Viterbo – “Natale nella Tuscia, spenderemo di più, ma porteremo a casa di meno”. È la sintesi dei dati sulle spese di Natale in provincia di Viterbo raccontati questa mattina dal presidente di Confesercenti Vincenzo Peparello. Questa mattina nella sede di viale Bruno Buozzi al Pilastro, Viterbo. Assieme a Peparello anche Alessandro Gregori presidente dell’Anva provinciale.
Dati frutto del sondaggio Confesercenti-Ipsos sulla spesa per i regali di Natale condotto su un campione di consumatori tra i 18 ed i 65 anni residenti in Italia.
Vincenzo Peparello
“A Natale la spesa per i consumi cresce anche nella Tuscia – ha spiegato Peparello – attestandosi poco al di sotto del dato nazionale che si aggira attorno al 13%. Ma è un aumento che verrà eroso per la metà da parte dell’inflazione che di fatto vede una crescita poco al di sopra del 6%”.
“Molti viterbesi – riporta il sondaggio di Confesercenti – hanno approfittato del Black Friday allungato per acquistare prima i regali di Natale ma si spera comunque anche alla corsa al regalo dell’ultimo momento. Il consumo dei prodotti enogastronomici locali, che rappresentano delle eccellenze, e sempre al primo posto con un costante incremento dal 2020 ad oggi”.
Seguono i capi di abbigliamento, i giocattoli, i libri, i giochi elettronici, i trattamenti di bellezza, i prodotti tecnologici, i gioielli e gli immancabili regali floreali, in special modo la tradizionale Stella di Natale. A tal proposito si sta assistendo a una rivalutaziine del settore florovivaistico con segnali postivi fra le varie aziende del settore.
“Secondo le nostre stime – prosegue Peparello – nel 2022 si sono spese in media per i regali 197 euro. Per il Natale 2023 la spesa media in provincia di Viterbo sara di circa 200/220 euro, ovvero leggermente minore rispetto alla media nazionale”.
La spesa delle famiglie si orienterà per circa il 70% sui prodotti alimentari che registrano un aumento del 10%. Al primo posto quindi gli acquisti dei prodotti enogastronomici con le tante eccellenze della Tuscia. Anche per i dolci locali una performance di vendita con panettoni, torroni e dolci secchi da forno artigianali.
“I rincari, l’aumento dei prezzi e i redditi più bassi non frenano comunque i consumi – sottolinea Peparello -. L’aumento registrato a livello nazionale delle tredicesime si evince anche nella nostra provincia. A esse dobbiamo aggiungere anche l’aumento delle persone che hanno raggiunto la pensione, tutto ciò chiaramente giustifica l’aumento ma dobbiamo anche tenere in considerazione che la metà viene eroso dall’inflazione. La tredicesima comunque viene utilizzata per il 18,5% per acquistare i regali di Natale mentre il rimanente viene utilizzata per il pagamento dell’Imu, della Tari, delle bollette energetiche e per le spese della casa e della famiglia. Solo una piccolissima parte viene destinata al risparmio”.
Aumenta la scelta dei negozi di quartiere o di vicinato che, secondo Confesercenti, saranno scelti dal 26% degli acquirenti e aumentano anche le persone che si recano nei mercatini di Natale così come le vendite della grande distribuzione organizzata mentre online risulta al primo posto. Da rimarcare che nella provincia di Viterbo si assiste a un aumento di acquisto nei negozi di vicinato. II 21% acquisterà online direttamente dal sito del produttore. Il 12%, invece, si rivolgerà a un mercatino per comprare almeno uno dei regali da mettere sotto l’albero.
Per quanto riguarda il turismo “il Lazio – continua Peparello – grazie anche all’attrattiva di Roma, e tra le prime regioni scelte dai turisti. La capitale registrerà un aumento considerevole di presenze rispetto allo scorso anno e gli stranieri stanno tornando in massa. Un buon andamento anche per le città d’arte minori grazie anche alle campagne promozionali. Nella nostra provincia i luoghi scelti dai turisti sono le citta d’arte con la citta di Viterbo, Civita di Bagnoregio, Ronciglione che ha ottenuto il riconoscimento come Borgo dei Borghi. Si assiste a un turismo di ritomo soprattutto a livello nazionale e cosi anche per tutti i nostri suggestivi borghi della Tuscia”.
Vincenzo Peparello e Alessandro Gregori
“La presenza degli stranieri nel nostro territorio la vedremo nel periodo di Capodanno – rileva il presidente di Confesercenti Viterbo -. La stragrande maggioranza dei turisti è comunque italiana. Persone che verranno a far visita a parenti e amici. Quest’anno ritorna fortemente il motto ‘Natale con i tuoi’. Aumenta la cifra di chi passera il Natale in famiglia e conseguentemente aumenterà la spesa dedicata alle cene, ai pranzi che porta beneficio sui consumi propri e la scelta cade quindi su prodotti locali di qualità e di eccellenza”.
Cosa si compra. Nella top ten delle intenzioni di acquisto per un regalo dell’ultimo minuto, dal sondaggio di Confcommercio spiccano i capi d’abbigliamento (51% delle indicazioni), seguiti dai prodotti di profumeria (45%) e dai libri (44%), giochi e giocattoli (38%), accessori di moda (33%), regali gastronomici (29%), prodotti tecnologici e regali di gioielleria (entrambi al 24%), arredamento e prodotti per la casa, calzature e videogiochi (tutti al 20% di indicazioni). Il 10%, invece, segnala l’intenzione di regalare un viaggio o una vacanza, un dato in ascesa rispetto al 7% dello scorso anno.
Dove si compra. Crescono le indicazioni per i negozi monomarca delle grandi catene retail (33%, era i129%), ma anche per i negozi nei centri commerciali, che raccolgono il 52% delle preferenze contro il 46% del Natale 2022. In lieve flessione il canale dei supermercati/ipermercati, che scende al 24% delle indicazioni, e le attivita di vicinato (20%). Ma, a sorpresa, si assiste a una crescita della preferenze per i negozi di quartiere da parte degli italiani tra i 18 ed i 34 anni: la quota dei giovani che comprano qui passa dal 20 al 22%. Il 14%, invece, si rivolgerà a un mercatino per comprare almeno uno dei regali da mettere sotto l’albero.
“Il 2023 è partito bene per agenzie di viaggio e tour operator, con risultati più che soddisfacenti nella prima parte dell’anno – spiega il presidente di Assoviaggi Gianni Rebecchi in una nota diffusa da Confesercenti durante la conferenza stampa di questa mattina -. Nella seconda parte, però, non sono mancate le difficoltà. L’86,6% delle imprese intervistate ha percepito chiaramente gli effetti di inflazione e caro-voli sui clienti di fascia media, che hanno scelto viaggi di minor durata o addirittura rinunciato al viaggio. Secondo una nostra rilevazione, infatti, emerge che per un volo Milano-Palermo ora ci vogliono più di 500 euro mentre per un biglietto aereo per la Calabria si arriva addirittura a superare i 700 euro di spesa: cifre che rendono difficile, se non addirittura impossibile, il rientro in famiglia di lavoratori e studenti fuori sede per le feste natalizie”.
Infine, pure il settore florovivaistico registra un buon andamento. La stella di Natale è tra i regali più gettonati, +15% rispetto allo scorso anno. In calo gli abeti (-10%) mentre si registra un boom di composizioni con bacche, vischio e agrifoglio (+40%).
“La Stella di Natale si conferma quindi la regina delle feste – conclude Vincenzo Peparello – anche nel 2023. E la nostra provincia è in linea con il trend nazionale tracciato da un primo bilancio delle vendite del comparto florovivaistico per Natale da Assofioristi Confesercenti, sulla base di un sondaggio condotto sulle imprese associate”.
Daniele Camilli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY