Viterbo – “Con un sottofondo di dolore viviamo insieme un’avventura di bellezza, dove i pirati sanno andare in elicottero…”. È stato un travolgente e istrionico Pietrangelo Buttafuoco, giornalista, scrittore e presidente della Biennale di Venezia, l’ultimo ospite della sesta edizione del festival I Pirati della Bellezza.
Pirati delle Bellezza – Luigi Cascianelli, Pietrangelo Buttafuoco e Carlo Galeotti
Non era affatto semplice chiudere il festival ieri, sull’onda della commozione e del dolore per la scomparsa di Simone Ruggia e Claudio Marchesi, i due militari dell’Antares di stanza a Viterbo morti in un incidente in Bosnia.
Ma se l’ospite si chiama Pietrangelo Buttafuoco, allora cultura, ironia, visione, poesia e dolcezza diventano un balsamo, un antidoto. E il pomeriggio di una giornata di lutto cittadino si trasforma in un rito collettivo apotropaico.
Che, se non cancella la tristezza, la accarezza. Perché se ne esce solo insieme.
A dialogare con Buttafuoco, sul palco dell’auditorium della Fondazione Carivit, il giornalista Pierluigi Cascianelli e il direttore del festival e di Tusciaweb Carlo Galeotti.
“Non faccio altro che dire no – ha esordito Buttafuoco – ma ai Pirati e a Viterbo dico sempre sì”.
Il giornalista respinge subito la definizione di intellettuale e ne spiega anche la motivazione: “La rifiuto, perché a intellettuale preferisco artista. Come un pittore usa il pennello, io uso la penna”.
Il presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, all’inizio dell’incontro, ha dialogato con i due giornalisti sul suo ultimo libro, Sono cose che passano, edito dalla Nave di Teseo.
“I libri partono sempre da fatti veri – ha raccontato Buttafuoco – e nella vita ci sono le cose che passano. In questo libro soprattutto le signore si potranno identificare con questa donna, la protagonista, che decide, costruisce e impone il proprio disegno, a dispetto di certi uomini”.
La storia si anima nel libro sullo sfondo dell’amata terra natale dello scrittore, la Sicilia.
“Molti dei personaggi – ha detto Buttafuoco – corrispondono alla mia anagrafe, alla mia famiglia. Come mia zia Lia. In Sicilia tutto il mondo prende appuntamento”.
Buttafuoco spazia nei suoi discorsi, di cui spesso protagonista è la Sicilia, che è per la scrittura quello che è stata la Liguria per la canzone.
Racconta un aneddoto degli anni Novanta, quando era in piena ascesa la Lega Nord con i suoi stereotipi diffusi che dipingevano i meridionali come scansafatiche.
“L’editore Valentino Bompiani allora – ha raccontato sorridendo il giornalista – pubblicò un poster satirico che ritraeva due giganti della letteratura italiana, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino, mentre brindavano con un bicchiere di vino”. La didascalia, ha ricordato Buttafuoco, recitava: “I siciliani, pur di non lavorare, scrivono”.
Pietrangelo Buttafuoco
E poi l’America, la Cina, l’intelligenza artificiale, le auto elettriche.
Buttafuoco è un fiume, inarrestabile e incontenibile. Si alza, si rivolge al pubblico, lo coinvolge. È un istrione che sa comunicare e il suo messaggio arriva dritto alla sala strapiena.
È un uomo di cultura a tutto tondo, Buttafuoco, che non si lascia incasellare, definire, imbrigliare.
Da presidente della Biennale di Venezia, qualche mese fa è entrato in conflitto con il governo italiano, in particolare con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, per la partecipazione della Russia alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale nel 2026.
“Si selezionano opere, non passaporti – ha detto Buttafuoco -. La Fondazione La Biennale di Venezia garantisce l’autonomia della libertà espressiva. L’arte va dritta al punto. I politicanti facessero il loro lavoro – ha detto con fermezza Buttafuoco – che è quello di destinarsi all’oblio”.
Un incarico, quello nella Serenissima, che il raffinato scrittore siciliano racconta con grande trasporto.
“Provo un grande orgoglio – ha detto infatti Buttafuoco – a presiedere la Biennale di Venezia. È un lavoro che da’ il respiro quotidiano – fatemi dire una cosa patriottica – a quella che è la più grande e prestigiosa istituzione culturale del mondo.
Ed è un orgoglio che da 131 anni di storia, Venezia, capitale internazionale, stabilisce e definisce la cultura per il mondo intero. Vi voglio tutti visitatori della mostra internazionale alla Biennale di Venezia”.
Un piacere ascoltarlo. Tanti gli applausi a scena aperta, quando racconta aneddoti, curiosità, storie di un mondo che cambia continuamente.
Pirati delle Bellezza – Pietrangelo Buttafuoco con Primato di Giuseppe Bottai
Un mondo dove il vecchio continente è sempre più vecchio, mentre dall’altra parte del pianeta si costruisce il futuro.
Una realtà, quella descritta con lucidità chirurgica da Buttafuoco, dove “l’informazione non arriva dove si fa la realtà”. A testimonianza di ciò, l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti.
“Il successo di Trump è stato accompagnato – ha infatti spiegato Buttafuoco – non dall’informazione del New York Times, ma dalla provincia, con un’informazione non controllabile, fatta di radio locali e piccole testate”.
Quando arriva il momento dei saluti, Buttafuoco si lascia trasportare dall’emozione e rivolge alla città dei papi il suo affettuoso saluto.
Che chiude, come meglio non si sarebbe potuto, un’edizione straordinaria del festival.
“Sempre viva Viterbo, a maggior ragione in una giornata come questa, che ci ha visto tutti quanti partecipi nel sorriso, nella complicità e anche nel sottofondo di un qualcosa di elegante, compiuto, eroico e triste, sapendo che cosa succede nel mondo.
È qualcosa che colpisce e con dolore racconta l’importanza di un’avventura, un’avventura di bellezza, un’avventura dove i pirati, sappiamolo tutti, sanno andare in elicottero”, ha concluso Buttafuoco.
Irene Temperini
I pirati della bellezza 2026 – Serena Dandini, Paolo Mieli, Antonio Di Pietro, Margaret Mazzantini, Gaia Tortora, Giordano Bruno Guerri, Gino Roncaglia e Pietrangelo Buttafuoco
Università degli Studi della Tuscia – Provincia di Viterbo
MAIN SPONSOR
Fondazione Carivit – Wecom – Ance Lazio – Ance Viterbo – Unindutria
SPONSOR
Comal – CR Technology Systems – Aci – Elenora Bonucci – Orsolini – Saggini Costruzioni – Terme dei Papi – Merlani Costruzioni – Schenardino – Belli Impianti Tecnologici – Sigma – Immobiliare Viterbo – Banca Lazio Nord – Vestri – Cna – Confagricoltura – Confartigianato – Coldiretti
AUTO DEL FESTIVAL
Centrauto
SPONSOR TECNICI
Mondo Informatica – Libreria Fernandez – Majakovskij – Il Gargolo – Gedap – PantaCz




