Viterbo – Non una concessione. Non una quota. Non un omaggio gentile. Vedere l’altra metà del cielo significa guardare qualcosa di diverso, qualcosa che troppo a lungo è stato tenuto ai margini. Tre donne. Tre secoli. Tre rivoluzioni. Fisica, informatica, comunicazione. La sesta edizione dei Pirati della Bellezza è dedicata quest’anno a Laura Bassi, Ada Lovelace e Hedy Lamarr. A tre donne libere. A tre intelligenze imponenti.
I pirati della bellezza 2026 – Hedy Lamarr, Ada Lovelace e Laura Bassi – Le ultime due immagini sono in I.A.
A tre donne che hanno fatto quello che il loro tempo considerava improprio, impossibile, non previsto. Hanno studiato, pensato, inventato. Hanno cambiato il mondo. Laura Bassi portò Newton in Italia, insegnando fisica e filosofia naturale a Bologna quando l’università era un territorio maschile e il sapere aveva il volto degli uomini. Fu la prima donna a ottenere una cattedra in un’università europea.
Il programma dei Pirati della bellezza 2026
Ada Lovelace capì che la macchina analitica di Charles Babbage non sarebbe servita soltanto a fare calcoli: poteva eseguire istruzioni ed elaborare simboli. Hedy Lamarr fu la donna più bella del mondo, fece scandalo con uno dei primi nudi integrali della storia del cinema e inventò un sistema che avrebbe parlato al nostro tempo. Non donne decorative della storia. Donne che hanno fatto storia. Donne che hanno cambiato la storia. Donne che hanno progettato il futuro. Non donne ammesse per gentil concessione. Donne che hanno forzato la porta. Che hanno frantumato il tetto di cristallo prima ancora che quell’espressione fosse inventata. Non donne da celebrare, ma da conoscere per ciò che hanno fatto: cambiare il modo di pensare, di calcolare, di comunicare.
Laura Bassi rese il newtonianesimo una forza viva nella cultura italiana. Ada Lovelace scrisse il primo algoritmo destinato a essere eseguito da una macchina teorica. Capì che la macchina poteva trasformare le istruzioni in operazioni e lavorare sui simboli, non soltanto sui numeri. Per questo vide l’informatica prima che l’informatica esistesse. E poi Hedy Lamarr.
Bellissima, ebrea, austriaca, libera, irriducibile. Lasciò l’Europa mentre Hitler avanzava e l’Austria era nel mirino del nazismo. Con George Antheil brevettò il Secret Communication System. Trasmettitore e ricevitore saltavano insieme, con rapidità, da una frequenza all’altra: così il messaggio diventava difficile da intercettare, difficile da disturbare, difficile da fermare. Era il frequency hopping. Era l’anticipazione delle comunicazioni wireless, dal Bluetooth al Wi-Fi. È da qui che partono i Pirati della Bellezza con i suoi ospiti.
I pirati della bellezza 2026 – Serena Dandini, Paolo Mieli, Antonio Di Pietro, Margaret Mazzantini, Gaia Tortora, Giordano Bruno Guerri, Gino Roncaglia e Pietrangelo Buttafuoco
Da Serena Dandini e dalle donne che hanno costruito la Repubblica. Da Paolo Mieli, perché la storia non è mai soltanto ciò che è accaduto, ma anche ciò che si sceglie di raccontare e ciò che si preferisce dimenticare. Da Antonio Di Pietro e Gaia Tortora, perché la giustizia, lo stato di diritto e il caso Tortora non appartengono al passato: parlano ancora di noi, delle vite travolte, della responsabilità dell’informazione, della dignità di un grande giornalista: Enzo Tortora. E poi c’è la grande narratrice Margaret Mazzantini, alla quale l’Università della Tuscia conferirà la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna.
C’è Giordano Bruno Guerri, per mettere a fuoco il Futurismo, la prima avanguardia, le sue provocazioni e le sue contraddizioni. C’è Gino Roncaglia, accademico dei Lincei, per interrogarci ancora una volta sull’intelligenza artificiale, sulle macchine e sull’uomo che le ha costruite. Infine, c’è Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, per parlare di cultura, di istituzioni, di libertà.
Perché i Pirati della Bellezza non amano una cultura decorativa: una cultura buona per le fotografie, per le inaugurazioni, per gli applausi. E non vogliono una cultura celebrativa che distribuisce medaglie, mette fiori sui monumenti ma che produce fatti, che apre porte, che mette in discussione le certezze.
Una cultura che cambia il reale. Nel segno di Bridgman: il significato di un’idea sta nelle operazioni che la definiscono, in ciò che modifica, nelle conseguenze che lascia. La cultura, se è cultura, non serve a decorare il mondo. Serve a cambiarlo. L’altra metà del cielo non è stata a guardare. Ha fatto il futuro. Che è il nostro presente.
Carlo Galeotti
Università degli Studi della Tuscia – Provincia di Viterbo
MAIN SPONSOR
Fondazione Carivit – Wecom – Ance Lazio – Ance Viterbo – Unindutria
SPONSOR
Comal – CR Technology Systems – Aci – Elenora Bonucci – Orsolini – Saggini Costruzioni – Terme dei Papi – Merlani Costruzioni – Schenardino – Belli Impianti Tecnologici – Sigma – Immobiliare Viterbo – Banca Lazio Nord – Vestri – Cna – Confagricoltura – Confartigianato – Coldiretti
AUTO DEL FESTIVAL
Centrauto
SPONSOR TECNICI
Mondo Informatica – Libreria Fernandez – Majakovskij – Il Gargolo – Gedap – PantaCz
Il programma dei Pirati della Bellezza 2026
Dal 21 al 30 ottobre torna a Viterbo la sesta edizione dei Pirati della Bellezza. Sette incontri, tutti a ingresso gratuito e con inizio alle 18, dedicati quest’anno a Laura Bassi, Ada Lovelace e Hedy Lamarr.
Si parte mercoledì 21 ottobre, all’auditorium di Unindustria di via Faul, con Serena Dandini intervistata da Patrizia Prosperi su Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica.
Giovedì 22 ottobre, all’auditorium Aldo Perugi della Fondazione Carivit, Paolo Mieli dialogherà con Stefano Ubertini su Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato.
Venerdì 23 ottobre sarà la volta di Antonio Di Pietro, intervistato da Daniele Camilli su La giustizia vista da vicino.
Lunedì 26 ottobre Margaret Mazzantini sarà protagonista all’auditorium dell’università degli Studi della Tuscia, in via Santa Maria in Gradi. Nel corso dell’evento speciale “La forza della parola. Letteratura, memoria, vita” l’ateneo conferirà alla scrittrice la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna. L’incontro sarà condotto dalla rettrice Tiziana Laureti.
Martedì 27 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Gaia Tortora sarà intervistata da Massimo Pistilli su Testa alta, e avanti. In cerca di giustizia, storia della mia famiglia, nell’ambito dell’evento speciale dedicato al caso Tortora.
Mercoledì 28 ottobre, alla Fondazione Carivit, Andrea Genovese intervisterà Giordano Bruno Guerri su Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani.
Giovedì 29 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Fabrizio Piergentili dialogherà con Gino Roncaglia su Filosofia dell’intelligenza artificiale.
La rassegna si chiuderà venerdì 30 ottobre alla Fondazione Carivit con Pietrangelo Buttafuoco, intervistato da Pierluigi Cascianelli su Sono cose che passano. Al centro dell’incontro anche il tema “La cultura è libera in Italia? Lo scontro tra politica e intellettuali: il caso Biennale”.
Gli incontri potranno essere seguiti in presenza fino a esaurimento dei posti e in diretta streaming negli auditorium adiacenti indicati dal programma, oltre che sulla pagina Facebook di Tusciaweb. Al termine degli appuntamenti sono previsti il firmacopie e l’incontro con gli ospiti.


