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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Tuscania e Montalto ai vertici nazionali per consumo di suolo. Il silenzio delle istituzioni è inaccettabile. Abaco invia interrogazione a presidente della provincia a e sindaca di Viterbo.
I dati appena pubblicati nel Rapporto Ispra-Snpa 2026 sul consumo di suolo lanciano un allarme gravissimo per la Tuscia: Tuscania registra 319 ettari di nuovo consumo di suolo e Montalto di Castro 316 ettari nel 2025, i due incrementi più elevati tra i comuni italiani secondo i dati diffusi. Un primato negativo che investe direttamente il territorio e impone azioni immediate.
A livello nazionale, nel 2025 sono stati trasformati in nuove superfici artificiali oltre 102 km2 di territorio, con un ritmo superiore a 180 m2 al minuto. Nel Lazio l’incremento supera i 1.400 ettari. Una parte rilevante delle trasformazioni nella Tuscia è legata agli impianti fotovoltaici a terra, che pongono questioni urgenti di tutela del paesaggio e delle superfici agricole.
In questo quadro si inserisce una vicenda emersa in questi giorni. Nell’albo pretorio del comune di Viterbo, è pubblicato l’avviso relativo all’istanza di autorizzazione unica presentata da Legaccione S.r.l. per un nuovo impianto di accumulo a batterie (Bess) da 201,6 MW, denominato “Grotte Santo Stefano”, con il riavvio della procedura di vincolo preordinato all’esproprio.
Secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbero interessati circa 12,2 ettari di terreno, in gran parte seminativi e uliveti, distribuiti su quasi 180 particelle catastali. Quindi altro territorio agricolo sottratto per un’infrastruttura industriale, a fronte del consumo di suolo nella Tuscia che corre già a ritmi allarmanti.
Di fronte a queste situazioni dove sono la provincia di Viterbo e il comune capoluogo? Quali iniziative hanno assunto per contrastare la progressiva trasformazione del territorio? Sono state effettuate le opportune valutazioni sull’impatto di queste infrastrutture sulle aree agricole e sul paesaggio?
Il silenzio di istituzioni governate da forze politicamente limitrofe al governo nazionale appare tanto più grave e alimenta interrogativi legittimi sulle priorità politiche e sulla volontà effettiva di difendere il territorio.
Per questi motivi Abaco ha deciso d’inviare un’interrogazione al presidente della provincia e alla sindaca di Viterbo, chiedendo una presa di posizione pubblica, la ricognizione dei progetti autorizzati e in corso, la tutela delle aree agricole e paesaggistiche e una strategia concreta contro il consumo di suolo.
La Tuscia non può diventare una piattaforma industriale a disposizione di interessi economici estranei alle comunità locali.
Il territorio è un patrimonio collettivo, non una risorsa da consumare senza rendere conto ai cittadini.
I dati sono pubblici, le procedure sono avviate.
Ora le istituzioni dicano da che parte stanno. Distinti saluti.
Abaco – Lazio – Associazione di Base dei Consumatori
– La Tuscia perde altri 967 ettari di suolo
