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Madre e fratello confermano la versione della vittima: “Era terrorizzata dal marito”

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Viterbo – (sil.co.) –  È ripreso mercoledì davanti al giudice Jacopo Rocchi il processo scaturito dalla denuncia di una personal trainer 35enne che ha querelato l’ex marito, una guida turistica, alla sbarra per maltrattamenti in famiglia a partire dal 2022, proseguiti anche dopo la fine della convivenza. 


Violenza

Maltrattamenti in famiglia


Madre e fratello confermano. Nel corso dell’ultima udienza la madre e il fratello della donna hanno confermato la versione della presunta vittima. Tra i testi è stato ascoltato anche uno dei carabinieri che hanno condotto le indagini. Il militare, rispondendo alle domande della difesa, ha tuttavia confermato che non è stata rinvenuta alcuna documentazione medica relativa a lesioni o ferite riportate dalla donna e che la coppia non era mai stata oggetto di interventi delle forze dell’ordine prima della querela.

Al setaccio le chat della coppia. Particolarmente serrato è stato il controesame del difensore Anna Pavone, che come lo scorso 24 giugno ha messo a dura prova la credibilità della parte offesa. Ad esempio si è tornato a parlare della lunga serie di chat di testo. Secondo il consulente di parte Andrea Mandarino la donna non apparirebbe affatto intimidita, ma al contrario attaccherebbe l’ex marito. Per la difesa, esprimendo risentimento anche verso i familiari di lui.

“Personal trainer dei vip grazie all’ex”. Tre mesi fa in aula la 35enne ha detto di lavorare in palestra per 400 euro al mese e che l’ex non le avrebbe dato i soldi neppure per il regalo di cresima del nipote. L’avvocato Pavone ha però dimostrato il contrario: “Suo marito le ha pagato un master e una costosa trasferta a Milano, agevolando i contatti con un noto personaggio dello spettacolo”. Come attestato da vari articoli di giornale, la donna ha poi effettivamente lavorato come “personal trainer dei vip”.

“Chiusa in camera coi cani”. “Mi chiudevo a chiave in camera coi nostri due cani rottweiler”, ha spiegato in aula la 35enne, dicendosi terrorizzata dall’imputato, contro cui si è costituita parte civile con l’avvocato Enrico Giuseppe De Paolis. “Un anno dopo il matrimonio, celebrato nel 2021, sono cominciate le bugie: lui faceva uso di cocaina, i soldi non bastavano neanche per arrivare a fine mese e, se gli chiedevo spiegazioni, mi prendeva per il collo, minacciandomi di morte e di sfregiarmi con l’acido”.

Nessuna prova dai filmati. La situazione sarebbe poi precipitata quando l’imputato ha acquistato una casa di proprietà, cacciando la moglie dall’abitazione nel febbraio dell 2025. A marzo la 35enne è tornata a vivere con i genitori insieme a uno dei cani, continuando però a recarsi presso l’abitazione dell’uomo per accudire l’altro. “Il 17 aprile c’era pure lui, che mi ha di nuovo aggredita, per cui ho chiamato i carabinieri”, ha sostenuto. A giugno, mentre si trovava ad un distributore di carburante, l’ex l’avrebbe minacciata urlatole contro: “Merda, ti ammazzo”. A luglio, infine, le avrebbe rivolto un gesto offensivo davanti a un bar del paese.  Ma non sarebbero emerse prove dai filmati delle telecamere. 

Separazione e allontanamento. In seguito all’esposto presentato direttamente in procura dalla donna, dal 15 luglio 2025 l’imputato — che nel frattempo aveva avviato le pratiche per la separazione — è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento.


– “Per la paura, mi chiudevo a chiave in camera coi nostri due cani rottweiler”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”, 


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