Viterbo – (sil.co.) – “Mi chiudevo a chiave in camera coi nostri due cani rottweiler”. Si è detta terrorizzata dal marito, che ha denunciato l’anno scorso, una personal trainer 35enne residente in provincia di Viterbo, che si è costituita parte civile contro l’ex, a processo col giudizio immediato davanti al giudice Jacopo Rocchi, per maltrattamenti a partire dal 2022, proseguiti anche dopo la fine della convivenza.
Violenza
“Un anno dopo il matrimonio, celebrato nel 2021, sono cominciate le bugie, faceva uso di cocaina, i soldi non bastavano neanche per arrivare a fine mese e se gli chiedevo spiegazioni mi prendeva per il collo, minacciandomi di morte e di sfregiarmi con l’acido”, ha detto ieri in tribunale la presunta vittima, parte civile con l’avvocato Enrico Giuseppe De Paolis.
La situazione sarebbe precipitata quando l’imputato ha comprato una casa di proprietà, cacciando la ex moglie dall’abitazione a febbraio dell’anno scorso. A marzo la donna sarebbe tornata a vivere coi genitori assieme a uno dei cani, recandosi a casa dell’uomo per accudire l’altro: “Il 17 aprile c’era pure lui, che mi ha di nuovo aggredita, per cui ho chiamato i carabinieri”. A giugno, mentre faceva benzina, l’avrebbe minacciata “merda, ti ammazzo”. A luglio le avrebbe fatto il dito medio davanti a un bar del paese.
Dal 15 luglio 2025 l’imputato, che nel frattempo aveva chiesto la separazione, è sottoposto al divieto di avvicinamento. Durissimo il contro esame del difensore Anna Pavone, che ha rivelato all’ignara parte offesa come ad esempio nei filmati della videosorveglianza del benzinaio, acquisite dai carabinieri, non vi sia traccia della sua presenza.”È inattendibike”, ha detto più volte la legale.
La difesa ha fatto emergere come l’unica chiamata ai carabinieri sia quella del 17 aprile e come, nonostante la donna abbia prodotto la foto di un presunto livido provocato dal marito, non si sia mai recata a farsi refertare in ospedale. Ha inoltre elencato una lunga serie di messaggi in cui non appare affatto spaventata, anzi attacca l’ex marito e se la prende anche coi familiari.
Nel mirino anche l’attività di “personal trainer dei vip”, dopo che la 35enne ha detto di lavorare in una palestra per 400 euro al mese e che l’ex non le aveva dato i soldi nemmeno per il regalo della cresima del nipote. “Suo marito le ha pagato un master e una costosa trasferta a Milano, agevolando i contatti con un noto personaggio dello spettacolo”. Per il quale, come documentano articoli di giornale, risulta avere poi lavorato. per l’appunto come personal trainer.
Al termine di un’udienza contrastata e articolata, il giudice ha fissato per l’autunno l’esame dell’imputato.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”
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