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Economia - Incontro Unindustria sulle smart city per crescere con i presidenti Stirpe e Merlani e Fulvio Conti, amministratore delegato Enel e l'assessore regionale Fabio Refrigeri

Viterbo città intelligente, si può fare

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L'incontro di Unindustria sulle smartcity

L’incontro di Unindustria sulle smartcity

L'incontro di Unindustria sulle smartcity

L’incontro di Unindustria sulle smartcity

Domenico Merlani, presidente Unindustria Viterbo

Domenico Merlani, presidente Unindustria Viterbo

Maurizio Stirpe, presidente Unindustria

Maurizio Stirpe, presidente Unindustria

Fulvio Conti amministratore delegato Enel Spa corporate

Fulvio Conti amministratore delegato Enel Spa corporate

Fabio Refrigeri, assessore regionale infrastrutture

Fabio Refrigeri, assessore regionale infrastrutture

Federico Rendina

Federico Rendina

– Viterbo può diventare una città intelligente. Con una migliore qualità della vita, costruendo o recuperando edifici per ridurre i consumi, con attenzione ai sistemi di comunicazione e mobilità, all’ambiente e all’efficienza energetica.

Concetti all’apparenza difficili da mettere insieme, ma che portati a un livello pratico, fanno vedere come una smart city sia più vicina di quanto s’immagini.

Ieri sera Unindustria ne ha dato una prova nell’incontro all’aula magna dell’università della Tuscia con il presidente Maurizio Stirpe, Domenico Merlani presidente Unindustria Viterbo, l’assessore regionale Fabio Refrigeri e Fulvio Conti, amministratore delegato Enel corporate e vice presidente Confindustria, intervistati dal giornalista del Sole 24 Ore Federico Rendina (fotocronaca).

Proprio Conti ha dimostrato quanto a Viterbo manchi poco per essere smart, o almeno iniziare il cammino.

“Ho avuto modo di passeggiare per il bellissimo centro storico – afferma Conti – e chi amministra dovrebbe decidere se continuare a sostituire lampadine vecchio tipo o cambiare, con luci a led, ottenendo un notevole risparmio energetico”.

In sala c’è l’ex sindaco Marini, suggerisce che l’appalto è già in essere per la sostituzione. Siamo già un po’ smart. O meglio, lo saremo. Poco prima sul palco il neo assessore Alvaro Ricci ha aperto la l’incontro. Il suo debutto ufficiale, seguito dal saluto di Federico Carlini, docente dell’università della Tuscia, che ha ospitato l’incontro all’auditorium dell’ateneo.

“Viterbo – spiega Domenico Merlani – può fare da laboratorio con progetti pilota. Mettere insieme buone pratiche in una città di medie dimensioni ha una sua valenza.

Si possono fare molte cose, ma serve la volontà di tutti”.

In Italia esistono già progetti, a Genova, Torino, Bari, Trento e all’estero a Malaga, dove puntano a risparmiare il 20 per cento d’energia in quattro anni.

Quando Merlani parla di tutti gli attori che devono fare la loro parte, include pure le istituzioni, a cominciare dalla regione. Parola d’ordine, evitare che progetti intelligenti incappino in una burocrazia tutt’altro che intelligente.

“Noi – spiega l’assessore regionale alle infrastrutture Fabio Refrigeri – viviamo di stanziamenti europei. La programmazione 2014 – 2020 per l’80 per cento sarà assegnata sull’innovazione e l’efficentamento energetico. E’ in questa direzione che vogliamo muoverci.

Sulla difesa del suolo, ad esempio, abbiamo pronta una carta idrogeologica con gli undicimila sondaggi effettuati”.

L’innovazione può essere elemento vincente in una fase di forte crisi. “L’imprenditore – dice Conti – ha il dovere della fiducia, questa fase è anche un’occasione da cogliere”.

A Roma qualcosa si sta facendo. “Si deve operare su progetti concreti – spiega Stirpe – nella capitale è in funzione il trasporto su veicoli elettrici dentro il centro storico per i negozianti. Si potrebbe replicare pure a Viterbo. Un esempio smart di mobilità.

L’illuminazione pubblica è un altro settore. Ma la parte pubblica deve definire le regole del gioco, dove poi possono muoversi i privati.

A Viterbo presto andremo a realizzare la nuova sede Unindustria con tutti i concetti di smart building”.

Un tema importante. “Con lo smart building – precisa Merlani – si può rinnovare un patrimonio edilizio enorme che oggi non risponde più a criteri moderni di consumi energetici e in termini di performance. Rinnovando si rende tutto più moderno e meno inquinante”.

Il punto non è solo consumare meno energia. “Le città intelligenti – incalza Conti – non solo risparmiano sul fronte energetico, ma devono funzionare.

La politica deve dare indirizzi. Invece si rimandano sempre le decisioni impopolari.

Allora ci si impiega quarant’anni per buttare giù un palazzo o un abusivismo. L’80 per cento degli edifici oggi ha dispersione d’energia.

Preserviamo i nostri beni storici, ma non riusciamo a proporre soluzioni per renderli economici.

C’è poi bisogno d’avere risposte in poco tempo. In tre mesi e non in trent’anni, dopo pareri del Tar e ricorsi. In Italia le leggi vanno tolte, non fatte altre.

In una città intelligente tutto deve essere intelligente e ci deve essere gente intelligente”.

Da Stirpe la proposta di incentivare le nuove iniziative, magari con uno sgravio del 100 per cento dell’Irap. “Deve esserci un regime fiscale conveniente”.

L’innovazione va aiutata. In modo intelligente.

 


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10 luglio, 2013

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