Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come altre volte mi rivolgo a voi che siete molto sensibili al problema.
L’altra mattina alle 7,40 circa, cioè abbastanza presto, mi sono recato all’ospedale di Belcolle di Viterbo per far eseguire alcuni esami a mio figlio (disabile).
Mi sono così trovato la solita sorpresa dei posti riservati ai disabili. Con i posti occupati, come sempre succede, da auto senza la relativa certificazione visiva.
Siccome il dubbio mi era già venuto altre volte, mi sono fermato ad aspettare che si liberasse il posto (ripeto parcheggio con tanto di stampa disabili). Dopo poco tempo è arrivata una ragazza giovane e scattante. A quel punto le ho chiesto se lavorava in ospedale e, a risposta affermativa “si perché” , mi sono complimentato con lei per la bravura dal momento che aveva occupato un posto riservato a chi è meno fortunato di lei.
Ma non solo a lei mi sono rivolto. La stessa domanda l’ho fatta anche ad altri. E la domanda è stata affermativa, erano dipendenti. Allora ho anche discusso con altri lavoranti e persone che avrebbero dovuto controllare, spiegando che non era giusto. Ma tutti mi hanno detto vergognosamente e sfacciatamente con sorriso sarcastico che potevano benissimo parcheggiare.
Allora mi chiedo: Ma dove viviamo, in che mondo di maleducati e incivili viviamo? Vorrei solo fare provare a tutti, dico tutti, per almeno un mese l’esperienza di dover accudire un disabile h 24. Così saremmo tutti più buoni ed educati.
Spero che chi di dovere si impegni a risolvere questo piccolo problema e cancelli il simbolo disabili e scriva “riservato al personale” che ne a più bisogno .
Santino Pulcinelli,
padre di un ragazzo veramente speciale
Le storie dei lettori – Racconta la tua storia
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Storie di sogni realizzati o di cocenti rese alla vita. Storie normali di vita quotidiana vostre, dei vostri familiari, dei vostri amici.. Storie che spesso si raccontano tra amici, ma che abbiano un valore paradigmatico. E possano essere interessanti per tutti. Insomma raccontante le vostre storie a Tusciaweb.
Storie di lavoro, sanità, istruzione, sport, vita quotidiana. Cerchiamo qualsiasi racconto positivo o negativo che secondo voi merita attenzione a Viterbo e in tutta la Tuscia.
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