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Viterbo – (sil.co.) – “A Mammagialla violenze e condotte disumane, intervenga la procura”. Dalle denunce dei familiari e dalle testimonianze dei detenuti, nuovi dettagli sui disordini scoppiati lo scorso 19 settembre all’interno della casa circondariale “Nicandro Izzo” di Viterbo.
A seguito di un principio di incendio e del fumo sviluppatosi nella sezione 14-bis, sono state depositate diverse denunce-querela indirizzate alla procura della repubblica di Viterbo da parte dei familiari di alcuni detenuti coinvolti.
“Violenze e condotte disumane” , secondo quanto esposto nelle querele formali inviate agli inquirenti, per i fatti che sarebbero avvenuti In seguito allo sviluppo delle fiamme e del fumo.
Alcuni reclusi sarebbero stati prelevati dalle proprie celle e trasferiti in aree dell’istituto penitenziario prive di videosorveglianza. Nelle denunce si parla espressamente di presunte aggressioni fisiche, percosse con calci e pugni e maltrattamenti ad opera di personale penitenziario con il volto coperto.
I familiari riferiscono inoltre che, a seguito delle proteste scaturite per le condizioni di vivibilità, alcuni detenuti sarebbero stati condotti e trattenuti temporaneamente nella sezione destinata al regime di 41-bis (chiusa dal 7 settembre) “senza che vi fossero i presupposti normativi e in assenza delle necessarie visite sanitarie o di assistenza medica per le lesioni riportate”.
La situazione si sarebbe ulteriormente complicata nei giorni successivi, quando diversi detenuti coinvolti nella vicenda sarebbero stati trasferiti in altri complessi penitenziari della regione, tra cui la struttura di Civitavecchia.
“Solo una volta giunti nella nuova sede, alcuni di loro sono riusciti a mettersi in contatto con le famiglie per raccontare quanto accaduto, sempre secondo i familiari che, assistiti dai propri legali, tra cui l’avvocato Gaetano Vitale e l’avvocato Sebastiano Conte, hanno depositato formali querele alla procura di Viterbo per ipotizzati reati di percosse, lesioni personali ed eventuale abuso di autorità.
Negli atti depositati si richiede espressamente alla magistratura l’acquisizione di tutti i filmati dei sistemi di videosorveglianza dell’istituto, i registri di movimentazione dei detenuti e gli orari di servizio del personale operante, al fine di accertare eventuali responsabilità.
Articoli: “Mammagialla, ogni accusa formulata contro le donne e gli uomini in divisa resta una mera congettura…” – “Agenti incappucciati, calci e pugni ai detenuti ammanettati” – Detenuti all’ex 41 bis dopo l’incendio, interrogazione al guardasigilli Carlo Nordio – Incendio a Mammagialla, chiesta ispezione urgente e sequestro delle telecamere – “Carcere di Viterbo: ennesimo incendio al reparto isolamento, situazione fuori controllo”
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
