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Standing ovation per Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto

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Viterbo – “La mia caratteristica è quella di costruire bellezza. Ovunque. La bellezza è fragilissima, va tutelata”. È una Margaret Mazzantini felice e raggiante quella che ieri, all’Università degli Studi della Tuscia, ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna.


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A conferirle il riconoscimento sono stati la rettrice dell’Università della Tuscia Tiziana Laureti, il direttore del dipartimento Distu Luca Lorenzetti e la presidente del corso di studio magistrale in Filologia moderna Giovanna Santini. 

Margaret Mazzantini

Margaret Mazzantini


“Ci sono storie – ha detto la rettrice Tiziana Laureti – che continuano ad accompagnarci molto tempo dopo aver chiuso un libro. Personaggi che tornano nei nostri pensieri, ci interrogano e talvolta ci mettono a disagio. È ciò che accade leggendo Margaret Mazzantini. La sua scrittura ci pone di fronte a una verità difficile della condizione umana: nessuno di noi coincide interamente con l’immagine che offre al mondo.

Pirati della Bellezza - Unitus - La laurea honoris causa a Margaret Mazzantini

Pirati della Bellezza – Unitus – La laurea honoris causa a Margaret Mazzantini


Mazzantini ha esplorato le inquietudini dell’animo umano attraverso linguaggi diversi: la letteratura, il teatro, la sceneggiatura, il cinema e, più recentemente, la regia. Cambiano le forme, ma rimane la stessa tensione a interrogare l’esperienza umana. È qui che la sua opera incontra, in modo forse inatteso, una delle responsabilità più profonde dell’università.


La ricerca scientifica e la creazione letteraria cercano entrambe di avvicinarsi a ciò che non conosciamo, ma lo fanno in modi diversi. Lo scienziato formula ipotesi che devono confrontarsi con i fatti e con la verifica. La scrittrice immagina esistenze attraverso le quali esplora ciò che, dell’esperienza umana, resiste alle spiegazioni definitive. Forse il punto d’incontro tra la scienza e la letteratura non è allora soltanto il desiderio di conoscere, ma la consapevolezza che ogni conoscenza deve misurarsi con i propri limiti. Margaret Mazzantini è un’autrice che non ci ha consegnato soltanto storie, ma ha ampliato le possibilità del nostro sguardo”.


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Nel momento del conferimento della laurea, Margaret Mazzantini ha voluto con sé sul palco tutta la famiglia: il marito, l’attore e regista Sergio Castellitto, e i loro quattro Pietro, Maria, Anna e Cesare. Il primogenito Pietro Castellitto, scrittore, attore e regista. Una foto di famiglia speciale e talentuosa, ma anche vera.

“Grazie per questo onore che mi fate – ha esordito un’entusiasta Margaret Mazzantini –. Sono particolarmente felice che questo riconoscimento arrivi da un’università raccolta e prestigiosa come questa della Tuscia. Filologia, che bel significato: la cura della parola, l’amore per la parola. Per me la scrittura è stata esattamente questo, rifugiarmi in un amante sconosciuto. Perché la parola viva è sempre sconosciuta, non sai dove e come la incontrerai e il suo significato prenderà luce solo se avrai la pazienza di non arrenderti. Devi affidarti all’ignoto con disciplina e umiltà, rischiando tutto”.

Pirati della Bellezza - Unitus - La laurea honoris causa a Margaret Mazzantini con i figli e il marito Sergio Castellitto

Pirati della Bellezza – Unitus – La laurea honoris causa a Margaret Mazzantini con i figli e il marito Sergio Castellitto


Un discorso intenso quello della scrittrice, che ha catturato nel silenzio l’attenzione e l’ammirazione della sala gremitissima dell’auditorium.

“Tra le infinite categorie umane – ha raccontato Mazzantini – io distinguo due macrocategorie: c’è chi sta sotto a buttare carbone nelle caldaie per far andare la nave e chi balla sul ponte più in alto con un bicchiere di champagne in mano. Io faccio parte dei fuochisti, di quelli che hanno spalato carbone per la gioia di vedere ballare una coppia magnifica sul ponte superiore. Perché, se il lavoro pesante è utile, la bellezza è necessaria e va protetta”.

Per Mazzantini quello dello scrittore è un lavoro di attesa: l’attesa di ricongiungersi a quel paradiso perduto di cui non si ha memoria ma che si è immaginato. Un lavoro che non sempre giunge a compimento.

“Sono più i libri che non ho scritto o che non ho pubblicato – ha raccontato la scrittrice – che quelli che sono finiti in libreria”.

La scrittura come strumento di cesello dell’anima, per togliere fino ad arrivare all’essenza.

“La scrittura fondamentalmente – ha chiarito Mazzantini – mi ha insegnato a fallire e a morire. Io non so come si scrive un libro e non so mai se sarò in grado di scriverne un altro, perché devo trovare la giusta temperatura nel buio, come un atto di fede. Non si tratta di resistere, ma, al contrario, di non opporre resistenza”.

Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto

Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto


La parola per Mazzantini non è uno strumento, ma un agente. È lo scrittore a essere lo strumento, spesso fragile.

“Bisogna avere coscienza e umiltà, e nulla da perdere. D’altronde, la vita – ha detto la scrittrice – altro non è che un grande percorso di perdita”.

E poi il racconto intimo di un’esistenza vissuta con pienezza, anche nelle fragilità.

“Posso dire di aver avuto molte avversità e qualche angelo – ha raccontato Mazzantini –. Non mi sono mai sentita congeniale a nulla, ma sempre disallineata e sghemba. È quello che ho cercato di dire ai miei lettori: tenetevi strette le vostre imperfezioni e inadeguatezze. Non abbiate paura di sentirvi inadatti, ridicoli, risibili. Lasciateli ridere. Mario Luzi, il grande poeta, una volta mi disse: ‘Se non rischi il ridicolo, non rischi nemmeno il sublime’”.

Protagoniste assolute dei libri di Mazzantini sono le donne, quelle “infinite vite di sacrificio e devozione, di nobiltà che nessuno nota”.

Sergio Castellitto

Sergio Castellitto


In un caleidoscopio di colori, pensieri ed emozioni, la scrittrice ha guardato anche a un futuro incerto, dove forse, ha raccontato Mazzantini, “saremo alleati degli alieni, dove forse non avrà più senso scrivere, perché qualcuno lo farà molto meglio di noi. Perché i lettori saranno istruiti dallo stesso grande cervello”.

O forse un senso la scrittura lo avrà ancora, perché sotto la parola c’è la carne. C’è la vita. C’è l’uomo, con le sue paure, le sue fragilità, il suo destino, le sue mancanze.

E allora non resta che scrivere, cadere, rialzarsi e ricominciare, perché “come diceva il cantore dell’assurdo Beckett – ha concluso Mazzantini – ho provato e ho fallito, ma non importa. Riproverò e fallirò meglio. Questo è l’unico obiettivo che posso pormi oggi: fallire ogni giorno al meglio”.

Pietro Castellitto

Pietro Castellitto


Una lectio magistralis intensa, che ha ricevuto un lunghissimo applauso.

Al termine della cerimonia, la rettrice Laureti e il direttore del festival e di Tusciaweb Carlo Galeotti hanno dialogato con la scrittrice. Un momento di confronto che ha spaziato su vari temi, dal passato all’attualità, fino alla cronaca e all’intelligenza artificiale.

Un evento che resterà nella storia della città e che certamente nessuno dei presenti scorderà.

Oggi pomeriggio, alle 18, nell’auditorium di Unindustria a valle Faul, altro appuntamento dei Pirati della Bellezza con Gaia Tortora, giornalista e figlia dell’indimenticabile Enzo Tortora.

Irene Temperini


I pirati della bellezza 2026 - Serena Dandini, Paolo Mieli, Antonio Di Pietro, Margaret Mazzantini, Gaia Tortora, Giordano Bruno Guerri, Gino Roncaglia e Pietrangelo Buttafuoco

I pirati della bellezza 2026 – Serena Dandini, Paolo Mieli, Antonio Di Pietro, Margaret Mazzantini, Gaia Tortora, Giordano Bruno Guerri, Gino Roncaglia e Pietrangelo Buttafuoco


Università degli Studi della Tuscia – Provincia di Viterbo

MAIN SPONSOR
Fondazione Carivit – Wecom – Ance Lazio – Ance Viterbo – Unindutria

SPONSOR
Comal – CR Technology Systems – Aci – Elenora Bonucci – Orsolini – Saggini Costruzioni – Terme dei Papi – Merlani Costruzioni – Schenardino – Belli Impianti Tecnologici – Sigma – Immobiliare Viterbo – Banca Lazio Nord – Vestri – Cna – Confagricoltura – Confartigianato – Coldiretti

AUTO DEL FESTIVAL
Centrauto

SPONSOR TECNICI
Mondo Informatica – Libreria Fernandez – Majakovskij – Il Gargolo – Gedap – PantaCz

MEDIA PARTNER
Tusciaweb – Cge

I pirati della bellezza 2026


Il programma dei Pirati della Bellezza 2026

Dal 21 al 30 ottobre torna a Viterbo la sesta edizione dei Pirati della Bellezza. Otto incontri, tutti a ingresso gratuito e con inizio alle 18, dedicati quest’anno a Laura Bassi, Ada Lovelace e Hedy Lamarr.

Si parte mercoledì 21 ottobre, all’auditorium di Unindustria di via Faul, con Serena Dandini intervistata da Patrizia Prosperi su Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica.

Giovedì 22 ottobre, all’auditorium Aldo Perugi della Fondazione Carivit, Paolo Mieli dialogherà con Stefano Ubertini su Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato.

Venerdì 23 ottobre sarà la volta di Antonio Di Pietro, intervistato da Daniele Camilli su La giustizia vista da vicino.

Lunedì 26 ottobre Margaret Mazzantini sarà protagonista all’auditorium dell’università degli Studi della Tuscia, in via Santa Maria in Gradi. Nel corso dell’evento speciale “La forza della parola. Letteratura, memoria, vita” l’ateneo conferirà alla scrittrice la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna. L’incontro sarà condotto dalla rettrice Tiziana Laureti.

Martedì 27 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Gaia Tortora sarà intervistata da Massimo Pistilli su Testa alta, e avanti. In cerca di giustizia, storia della mia famiglia, nell’ambito dell’evento speciale dedicato al caso Tortora.

Mercoledì 28 ottobre, alla Fondazione Carivit, Andrea Genovese intervisterà Giordano Bruno Guerri su Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani.

Giovedì 29 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Fabrizio Piergentili dialogherà con Gino Roncaglia su Filosofia dell’intelligenza artificiale.

La rassegna si chiuderà venerdì 30 ottobre alla Fondazione Carivit con Pietrangelo Buttafuoco, intervistato da Pierluigi Cascianelli su Sono cose che passano. Al centro dell’incontro anche il tema “La cultura è libera in Italia? Lo scontro tra politica e intellettuali: il caso Biennale”.

Gli incontri potranno essere seguiti in presenza fino a esaurimento dei posti e in diretta streaming negli auditorium adiacenti indicati dal programma, oltre che sulla pagina Facebook di Tusciaweb. Al termine degli appuntamenti sono previsti il firmacopie e l’incontro con gli ospiti.


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