alcune decine di metri di quota; poi ha iniziato a ruotare su sé stesso, perdendo rapidamente quota fino all’impatto. Le immagini mostrano la caduta a spirale e l’elicottero che si abbatte al suolo su un fianco. Il filmato, da solo, non consente di stabilire che cosa abbia causato la caduta.

A bordo c’erano 15 persone. Quattro sono morte e undici sono rimaste ferite; nessuna sarebbe in pericolo di vita. Le vittime sono i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, in servizio al primo reggimento Antares dell’Aviazione dell’Esercito di Viterbo, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, del Corpo militare volontario della Croce rossa italiana. I feriti sono stati ricoverati negli ospedali di Brčko e Tuzla. Tra i feriti ci sarebbe anche un militare originario del Viterbese, in servizio all’Aves, che si è salvato per miracolo. Ha riportato alcune fratture alle costole. Secondo quanto riferito, sarebbe sposato con una donna di Montalto di Castro.

Alcuni testimoni hanno riferito che il Chinook volava a bassa quota e aveva compiuto diverse virate prima di precipitare. L’incidente è avvenuto durante una fase di decollo nell’area di Brčko. Il velivolo partecipava a un’attività di routine nell’ambito della missione. Le prime ricostruzioni parlano di un’esercitazione di evacuazione sanitaria.

Dopo l’impatto, l’elicottero è rimasto gravemente danneggiato. Sul posto sono intervenuti i militari di Eufor, i vigili del fuoco, la protezione civile e le squadre mediche. Il velivolo è precipitato in una zona disabitata, non lontano alcune case. La fuoriuscita di carburante ha richiesto ulteriori cautele e i vigili del fuoco sono rimasti sul posto per prevenire incendi o esplosioni. Non risultano civili feriti.

La causa dello schianto non è stata accertata. Tra le ipotesi iniziali figurano un’anomalia in fase di decollo e un possibile urto con cavi dell’alta tensione. Sono possibilità ancora da verificare: la Difesa e il comando di Eufor hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto.


L'elicottero militare CH 47 precipitato in Bosnia


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