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Ambiente - Pubblica il rapporto Ispra 2026 - Nuovo primato negativo per Viterbo e provincia - A Tuscania e Montalto di Castro il record nazionale - Quasi tutte le coperture legate al fotovoltaico

La Tuscia perde altri 967 ettari di suolo

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Viterbo – Quasi mille ettari di suolo consumato in più nella Tuscia in un solo anno, per la precisione 967,35 ettari netti. La provincia di Viterbo si conferma così detentrice del primato, tutt’altro che invidiabile, del consumo di suolo in Italia, con un netto distacco dalla provincia di Catania, seconda nella classifica nazionale con 666 ettari, e da quella di Foggia, terza con 434. Tra i comuni è record a Tuscania (319,37 ettari) e Montalto di Castro (315,44), dove l’incremento è “quasi totalmente attribuibile all’installazione di impianti fotovoltaici a terra concentrati nelle zone agricole”. È quanto si legge nel rapporto Ispra-Snpa 2026, presentato oggi a Roma.

Un impianto fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico


Al terzo posto nella Tuscia si colloca il comune di Viterbo, con 94,21 ettari di nuovo consumo. Nel capoluogo risultano complessivamente consumati 2.626 ettari, pari al 6,49% del territorio comunale. Seguono Tarquinia (93,13 ettari), Cellere (46,04), Tessennano (30,80), Vitorchiano (12,93), Bomarzo (10,89), Nepi (10,62) e Graffignano (6,14).

Gli incrementi più contenuti si registrano a Carbognano e Monterosi (0,01 ettari), Faleria e Oriolo Romano (0,02). In dodici comuni non si rilevano aumenti netti, mentre Proceno è l’unico a registrare una riduzione, pari a 0,29 ettari.

Complessivamente nella Tuscia risultano consumati 18.055 ettari, pari al 5,01% del territorio provinciale, contro l’8,33% del Lazio e il 7,19% dell’Italia.

Nella classifica nazionale del nuovo consumo lordo, dopo Viterbo si collocano Catania (666), Foggia (434), Bari (272), Salerno (270), Cuneo (262), Palermo (229), Milano (201), Alessandria (199) e Siracusa (196). La Tuscia registra un incremento oltre dieci volte superiore alla media delle province italiane, pari a circa 93 ettari.

Nel Lazio il nuovo consumo netto ha raggiunto 1.416,94 ettari, di cui oltre il 68% nella sola provincia di Viterbo. Seguono Latina (180,69 ettari), Roma (168,46), Frosinone (82,06) e Rieti (18,38).

A colpire è soprattutto l’impennata degli ultimi anni. Tra il 2022 e il 2023 nella Tuscia erano stati consumati 56,24 ettari netti di suolo, diventati 424,19 nel 2023-2024 e 967,35 nel 2024-2025. In appena due anni l’incremento annuale è aumentato di oltre 17 volte, più che raddoppiando rispetto all’anno precedente.

Il peso del fotovoltaico

L’Ispra include nel consumo di suolo anche gli impianti fotovoltaici a terra, classificandoli come trasformazioni reversibili. Non tutti vengono però conteggiati: la copertura artificiale deve superare il 50% di una cella di rilevazione di 100 metri quadrati.

Nel Lazio, tra il 2024 e il 2025, il nuovo consumo di suolo associato al fotovoltaico a terra ha raggiunto 952 ettari, il valore più elevato tra le regioni italiane.


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28 ottobre, 2026

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