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Furto di gioielli e borse di lusso, dieci mesi alla badante “infedele”

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Nepi – (sil.co.) – Tradita da un ciondolo smarrito tra le scatole vuote di una collezione di borse e dalla refurtiva  in vendita sul web. Si è concluso davanti al giudice Carol Ruggiero con una condanna a 10 mesi di reclusione il processo per furto a carico di una badante italiana di 55 anni accusata di aver derubato, nella primavera del 2023, la famiglia della sua datrice di lavoro a Nepi, portando via gioielli, orologi e capi d’alta moda. Secondo l’accusa, per un valore totale di oltre 60mila euro.


Nepi - Carabinieri - La borsa e gli oggetti ritrovati

Nepi – Carabinieri – La borsa e gli oggetti ritrovati


Nella giornata di ieri è arrivata la sentenza. La donna, difesa dall’avvocato Nicoletta Rampiconi,  è stata condannata a 10 mesi di reclusione dal giudice Carol Ruggiero. La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 2 anni. All’imputata sono state concesse sia la sospensione condizionale della pena che il beneficio della non menzione. L’avvocato Rampiconi ha già preannunciato ricorso in appello non appena verranno depositate le motivazioni della condanna.

Le persone offese non si sono costituite parte civile. al processo. La difesa, nel corso della discussione, ha sottolineato come non sia mai stato quantificato l’effettivo valore della presunta refurtiva, ricordando come nel corso della perquisizione domiciliare nell’abitazione che peraltro non era della badante, siano state rinvenute solo poche cose e non ci siano prove che sia stata lei ad appropriarsi del resto. 

La vicenda ha origine a fine marzo di tre anni fa, quando la padrona di casa — ex dirigente di una nota casa di moda italiana — si accorse della sparizione di anelli, bracciali e di una decina di borse di lusso conservate nell’armadio. Ad incastrare la donna fu proprio la svista commessa durante la razzia. All’interno di una delle confezioni rimaste vuote, la vittima rinvenne un ninnolo estraneo. Alla domanda diretta della proprietaria, la badante disse inizialmente che era il suo, per poi tentare invano di ritrattare e allontanarsi.

Le indagini dei carabinieri della stazione di Nepi, scattate a seguito della denuncia formalizzata il 5 aprile 2023, avevano permesso di tracciare parte dei beni messi in vendita online — tra cui un paio di borse in edizione limitata — fino al definitivo riscontro ottenuto con la perquisizione nell’abitazione dell’imputata, dove i militari rinvennero la refurtiva sottratta, tra cui croci in oro antico, sciarpe di seta, orologi e borse firmate.


Articoli: Razzia da 60mila euro, badante tradita da un ciondolo verso la sentenza – Fece razzia di gioielli e borse firmate, badante tradita da un ciondolo – Ruba borse e scarpe di lusso, poi le rimette in vendita sul web 


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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