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Cna - Decisivo diversificare le fonti

Energie rinnovabili, leva per lo sviluppo

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– In tema di politica energetica, quella delle rinnovabili è una scelta obbligata. Il settore, del resto, è in piena espansione ed è dimostrato che produce ricchezza e assorbe occupazione, tanto da confermarsi, anche in tempi di crisi, leva strategica per lo sviluppo e la creazione di nuovi mercati e professioni.

Ma c’è bisogno di chiarezza degli obiettivi e delle regole. Secondo la Cna, va incoraggiata l’installazione di micro e piccoli impianti di generazione diffusa, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, così come occorre lavorare sul serio per la diversificazione delle fonti. E, accanto alla certezza dei meccanismi di incentivazione, ci vogliono procedure semplificate.

Questa la linea emersa ieri pomeriggio, in occasione del convegno organizzato a Viterbo, presso la sala conferenze della Camera di Commercio, dall’associazione imprenditoriale proprio sul tema delle energie rinnovabili e del sistema di qualificazione delle aziende che operano nel comparto, con gli interventi di Maurizio Mancini, responsabile provinciale di Cna Installazione e Impianti, Barbara Gatto, dell’Ufficio Politiche Energetiche della Cna nazionale, e Guido Pesaro, responsabile nazionale di Cna Installazione Impianti.

Il pensiero dell’associazione è stato chiarito, in apertura, dalla segretaria provinciale, Luigia Melaragni, che ha ricordato “come gli interventi di promozione dell’efficienza energetica e delle rinnovabili si siano dimostrati spesso incerti e poco trasparenti. Pensiamo -ha detto- ai bonus fiscali del 55 per cento, che ogni anno rischiano di essere eliminati e i cui effetti sono stati comunque depotenziati con l’allungamento della detrazione da tre a dieci anni, e all’ultimo colpo inferto al settore con il cambio delle regole e la riduzione degli incentivi appena tre mesi dopo l’entrata in vigore del terzo conto energia.

Sono stati altresì facilitati, specialmente nel fotovoltaico, i mega impianti, realizzati per lo più da società estere, con la conseguenza che si sono fatti strada scetticismo e, a volte, ostilità nei confronti della green economy. Ciò non deve più accadere. Vogliamo che sia superata la logica dei grandi impianti tradizionali e si miri -ha evidenziato Melaragni- all’avvicinamento del luogo di produzione con quello di consumo, all’efficienza e alla cogenerazione, stimolando e sostenendo, nello stesso tempo, la ricerca e la produzione di tecnologie innovative nel nostro Paese”.

Sono stati quindi illustrati il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili (gli Stati membri hanno l’obbligo di favorire la crescita delle rinnovabili e di semplificare le procedure amministrative) e il quarto conto energia, in vigore dal 1° giugno. Riguardo a quest’ultimo provvedimento, l’azione della Cna ha evitato una più pesante decurtazione delle tariffe, quindi la penalizzazione eccessiva dei piccoli impianti, così come si è riusciti a far introdurre un incremento delle tariffe incentivanti del 10 per cento quando almeno il 60 per cento dell’investimento sia costituito da componenti realizzati all’interno dell’Unione europea.

Non mancano, però, le criticità, a partire dal fatto che l’attuazione concreta di molte parti è legata all’emanazione di successivi decreti. Tanti, poi, i punti oscuri nel caso della qualificazione professionale degli installatori (di impianti fotovoltaici e termici, di caldaie e stufe a biomassa e di pompe di calore), obbligatoria dal 1° agosto 2013. La Cna ha già chiesto chiarimenti al Ministero competente.

All’iniziativa di ieri seguiranno dunque seminari di approfondimento e di aggiornamento.

A proposito del quarto conto energia, il Gestore dei Servizi Energetici ha intanto attivato il portale applicativo che i soggetti responsabili degli impianti o i referenti tecnici sono tenuti ad utilizzare per richiedere gli incentivi previsti.

Info: Cna, a Viterbo, in via I Maggio 3. Telefono 0761.2291.


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9 giugno, 2011

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