Viterbo – A poche ore di distanza dai funerali di stato a Roma dei quattro militari morti in Bosnia, la Città dei papi celebra la Giornata dell’Unità e delle forze armate. Palpabile la commozione tra i presenti nel ricordare Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci e chi, prima di loro, ha sacrificato la propria vita nel servire la comunità e il paese.
Alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni militari civili e religiose e di venti sindaci della provincia, in un clima solenne, è stata deposta una corona di alloro al monumento dei Caduti e issata la bandiera italiana. Negli stessi istanti, anche il palazzo della Prefettura si è tinto del tricolore. Dopo l’omaggio da parte del prefetto Sergio Pomponio, del generale di divisione dell’esercito Maurizio Taffuri, del presidente della provincia Alessandro Romoli, e della sindaca Chiara Frontini, si è data lettura del discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro alla Difesa Guido Crosetto. Presente anche il vescovo Francesco Piazza.
“Oggi, nell’ottantesimo anniversario della Repubblica la giornata delle forze armate assume un valore particolare. In questa giornata, il deferente omaggio del popolo italiano va a quanti hanno sacrificato la vita per l’Italia, consegnandoci un’eredità di libertà e unità che celebriamo con rinnovata consapevolezza e, oggi, rivolgiamo il nostro pensiero con particolare intensità e cordoglio ai nostri militari che hanno perso la vita nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina – così il presidente Mattarella -. Viva le forze armate, viva la Repubblica”.
Tricolore sul palazzo della prefettura
E poi è stata la volta della lettura del messaggio di Guido Crosetto. “Oggi celebriamo il quattro novembre. Il mio pensiero è la mia gratitudine va ai quattro militari morti in Bosnia. E un pensiero di particolare vicinanza va ai feriti. Quest’anno il 4 novembre ci offre l’occasione di riflettere sui valori della repubblica. Il motto scelto quest’anno per la giornata del 4 novembre, ‘forze armate a difesa della libertà’, ci ricorda che la libertà non è mai scontata.
Senza difesa non c’è sicurezza. E senza sicurezza non c’è libertà. A voi tutti oggi rivolgo la mia profonda gratitudine”.
Irene Temperini
Articoli: Alessandro Romoli: “Quattro vite spezzate, quattro famiglie che oggi piangono i propri cari” – Memoria e identità: 4 novembre, giorno dell’Unità nazionale e giornata delle forze armate


