Carcere di Mammagialla
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un incremento del 9%. Questo il dato dall’inizio di quest’anno. Il numero di detenuti nel Lazio è cresciuto a 532 unità.
Su 14 istituti della regione Lazio restano sovraffollati oltre il 100%, ultimo dato disponibile dal sito del ministero della giustizia del 31 novembre, quelli di Latina (170%), Regina Coeli (165%), Civitavecchia (161%), Viterbo (158%), Cassino (154%), Velletri (150%), Rebibbia (142%), Rieti (140%), Rebibbia femminile (135%) e Frosinone (103%).
Resta ancora, purtroppo, in capo all’istituto di Viterbo una detenuta in attesa di Rems il cui servizio di piantonamento deve essere espletato dal personale di polizia penitenziaria con orari non conformi alla norma contrattuale.
Resta la questione della sanità penitenziaria che evidenzia carenze diffuse e si segnala come tutt’ora resta senza risposta, seppur son trascorsi 6 mesi della nota unitaria, la missiva che la Fns Cisl Lazio unitariamente alle altre rappresentanze sindacali regionali aveva inviato, in data 20 giugno scorso, al presidente della regione Lazio Rocca, dove si evidenziavano le criticità delle carceri del Lazio. Non ultime quelle legate alla gestione di detenuti con problemi psichiatrici e quelli attinenti alle Rems chiedendo una apposita convocazione urgente. Per la Fns Cisl Lazio occorrono interventi legislativi solo cosi può risolversi la problematica dato che tale situazione non può continuare a ricadere sul personale di polizia penitenziaria, direttori e funzionari del corpo.
Purtroppo dobbiamo segnalare che la previsione di aumento della dotazione organica di amministrazione penitenziaria risulta irrisoria con circa 80 unità da spalmare su 14 istituti della regione. Addirittura in qualche sede tale dato di incremento del personale appare inefficace, come Civitavecchia e Viterbo, poiché, non si è tenuto conto della relazione illustrativa del Dap sulla previsione di nuovi reparti detentivi inclusa nel Fondo complementare al Pnrr. Sulla questione la Fns Cisl Lazio continuerà a sensibilizzare gli uffici preposti affinchè tale dotazione sia rivista.
Resta la carenza di personale nell’istituto romano di Casal del Marmo poiché, anche qui, la ripartizione della dotazione organica da parte del Dipartimento giustizia minorile e di comunità è irrisoria. Registriamo positivamente l’invio dopo anni di un direttore titolare.
Molte sono le questioni risolte, tra le quali la riapertura della stanza dedicata a ospitare i detenuti nell’ospedale di Viterbo e il ripristino delle norme contrattuali, con procedura mediante il commissario ad acta, negli istituti di Viterbo, Cassino, Frosinone, Ipm Casal del Marmo. Risultano, ancora, criticità sull’istituto di Cassino, dove da un anno circa le relazioni sindacali sono interrotte.
La Fns Cisl Lazio evidenzia come nel nuovo Accordo nazionale quadro (Anq) ci sono importanti novità, maggiori spazi di partecipazione e trasparenza nelle scelte e nella attività di verifica, controllo ed efficacia degli accordi, che implica un senso di responsabilità e impegno di tutti gli attori coinvolti nell’applicazione, a livello centrale, regionale e periferico con la contrattazione che diventa ancor più centrale nel quotidiano dei servizi. Il nuovo Anq sostituisce il più importante strumento che accompagnerà nel complesso e responsabile compito i nostri rappresentanti sindacali nel tutelare i diritti soggettivi e collettivi di colleghe e colleghi dei baschi azzurri.
Per la Fns Cisl Lazio occorre garantire e tutelare il personale tutto, dato che la carenza attualmente è di circa 600 unità, e intensificare gli interventi, con frequenti visite sui luoghi di lavoro in ogni sede, affinché si possano migliorare le condizioni lavorative e applicare in toto le norme contrattuali nei confronti del personale del corpo di polizia penitenziaria, dei direttori e dei funzionari del corpo.
Massimo Costantino
Segretario generale Cisl Fns Lazio
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