![]() Claudio Borzetti Le immagini dell’operazione Paquetes |
– Traffico internazionale di droga, arrestato 32enne vetrallese (video).
I carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Roma, Bernadette Nicotra, su richiesta della procura della Repubblica di Roma Dda (sostituto procuratore Maria Cristina Palaia), nei confronti di 50 persone per i reati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Eseguite, inoltre, perquisizioni domiciliari nei confronti di numerosi indagati.
A finire in manette nella notte anche Claudio Borzetti, 32enne vetrallese.
La misura cautelare è stata emessa a conclusione dell’indagine Paquetes (pacco in spagnolo), sviluppata dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma tra il 2010 e il 2012 con lo scopo di accertare l’operatività in Roma di un sodalizio criminale operante in attività di traffico internazionale di cocaina sulla direttrice Paraguay -Italia, a seguito del sequestro dei carabinieri di via in Selci di un plico inviato dal paese sudamericano con vettore Dhl, contenente 3 chili e mezzo di cocaina nascosta all’interno di attrezzature sportive da boxe.
Le prime indagini hanno permesso di identificare e arrestare cinque persone ritenute responsabili dell’organizzazione di importazioni di narcotico dal Paraguay, celato all’interno di plichi postali, e attive nello smercio della droga nei quartieri romani di Testaccio e Ostiense.
Il successivo sviluppo delle indagini ha consentito ai carabinieri di delineare i contorni di quattro organizzazioni criminali operanti nell’area romana (Cinecittà, Guidonia, Montecelio, Anzio e Nettuno) nel narcotraffico internazionale, identificandone i componenti ed eseguendo numerosi sequestri a riscontro delle attività di importazione di droga gestite dagli indagati.
“Il primo gruppo individuato – si legge in una nota dei carabinieri – aveva la sua base operativa nel quartiere romano di Cinecittà ed era gestito da Giorgio Manolo e Fonzo Sacha, che sarebbero stati in affari con esponenti dei gruppi Senese e Casamonica, e attivi in un vasto traffico di cocaina, hashish e marijuana.
La pericolosità del contesto criminale in argomento sarebbe emersa agli investigatori nel marzo del 2011 dopo la partecipazione di Fonzo Sacha, a un sequestro di persona attuato insieme a Guerino Casamonica, Alfredo Di Silvio e Romolo Di Silvi nei confronti di due uomini, un colombiano e un romano, che furono segregati per due giorni in un’abitazione in zona Romanina, minacciati e malmenati per essere indotti a restituire un’ingente somma di denaro, circa 150mila euro, dovuta per una vendita di droga.
In quell’occasione – continua la nota -, i quattro sequestratori furono arrestati in flagranza dai carabinieri che stavano indagando su Sacha Fonzo e che, avendo avuto notizia del sequestro in diretta, fecero irruzione nell’appartamento, liberando i due ostaggi”.
Secondo gli inquirenti, l’uso della violenza e delle minacce per ottenere il pagamento delle somme dovute per le attività di narcotraffico rientrava tra i metodi del gruppo criminale di Giorgio e Fonzo.
“Il secondo gruppo – sempre secondo i carabinieri- capeggiato dal pregiudicato Salvatore Allocca, i cui componenti erano di stanza a Guidonia Montecelio, operava sull’asse Milano-Roma nella compravendita di vari tipi di narcotico importato dalla Spagna e successivamente immesso sul mercato della zona sud-est della Capitale.
Nel corso delle indagini i militari di via in Selci hanno eseguito vari arresti di corrieri appartenenti al gruppo criminale sequestrando 2,5 kg. di cocaina, 10 kg di marijuana e 3 kg di hashish riconducibili al sodalizio”.
E ancora. “Il terzo gruppo – continuano i carabinieri – operava invece nella zona di Nettuno ed era capeggiato dal noto pregiudicato Franco Lasi alias “Bruno il pallonaro”, di Cave (Rm) ed era in grado di importare in Italia rilevanti carichi di droga approvvigionati direttamente nelle aree di produzione e risultato in affari con esponenti di organizzazioni criminali straniere (albanesi boliviane colombiane – venezuelane).
Il gruppo criminale del Lasi era legato da rapporti privilegiati con la criminalità organizzata albanese, come dimostra il sequestro operato a Nettuno, nell’ottobre del 2011 dai militari del nucleo investigativo di Roma, di un carico di oltre 200 chili di marijuana pressata, nascosta nelle paratie di un tir proveniente da Tirana (Albania).
In quell’occasione, i militari sono intervenuti mentre i corrieri stavano consegnando il carico agli uomini di Lasi, arrestando sette persone (tra cui 4 albanesi) in flagranza di reato.
Il quarto gruppo criminale capeggiato da Ludovisi Massimo e operante nella zona di Anzio e Nettuno, nonché nell’isola di Tenerife (Canarie), era invece dedito all’importazione in Italia di ingenti carichi di cocaina che venivano trasportati dalla Colombia a bordo di barche a vela, scaricati nellisola spagnola e successivamente trasportati in Italia occultati all’interno di autovetture”.
L’operazione eseguita nel corso della notte in provincia di Roma, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Salerno, Viterbo e Rieti, è stata condotta anche con l’interessamento della autorità spagnole, portoghesi e albanesi in quanto molti degli indagati erano localizzati all’estero.
Nel complesso, i carabinieri di via in Selci hanno sequestrato, nel corso di più interventi di riscontro, 220 chili di marijuana, tre chili di hashish, sei chili di cocaina riconducibili agli indagati, nonché 100mila euro in denaro contante nella casa di Lasi.
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