Nepi – (sil.co.) – Un ciondolo smarrito tra le scatole vuote di una collezione di borse e la refurtiva finita in vendita sul web. Si avvia alle battute finali al tribunale di Viterbo il processo per furto a carico di una badante italiana di 55 abbi accusata di aver derubato, nella primavera del 2023, la famiglia della sua datrice di lavoro a Nepi, portando via gioielli, orologi e capi d’alta moda per un valore totale di oltre 60mila euro.
Nepi – Carabinieri – La borsa e gli oggetti ritrovati
Nella giornata di ieri, 29 settembre, è stato ascoltato in aula l’ultimo testimone. dopo di che Il giudice Carol Riggiero ha disposto il rinvio dell’udienza a fine ottobre, data in cui si terranno l’esame dell’imputata, difesa dall’avvocato Nicoletta Rampiconi, la discussione delle parti e la successiva sentenza.
La vicenda ha origine a fine marzo di tre anni fa, quando la padrona di casa — ex dirigente di una nota casa di moda italiana — si accorse della sparizione di anelli, bracciali e di una decina di borse di lusso conservate nell’armadio. Ad incastrare la donna fu proprio la svista commessa durante la razzia: all’interno di una delle confezioni rimaste vuote, la vittima rinvenne un ninnolo estraneo. Alla domanda diretta della proprietaria, la badante disse inizialmente che era il suo, per poi tentare invano di ritrattare e allontanarsi.
Le indagini dei carabinieri della stazione di Nepi, scattate a seguito della denuncia formalizzata il 5 aprile 2023, avevano permesso di tracciare parte dei beni messi in vendita online — tra cui un paio di borse in edizione limitata — fino al definitivo riscontro ottenuto con la perquisizione nell’abitazione dell’imputata, dove i militari rinvennero la refurtiva sottratta, tra cui croci in oro antico, sciarpe di seta, orologi e borse firmate.
ArticolI. Fece razzia di gioielli e borse firmate, badante tradita da un ciondolo – Ruba borse e scarpe di lusso, poi le rimette in vendita sul web
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
