Viterbo – “Talete, il 12% di quote della provincia lo devono prendere i comuni”. Società idrica al centro dell’attenzione, stavolta del presidente dell’ente di via Saffi Alessandro Romoli.
A fine anno la consueta ricognizione delle partecipate di palazzo Gentili e fra queste c’è pure Talete. Seppure non dovrebbe.
Alessandro Romoli
“Di Talete – spiega Romoli – deteniamo il 12% ma in modo improprio. Si tratta delle quote non sottoscritte dai comuni che non sono ancora entrati e non le hanno versate. Con il commissariamento dei vari enti vanno cedute, le devono sottoscrivere a maggior ragione con l’ingresso di un socio privato”.
Per il resto, a via Saffi registrano una lentezza disarmante quando si tratta di portare in liquidazione società che ormai da tempo sono ferme. C’è Robur, ma dovrebbe non esserci più da tempo.
“Una situazione gravosa – spiega Robur – ci siamo opposti e al momento, la somma che la provincia deve pagare è pari a 400mila euro, la metà di quella iniziale, ma abbiamo ragioni per ritenere che nemmeno questo è dovuto”.
Dal passato continua ad avere effetti ancora sul presente, pure Tusciaexpo e l’interporto. Una prima cessione delle quote di quest’ultimo, nel 2016, per 100mila euro, è andata a vuoto. Oggi, con la rivalutazione sono salite a quasi due milioni, complicato trovare chi possa acquisirle.
In parlamento ci sono diverse proposte per ridare poteri alle province. Fino ad allora di nuove cessioni non se ne parla.
Giuseppe Ferlicca
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