Viterbo – “Gli agenti sono una delle novità dell’intelligenza artificiale”. Ieri Gino Roncaglia, ospite dei Pirati della Bellezza, è stato accolto con grande calore ed entusiasmo.
Professore ordinario di Editoria digitale, Filosofia dell’informazione e Digital Humanities all’università Roma Tre, e grande amico dei Pirati della Bellezza, nell’auditorium di Unindustria a valle Faul ha dialogato con Fabrizio Piergentili e Carlo Galeotti, direttore del festival e di Tusciaweb.
Il filosofo Gino Roncaglia
Al centro del dibattito il libro Filosofia dell’intelligenza artificiale, guida rigorosa ma accessibile alla storia dell’intelligenza artificiale, al funzionamento delle reti neurali e dei modelli generativi.
Ma soprattutto il libro affronta gli interrogativi che la tecnologia pone alla filosofia: dalla possibilità che una macchina comprenda il linguaggio al tema della coscienza, fino alle responsabilità etiche connesse ai nuovi strumenti.
Tanti i dubbi, le curiosità e le domande su un argomento che fino a poco tempo fa era confinato al futuro e oggi è realtà.
Uno dei timori è che l’intelligenza artificiale possa sostituire l’uomo e mettere in crisi diversi settori lavorativi, come la scrittura. Ma non solo.
“Oggi l’intelligenza artificiale – ha detto Roncaglia – si basa su calcoli probabilistici e statistici, costruendo catene. Rispetto a un anno fa è andata avanti tantissimo e i nuovi sistemi controllano autonomamente le fonti”.
Un argomento affascinante e ostico allo stesso tempo, quello dell’intelligenza artificiale, che pone l’uomo davanti a nuove frontiere e orizzonti. Ma è sempre l’uomo che decide e deve decidere cosa fare.
– Il programma dei Pirati della bellezza 2026
“Oggi, rispetto a solo un anno fa, in questo campo sono stati fatti passi da gigante. Adesso – ha detto sorridendo Roncaglia – è l’intelligenza artificiale che corregge le mie allucinazioni, e non più io che correggo le sue. Io non la uso però per scrivere. Io non la faccio scrivere.
Per due problemi. Uno di ordine di onestà intellettuale: non potrei dire di aver scritto qualcosa senza averlo fatto. L’altro – ha sottolineato – è perché amo scrivere”.
La paura più grande è che l’uomo possa perderne il filo, il controllo.
Pirati della Bellezza – Gino Roncaglia e Carlo Galeotti
“Il rischio c’è – ha ammesso Roncaglia – se si usa in modo passivo. Se c’è interazione, no. Il problema è formare le persone a un uso intelligente, competente e responsabile dell’intelligenza artificiale. Bisognerebbe fare a tutti un richiamo scolastico, come c’è quello militare”.
Una necessità, quella della formazione, che nasce da un dato di realtà più che da una previsione.
“Tra due anni – ha raccontato Roncaglia – questi sistemi tradurranno molto meglio di noi. C’è un’esigenza enorme di formazione diffusa. Perché l’intelligenza artificiale rischia di mettere a repentaglio interi settori. In tanti campi non sappiamo che cosa succederà. In passato, ad esempio, la tendenza delle innovazioni tecnologiche è stata quella di far diminuire l’orario di lavoro. Dovremmo andare verso una ridistribuzione dell’orario di lavoro e usare queste ore per la formazione, per capire come sarà il mondo di domani”.
Per Roncaglia l’unico modo di battere l’intelligenza artificiale, di continuare a governarla senza farsi sopraffare, è lo studio, la preparazione, la cultura.
Pirati della Bellezza – Fabrizio Piergentili, Gino Roncaglia e Carlo Galeotti
“Abbiamo bisogno di continuare a studiare tutta la vita – ha sottolineato Roncaglia -. È l’unica strada per uscirne. Ci sono campi in cui l’intelligenza artificiale può fare meraviglie, penso alla medicina. Altri in cui potrebbe rivelarsi totalmente distruttiva, penso all’ambito militare, alla guerra”.
E poi la domanda delle domande: l’intelligenza artificiale ha la coscienza?
“I sistemi di oggi – ha detto il filosofo – sono intelligenti ma non sono coscienti. Sono bravi a imitare la coscienza, ma non ce l’hanno. Io penso – ha detto Roncaglia – che non ci siano ragioni di principio per pensare che domani non avranno forme di coscienza. Non credo infatti che la coscienza sia unicamente un fatto biologico. Noi non sappiamo bene cosa sia la nostra coscienza”.
Il progresso dell’intelligenza artificiale è saldamente in mano a Stati Uniti e Cina.
“In Europa non abbiamo un progetto nostro, europeo – ha detto Roncaglia -. Sarebbe fondamentale crearlo.
L’Europa oggi è molto indietro rispetto a Stati Uniti e Cina. L’India sta facendo molti investimenti. Molti analisti dicono che l’India sarà la prossima Cina. È un paese che prende molto sul serio la formazione. Basti pensare che l’Indira Gandhi National Open University è la più grande università del mondo, con milioni di iscritti”.
Pirati della Bellezza – Gino Roncaglia
Roncaglia ha poi parlato degli agenti dell’intelligenza artificiale, sistemi software autonomi capaci di ragionare, pianificare e compiere azioni per raggiungere obiettivi, raccontando un aneddoto che ha fatto sorridere e riflettere il numeroso e attentissimo pubblico dell’auditorium.
“In Australia una persona ha interpellato il suo agente per prenotare un ingresso in piscina. Non c’era posto. E allora l’agente ha cancellato la prenotazione di un’altra persona e, con grande soddisfazione, ha poi comunicato che aveva trovato il posto. Questo – ha sottolineato Roncaglia – riporta a due problemi: l’allineamento e il controllo. L’enciclica del Papa, in questo senso, è molto interessante. Dà una precisa indicazione del sistema valoriale di riferimento, che condivido anch’io, che sono un laico”.
Etica che, a sua volta, richiede studio e impegno.
“Ci vuole etica – ha detto il filosofo, membro dell’Accademia nazionale dei Lincei – ma l’etica non è il buon senso. Per conoscere l’etica bisogna studiare. Serve sporcarsi le mani per capire come funzionano tecnicamente le cose”.
Una catena complessa, che porta Roncaglia a concludere.
Pirati della Bellezza – Gino Roncaglia
“Una delle cose più problematiche e sconcertanti in questo momento – ha confessato Roncaglia – è non saper prevedere dove l’intelligenza artificiale ci porterà. Non poter definire da qui a un anno quale sarà la portata di questo cambiamento.
Io ho delle speranze sulla medicina e ho il terrore in altri campi. Tra le innovazioni tecnologiche che ci sono state nel corso della storia, questa è e rimarrà epocale”.
Un incontro luminoso, una finestra spalancata su un futuro che è già qui, ma di cui non si parla abbastanza, quando invece c’è la profonda necessità di conoscere e approfondire.
Oggi sarà la volta di Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, protagonista dell’ultimo attesissimo appuntamento dell’edizione 2026 dei Pirati della Bellezza.
Irene Temperini
I pirati della bellezza 2026 – Serena Dandini, Paolo Mieli, Antonio Di Pietro, Margaret Mazzantini, Gaia Tortora, Giordano Bruno Guerri, Gino Roncaglia e Pietrangelo Buttafuoco
Università degli Studi della Tuscia – Provincia di Viterbo
MAIN SPONSOR
Fondazione Carivit – Wecom – Ance Lazio – Ance Viterbo – Unindutria
SPONSOR
Comal – CR Technology Systems – Aci – Elenora Bonucci – Orsolini – Saggini Costruzioni – Terme dei Papi – Merlani Costruzioni – Schenardino – Belli Impianti Tecnologici – Sigma – Immobiliare Viterbo – Banca Lazio Nord – Vestri – Cna – Confagricoltura – Confartigianato – Coldiretti
AUTO DEL FESTIVAL
Centrauto
SPONSOR TECNICI
Mondo Informatica – Libreria Fernandez – Majakovskij – Il Gargolo – Gedap – PantaCz
Il programma dei Pirati della Bellezza 2026
Dal 21 al 30 ottobre torna a Viterbo la sesta edizione dei Pirati della Bellezza. Otto incontri, tutti a ingresso gratuito e con inizio alle 18, dedicati quest’anno a Laura Bassi, Ada Lovelace e Hedy Lamarr.
Si parte mercoledì 21 ottobre, all’auditorium di Unindustria di via Faul, con Serena Dandini intervistata da Patrizia Prosperi su Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica.
Giovedì 22 ottobre, all’auditorium Aldo Perugi della Fondazione Carivit, Paolo Mieli dialogherà con Stefano Ubertini su Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato.
Venerdì 23 ottobre sarà la volta di Antonio Di Pietro, intervistato da Daniele Camilli su La giustizia vista da vicino.
Lunedì 26 ottobre Margaret Mazzantini sarà protagonista all’auditorium dell’università degli Studi della Tuscia, in via Santa Maria in Gradi. Nel corso dell’evento speciale “La forza della parola. Letteratura, memoria, vita” l’ateneo conferirà alla scrittrice la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna. L’incontro sarà condotto dalla rettrice Tiziana Laureti.
Martedì 27 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Gaia Tortora sarà intervistata da Massimo Pistilli su Testa alta, e avanti. In cerca di giustizia, storia della mia famiglia, nell’ambito dell’evento speciale dedicato al caso Tortora.
Mercoledì 28 ottobre, alla Fondazione Carivit, Andrea Genovese intervisterà Giordano Bruno Guerri su Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani.
Giovedì 29 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Fabrizio Piergentili dialogherà con Gino Roncaglia su Filosofia dell’intelligenza artificiale.
La rassegna si chiuderà venerdì 30 ottobre alla Fondazione Carivit con Pietrangelo Buttafuoco, intervistato da Pierluigi Cascianelli su Sono cose che passano. Al centro dell’incontro anche il tema “La cultura è libera in Italia? Lo scontro tra politica e intellettuali: il caso Biennale”.
Gli incontri potranno essere seguiti in presenza fino a esaurimento dei posti e in diretta streaming negli auditorium adiacenti indicati dal programma, oltre che sulla pagina Facebook di Tusciaweb. Al termine degli appuntamenti sono previsti il firmacopie e l’incontro con gli ospiti.






