Nepi – (sil.co.) – A processo per furto la badante infedele di Nepi che, nella primavera di tre anni fa, fu denunciata dalla padrona di casa per averle sottratto gioielli e capi firmati, poi messi in vendita su internet.
Nepi – Carabinieri – La borsa e gli oggetti ritrovati
Imputata di furto aggravato una donna italiana di 55 anni, badante della madre, tradita da un ciondolo perso durante il furto, denunciato il 5 aprile 2023.
Vittima una signora romana – residente a Nepi col compagno e la madre accudita dalla badante – che sporse querela presso la locale stazione dei carabinieri.
La donna, che aveva lavorato come dirigente all’interno del comparto di un noto brand italiano, aveva in casa una ricca collezione di borse, scarpe e capi di abbigliamento prestigiosi, frutto di numerosi benefit acquisiti nel tempo.
Tutti inspiegabilmente spariti, congiuntamente a gioielli di famiglia, anche antichi, per un valore complessivo stimato in oltre 60mila euro.
La scoperta del furto risale a fine marzo, di tre anni fa, quando la vittima si è accorta che dall’interno di un comò erano spariti un anello e un bracciale che lì erano custoditi. Insospettita da questo ammanco, la vittima ha esteso il controllo anche agli altri gioielli, accorgendosi che mancavano all’appello diversi preziosi, nonché capi di abbigliamento firmati e una decina di borse molto costose, che conservava all’interno di un armadio a muro nelle rispettive scatole, rimaste vuote.
In compenso, all’interno di una delle scatole delle borse c’era un ciondolo, che non era il suo. È stato allora che, chiedendo alla badante se per caso quel ninnolo fosse di sua proprietà, si è sentita rispondere di sì.
A nulla è servito alla 55enne, quando si è resa conto dell’errore, dire che si era sbagliata, tentando di dileguarsi prima che la padrona di casa se ne rendesse conto. In rete parte della refurtiva, identificata grazie a un paio di borse di una collezione a tiratura limitata, in vendita su un sito e subito scomparse.
L’ultimo tassello è stata la perquisizione a casa dell’imputata, dove i carabinieri hanno rinvenuto molti degli articoli descritti in denuncia dalla parte offesa: croci in oro antico, sciarpe in seta, borse firmate e in edizione limitata, orologi, porta documenti, e via rubando.
A fine settembre l’imputata potrà difendersi prima della sentenza.
– Ruba borse e scarpe di lusso, poi le rimette in vendita sul web
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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