Viterbo – “Il grande leader è quello che ti fa cambiare idea”, Paolo Mieli ai Pirati della Bellezza ieri sera. Un incontro sold out, oltre 500 presenze e due sale gremite. Non è stato possibile accogliere tutti coloro che avrebbero voluto assistere al dialogo con Paolo Mieli, ospite dei Pirati della Bellezza al polo culturale di Valle Faul.
Pirati della Bellezza – Stefano Ubertini, Paolo Mieli e Carlo Galeotti
Il giornalista, saggista e studioso di storia ha presentato Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato, dialogando con Stefano Ubertini e Carlo Galeotti. L’auditorium Aldo Perugi della Fondazione Carivit ha accolto l’incontro in presenza, mentre nell’adiacente auditorium di Unindustria il pubblico ha seguito il collegamento streaming.
Ad aprire l’incontro Carlo Galeotti, direttore del festival e di Tusciaweb. “Questo festival non è un evento celebrativo – ha detto Galeotti -. Il nostro evento ha sempre dei risvolti. Quest’anno, ad esempio, ci sarà la laurea honoris causa a Margaret Mazzantini”.
– Il programma dei Pirati della bellezza 2026
Sul palco con Mieli Stefano Ubertini, ex rettore dell’Università della Tuscia. “Lui è Stefano Ubertini – ha detto Galeotti presentandolo -. È stato rettore dell’Università, ma è soprattutto Stefano Ubertini. Una cosa molto più grande dell’essere rettore”.
È stato Ubertini ad avviare il dialogo con Mieli, partendo dal volume nel quale il giornalista torna ai grandi snodi della storia, ai miti, ai luoghi comuni e alle versioni rassicuranti che spesso resistono più dei fatti.
“Questo libro ha un titolo che dovrebbe essere ‘L’autoinganno’ – ha esordito Mieli -. Alcuni inganni sono scoperti, quelli degli anni del Novecento. Come, ad esempio, si chiusero la prima e la seconda guerra mondiale. Ma anche la pace dopo la seconda guerra mondiale. Anche quella fu una pace ingannevole. Generò un equivoco che esiste tuttora”.
Poi il riferimento alla fine della guerra fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti. “Il grande inganno fu quello che ci facemmo tutti in quel momento: che i cattivi avevano perso e noi avevamo vinto. E invece sbagliavamo. Pensavamo che, se in un paese importavamo la Coca-Cola e il liberismo, quel paese sarebbe diventato liberale. Avevamo modo di capire che non sarebbe stato così? Sì, ma non lo abbiamo capito”.
La narrazione di oltre ottant’anni di pace non convince Mieli: “Questa è una menzogna. Non è esistito un momento di autoinganno più grande di quello della fine degli anni Ottanta e Novanta e della guerra fredda. È ora di aprire gli occhi”.
Anche una futura pace fra russi e ucraini, secondo Mieli, non cancellerebbe i risentimenti prodotti dal conflitto: “Ove mai russi e ucraini avranno fatto la pace, non sarà mai la pace. Sarebbe una pace finta, perché c’è un grande risentimento. Noi abbiamo supportato l’Ucraina perché è l’Ucraina che vuole combattere. Non esiste un precedente storico in cui si combatte per quattro anni e mezzo e poi si fa la pace. Io, se succederà, andrò in giro a dire ‘che bella la pace’, ma sappiate che non ci crederò. Sono abituato a vivere con l’inganno e mentirò anch’io”.
L’analisi si è allargata ai conflitti che attraversano il pianeta. “Ci sono attualmente 85 guerre. E paradossalmente solo Avvenire, il giornale più vicino alla chiesa, le sta seguendo e monitorando tutte. È un’unica grande guerra che dura dal 1914. Ma alla fine tutto finirà bene”.
Pirati della Bellezza – Paolo Mieli
In questo mondo in guerra, una responsabilità decisiva è affidata ai capi di stato: “Il vero leader è quello che guarda lontano – ha detto Mieli -. Quelli che cercano la popolarità finiscono male. Il grande leader è magari una figura di secondo piano, ma che ogni tanto ci colpisce perché dice delle cose intelligenti. Tutti cercano nella politica la conferma di quello che pensavano già prima. Invece la bellezza, la ricchezza, è confrontarsi con qualcosa di diverso. Il grande leader politico è quello che ti fa cambiare idea anche di un millimetro”.
Poi una riflessione maturata in una lunga carriera giornalistica: “Ho imparato che i confini tra il bene e il male sono labili. Le persone migliori sono quelle che sanno riconoscere i torti nella parte del bene e le ragioni nella parte del male. La cosa peggiore è incancrenirsi. Quella non è coerenza, è calcificazione.
Quando leggete un bel libro o guardate un bel film, qualche cambiamento dentro di voi deve esserci. Che uno sia un leader vero te ne accorgi nel tempo. La brevità non è un criterio consigliabile”.
Pirati della Bellezza – Paolo Mieli con Stefano Ubertini
E poi un’ammissione, da uomo di sinistra: “Devo riconoscere che Giorgia Meloni è diversa da quindici anni fa. Ha preso statura. Lo vedo con dispiacere perché dall’altra parte non è successo altrettanto. Ma bisogna dirsi la verità. E dirla pubblicamente”.
E infine i corsi e ricorsi storici. “Il mondo da cui veniamo ha conosciuto tante guerre – ha ricordato Mieli -. Molte sono state caratterizzate anche da una peste, una pandemia. C’è in comune, in tutti questi momenti, una sera in cui abbiamo detto: ‘Qui moriamo tutti’. Ecco, quel clic cambia la mentalità. Quel clic produce delitti atroci, stragi. Però tutte queste guerre, a un certo punto, si consumano. Finite queste guerre, l’umanità fa un salto. Un salto in avanti”.
E infine la speranza. “Tutto quello che storicamente nasce, nasce dalla cenere delle guerre – ha concluso Mieli -. Con un salto in cui vale la pena investire. Le nuove generazioni vivranno le stagioni più luminose dell’umanità”.
Un finale che ha scaldato il pubblico della sala della Fondazione Carivit, che ha tributato a Mieli un lungo applauso al termine di una serata di cultura e condivisione.
Paolo Mieli nella redazione di Tusciaweb con Carlo Galeotti
Prima di raggiungere Valle Faul, poco prima delle 17, Mieli aveva visitato la redazione di Tusciaweb e la casa editrice Cge. Si era guardato intorno con interesse, aveva fatto domande, si era soffermato sui dettagli e aveva parlato con i redattori.
Un’attenzione che appartiene a un giornalista da sempre abituato a osservare il mondo. Mieli ha iniziato a scrivere a diciotto anni, ha lavorato per oltre vent’anni all’Espresso, poi a la Repubblica e a La Stampa, della quale è stato direttore. Ha diretto il Corriere della Sera per oltre dieci anni ed è stato presidente di Rcs Libri.
Oggi, ai Pirati della Bellezza, arriva un pezzo di storia italiana: Antonio Di Pietro, alle 18 all’auditorium della Fondazione Carivit.
Irene Temperini
I pirati della bellezza 2026 – Serena Dandini, Paolo Mieli, Antonio Di Pietro, Margaret Mazzantini, Gaia Tortora, Giordano Bruno Guerri, Gino Roncaglia e Pietrangelo Buttafuoco
Università degli Studi della Tuscia – Provincia di Viterbo
MAIN SPONSOR
Fondazione Carivit – Wecom – Ance Lazio – Ance Viterbo – Unindutria
SPONSOR
Comal – CR Technology Systems – Aci – Elenora Bonucci – Orsolini – Saggini Costruzioni – Terme dei Papi – Merlani Costruzioni – Schenardino – Belli Impianti Tecnologici – Sigma – Immobiliare Viterbo – Banca Lazio Nord – Vestri – Cna – Confagricoltura – Confartigianato – Coldiretti
AUTO DEL FESTIVAL
Centrauto
SPONSOR TECNICI
Mondo Informatica – Libreria Fernandez – Majakovskij – Il Gargolo – Gedap – PantaCz
Il programma dei Pirati della Bellezza 2026
Dal 21 al 30 ottobre torna a Viterbo la sesta edizione dei Pirati della Bellezza. Otto incontri, tutti a ingresso gratuito e con inizio alle 18, dedicati quest’anno a Laura Bassi, Ada Lovelace e Hedy Lamarr.
Si parte mercoledì 21 ottobre, all’auditorium di Unindustria di via Faul, con Serena Dandini intervistata da Patrizia Prosperi su Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica.
Giovedì 22 ottobre, all’auditorium Aldo Perugi della Fondazione Carivit, Paolo Mieli dialogherà con Stefano Ubertini su Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato.
Venerdì 23 ottobre sarà la volta di Antonio Di Pietro, intervistato da Daniele Camilli su La giustizia vista da vicino.
Lunedì 26 ottobre Margaret Mazzantini sarà protagonista all’auditorium dell’università degli Studi della Tuscia, in via Santa Maria in Gradi. Nel corso dell’evento speciale “La forza della parola. Letteratura, memoria, vita” l’ateneo conferirà alla scrittrice la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna. L’incontro sarà condotto dalla rettrice Tiziana Laureti.
Martedì 27 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Gaia Tortora sarà intervistata da Massimo Pistilli su Testa alta, e avanti. In cerca di giustizia, storia della mia famiglia, nell’ambito dell’evento speciale dedicato al caso Tortora.
Mercoledì 28 ottobre, alla Fondazione Carivit, Andrea Genovese intervisterà Giordano Bruno Guerri su Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani.
Giovedì 29 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Fabrizio Piergentili dialogherà con Gino Roncaglia su Filosofia dell’intelligenza artificiale.
La rassegna si chiuderà venerdì 30 ottobre alla Fondazione Carivit con Pietrangelo Buttafuoco, intervistato da Pierluigi Cascianelli su Sono cose che passano. Al centro dell’incontro anche il tema “La cultura è libera in Italia? Lo scontro tra politica e intellettuali: il caso Biennale”.
Gli incontri potranno essere seguiti in presenza fino a esaurimento dei posti e in diretta streaming negli auditorium adiacenti indicati dal programma, oltre che sulla pagina Facebook di Tusciaweb. Al termine degli appuntamenti sono previsti il firmacopie e l’incontro con gli ospiti.





