Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Celebrare l’unità nazionale significa ricordare ciò che ci ha reso un solo popolo, ma anche riflettere sulle responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti della comunità di cui fa parte.
Servire la patria significa assumersi una responsabilità che va ben oltre il proprio interesse personale. È una scelta che ogni giorno le donne e gli uomini delle nostre Forze armate rinnovano con il loro impegno, in Italia e all’estero, spesso affrontando situazioni difficili e mettendo a rischio la propria vita per garantire la sicurezza degli altri.
Il recente incidente aereo in Bosnia, nel quale hanno perso la vita quattro servitori dello Stato, ci ha ricordato nel modo più doloroso quanto possa costare questa scelta. Quattro vite spezzate, quattro famiglie che oggi piangono i propri cari. Una tragedia che ha colpito da vicino anche la Tuscia, profondamente legata all’Aviazione dell’Esercito, e che rende ancora più sentita la gratitudine che rivolgiamo a tutti coloro che indossano un’uniforme al servizio del nostro Paese.
È anche attraverso il ricordo di questi sacrifici che il 4 novembre conserva tutto il suo significato. La Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate ci riporta alle pagine più difficili della nostra storia, a quanti hanno combattuto per l’Italia e al valore della libertà che ci hanno lasciato in eredità. In un mondo ancora attraversato da guerre e tensioni, celebrare questa ricorrenza significa ricordare quanto sia importante custodire la pace e continuare a riconoscerci nei valori che tengono unita la nostra patria.
Un popolo unito e rispettoso è un popolo che partecipa alla vita pubblica, rispetta le istituzioni, si prende cura dei luoghi e dei beni comuni e riconosce i propri doveri verso la collettività. È anche da questi comportamenti che si costruisce e si rafforza, ogni giorno, la nostra unità nazionale.
Alessandro Romoli
Presidente della provincia di Viterbo
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