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“Marinetti pensò perfino di dichiarare guerra alla pastasciutta…”

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Viterbo – “Marinetti pensò perfino di dichiarare guerra alla pastasciutta…”. È stato un travolgente Giordano Bruno Guerri il sesto ospite del festival I Pirati della Bellezza, che ha dialogato con Andrea Genovese, avvocato e professore universitario, e con Carlo Galeotti, direttore del festival e di Tusciaweb.

Il mondo esplosivo del Futurismo ha irrotto ieri sera, nell’auditorium della Fondazione Carivit, con la forza dei suoi protagonisti e con la passione di Guerri nel raccontarli.

Giordano Bruno Guerri

Giordano Bruno Guerri


Lo scrittore ha presentato il volume Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani, pubblicato da Rizzoli.

Un affresco vivo e pieno di colori dell’Italia dei primi del Novecento, con aneddoti, storie e curiosità raccontati da Guerri, uno dei più autorevoli storici e divulgatori di quell’epoca.

“Innanzitutto vorrei chiarire due grandi equivoci sul manifesto futurista – ha esordito Guerri -. Il primo riguarda le donne.

Il manifesto del Futurismo – ha raccontato – non disprezzava la donna. Non amava la donna schiava, quella che dipende dagli uomini.

Nel 1909, e fino al 1920 circa, all’epoca del manifesto futurista, le donne non potevano neanche disporre dei propri beni. I futuristi invece volevano una donna forte – ha sottolineato lo scrittore -. Ci furono tante donne futuriste, a partire dalla moglie di Tommaso Marinetti. La volevano audace, ribelle e veloce”.


 – Il programma dei Pirati della bellezza 2026


Il secondo equivoco raccontato da Guerri riguarda la guerra, concepita come la “sola igiene del mondo”.

“In quel momento si conosceva la guerra nelle sue forme distruttive e peggiori. La Prima guerra mondiale la chiamavano la Grande guerra o la quarta guerra d’indipendenza. Erano gli anni in cui i popoli rivendicavano l’indipendenza. E l’esaltazione della guerra era condivisa da giovani e intellettuali. La vicinanza al fascismo ha creato al Futurismo parecchie difficoltà”, ha spiegato Guerri.

Pirati della Bellezza - Andrea Genovese, Giordano Bruno Guerri e Carlo Galeotti

Pirati della Bellezza – Andrea Genovese, Giordano Bruno Guerri e Carlo Galeotti


Guerri ha ricordato poi la figura poco conosciuta di Antonio Sant’Elia, morto a 28 anni e molto amico di Marinetti.

“Lui era proprio un genio – ha raccontato lo scrittore -. Ha disegnato le città del futuro e cambiato la visione dell’architettura. Le Corbusier ha copiato moltissimo da lui”.

Con un racconto sempre diretto, coinvolgente e mai banale, Guerri ha delineato la figura di Marinetti, che nel 1918 propose la smilitarizzazione dell’esercito e lo svaticanamento dell’Italia.


“Benito Mussolini – ha ricordato Guerri – poco dopo pubblica il manifesto di Sansepolcro, che copia il manifesto futurista. Ma quando si accorge che sta perdendo consensi, tra il dicembre 1919 e l’estate del 1920 comincia a cambiare, diventando generoso con la monarchia, con l’esercito, con il Vaticano e con il capitale. Marinetti, a quel punto – ha sottolineato Guerri -, si stacca. Dopo il delitto di Giacomo Matteotti, però, si riavvicina. Perché fondamentalmente è un idealista. Marinetti scriveva una frase – ha raccontato Guerri – che non approvo: la parola patria deve prevalere sulla parola libertà. Per me la libertà invece è sempre più importante. Ma il fascismo era patriottico”.

Pirati della Bellezza - Andrea Genovese, Giordano Bruno Guerri e Carlo Galeotti

Pirati della Bellezza – Andrea Genovese, Giordano Bruno Guerri e Carlo Galeotti


Pur non condividendo completamente il pensiero dell’artista, Guerri ha sottolineato: “Marinetti è stato fedele. Fu l’unico intellettuale importante che si oppose alle leggi razziali e l’unico che si oppose anche all’alleanza con Hitler, intuendo che sarebbe stata una sciagura”.

Lo scrittore ha raccontato poi dell’ammirazione di Marinetti per D’Annunzio e di come i due diventarono amici. Ma, una volta fondato il Futurismo, Marinetti doveva attaccarlo.

“Marinetti apostrofò infatti D’Annunzio come ‘Montecarlo di tutte le letterature’ e D’Annunzio, a sua volta, lo chiamò ‘cretino fosforescente’. Erano tutt’e due – ha raccontato Guerri – scaramantici e superstiziosi. E avevano entrambi la passione per il numero 11. Loro si vedevano tutti gli anni l’11 febbraio. Marinetti vide D’Annunzio l’11 febbraio 1938 e fu uno degli ultimi a vederlo vivo. Morì diciotto giorni dopo”.

Pirati della Bellezza - Giordano Bruno Guerri

Pirati della Bellezza – Giordano Bruno Guerri


Guerri ha poi sottolineato come Mussolini li detestasse entrambi, pur sapendo benissimo che non poteva liberarsene.

Mussolini sapeva che erano entrambi anticlericali e conosceva il loro rito di vedersi l’11 febbraio. E per fargli un dispetto firmò i Patti Lateranensi tra Stato e Chiesa proprio l’11 febbraio 1929.

“Marinetti, a un certo punto – ha raccontato sorridendo lo scrittore -, pensò anche di dichiarare guerra alla pastasciutta, sottolineandone tutti gli aspetti negativi. In Italia successe un pandemonio. Vi lascio immaginare cosa accadde a Napoli, il finimondo. Ma io ho conosciuto tutt’e tre le figlie di Marinetti, che mi confessarono – ha raccontato ancora Guerri sorridendo – che la pasta lui la mangiava eccome”.

Giordano Bruno al Gargolo

Giordano Bruno al Gargolo


Un’esperienza di vita lunga e intensa, quella dello scrittore, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e, da poco, anche della Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

“Il sogno di ogni biografo – ha concluso Guerri – è quello di parlare con il biografato. E io non so che cosa darei per passare qualche ora con D’Annunzio”.

Un pomeriggio di condivisione e cultura terminato con il firmacopie del libro. Guerri, dopo l’incontro, è rimasto con il suo pubblico oltre un’ora e mezza, tra sorrisi, autografi, foto, dediche e racconti.

Oggi il programma del festival prosegue con il penultimo appuntamento. Torna, dopo il grande successo dello scorso anno, Gino Roncaglia, filosofo, saggista e divulgatore scientifico, nonché uno dei massimi studiosi italiani di intelligenza artificiale.

Irene Temperini

Pirati della Bellezza - Giordano Bruno Guerri con Carlo Galeotti

Pirati della Bellezza – Giordano Bruno Guerri con Carlo Galeotti

Pirati della Bellezza - Andrea Genovese, Giordano Bruno Guerri e Carlo Galeotti

Giordano Bruno Guerri

Andrea Genovese

Andrea Genovese

Giordano Bruno Guerri

Giordano Bruno Guerri

Giordano Bruno al Gargolo

Giordano Bruno al Gargolo


I pirati della bellezza 2026 - Serena Dandini, Paolo Mieli, Antonio Di Pietro, Margaret Mazzantini, Gaia Tortora, Giordano Bruno Guerri, Gino Roncaglia e Pietrangelo Buttafuoco

I pirati della bellezza 2026 – Serena Dandini, Paolo Mieli, Antonio Di Pietro, Margaret Mazzantini, Gaia Tortora, Giordano Bruno Guerri, Gino Roncaglia e Pietrangelo Buttafuoco


Università degli Studi della Tuscia – Provincia di Viterbo

MAIN SPONSOR
Fondazione Carivit – Wecom – Ance Lazio – Ance Viterbo – Unindutria

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Centrauto

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Mondo Informatica – Libreria Fernandez – Majakovskij – Il Gargolo – Gedap – PantaCz

MEDIA PARTNER
Tusciaweb – Cge

I pirati della bellezza 2026


Il programma dei Pirati della Bellezza 2026

Dal 21 al 30 ottobre torna a Viterbo la sesta edizione dei Pirati della Bellezza. Otto incontri, tutti a ingresso gratuito e con inizio alle 18, dedicati quest’anno a Laura Bassi, Ada Lovelace e Hedy Lamarr.

Si parte mercoledì 21 ottobre, all’auditorium di Unindustria di via Faul, con Serena Dandini intervistata da Patrizia Prosperi su Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica.

Giovedì 22 ottobre, all’auditorium Aldo Perugi della Fondazione Carivit, Paolo Mieli dialogherà con Stefano Ubertini su Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato.

Venerdì 23 ottobre sarà la volta di Antonio Di Pietro, intervistato da Daniele Camilli su La giustizia vista da vicino.

Lunedì 26 ottobre Margaret Mazzantini sarà protagonista all’auditorium dell’università degli Studi della Tuscia, in via Santa Maria in Gradi. Nel corso dell’evento speciale “La forza della parola. Letteratura, memoria, vita” l’ateneo conferirà alla scrittrice la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna. L’incontro sarà condotto dalla rettrice Tiziana Laureti.

Martedì 27 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Gaia Tortora sarà intervistata da Massimo Pistilli su Testa alta, e avanti. In cerca di giustizia, storia della mia famiglia, nell’ambito dell’evento speciale dedicato al caso Tortora.

Mercoledì 28 ottobre, alla Fondazione Carivit, Andrea Genovese intervisterà Giordano Bruno Guerri su Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani.

Giovedì 29 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Fabrizio Piergentili dialogherà con Gino Roncaglia su Filosofia dell’intelligenza artificiale.

La rassegna si chiuderà venerdì 30 ottobre alla Fondazione Carivit con Pietrangelo Buttafuoco, intervistato da Pierluigi Cascianelli su Sono cose che passano. Al centro dell’incontro anche il tema “La cultura è libera in Italia? Lo scontro tra politica e intellettuali: il caso Biennale”.

Gli incontri potranno essere seguiti in presenza fino a esaurimento dei posti e in diretta streaming negli auditorium adiacenti indicati dal programma, oltre che sulla pagina Facebook di Tusciaweb. Al termine degli appuntamenti sono previsti il firmacopie e l’incontro con gli ospiti.


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