Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La scrivente organizzazione sindacale, pur con tutte le criticità accadute nell’ultimo periodo a causa dell’attacco informatico subito dall’amministrazione comunale di Viterbo, si vede obbligata a portare a conoscenza le istituzioni delle difficoltà che stanno incontrando alcuni fornitori dell’Ipab viterbese Giovanni XXIII.
Infatti quest’ultima, a causa della difficoltà di vedersi saldata le fatture correnti per i fatti riportati in premessa, non ha potuto adempiere al pagamento della fornitura di prestazioni assistenziali e infermieristiche operate dalla Caritas Arl.
Non vogliamo, con questa nota, prendere le difese della cooperativa in quanto consapevoli che la Caritas sappia difendersi da sola, ma è pur vero che l’esposizione di quest’ultima verso l’Ipb è di svariate migliaia di euro.
La crisi finanziaria, in questo caso sta avendo ricadute significative sugli operatori che offrono comunque le prestazioni sanitarie richieste e a tutt’oggi non sono indietro di stipendio e 13esima mensilità.
Un Natale magro se non magrissimo per 18 dipendenti che ancora non hanno avuto le competenze necessarie, per altro di stipendi molto bassi, per non parlare di adeguamenti contrattuali mai riconosciuti. E che dire dell’assordante silenzio della direzione e presidenza dell’Ipab, per altro poco sensibile alle vicende del portafoglio altrui, soprattutto di una categoria di lavoratori che è obbligata a prestare la propria opera obtorto collo.
Come è stato possibile arrivare a questa situazione che vede per l’ennesima volta che a pagare il conto siano sempre i lavoratori, spiace osservare che negli stessi reparti dove lavorano sia i dipendenti dell’Ipab che i dipendenti appaltati, i primi siano tutelati gli altri affatto.
Chiediamo pertanto un intervento decisivo da parte delle istituzioni coinvolte a vario titolo come comune e Ipab e alla cooperativa Caritas di fare uno sforzo volto a sanare una situazione.
Sara De Luca
Cisl Fp Viterbo
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