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Viterbo - Inviata una lettera agli inquilini con cui si avvia un procedimento "finalizzato alla decadenza dall'assegnazione/risoluzione del contratto di locazione in essere tra le parti" 

Riqualificazione case popolari di via Castel di Fano, l’Ater chiede la rimozione delle opere abusive per procedere con i lavori

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Viterbo - La sede dell'Ater

Viterbo – La sede dell’Ater

Viterbo – (ma.ma) – Riqualificazione case popolari di via Castel di Fano, l’Ater chiede la rimozione delle opere abusive per procedere con i lavori.

Sono in partenza i lavori di riqualificazione e manutenzione straordinaria retrofitting degli immobili di proprietà dell’Ater situati in via Castel di Fano, al quartiere Carmine. Si tratta di un intervento che viene realizzato con il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (PINQuA) mediante convenzione con il comune di Viterbo quale soggetto beneficiario.

Una riqualificazione che ammonta nel complesso a 4,5 milioni, comprensivi anche della progettazione e delle varie spese tecniche. I lavori sono stati appaltati nel mese di dicembre 2023 e sono in partenza a breve. Per proseguire l’Ater ha però inviato una lettera agli inquilini, che parte da una constatazione e ha una richiesta ben specifica.

“A seguito di verifica in loco è emerso che presso l’unità immobiliare a lei assegnata sono state realizzate delle opere edilizie abusive idonee a costituire motivo ostativo alla realizzazione dell’intervento…con conseguente aumento di volumetria”, si legge nel documento.

E viene successivamente aggiunto: “Ciò posto, la scrivente azienda le assegna un termine perentorio di 30 giorni per provvedere – con oneri a suo completo carico – alla rimozione integrale degli abusi ed alla riduzione in pristino dello stato dei luoghi”.

La richiesta, contenuta nella lettera agli inquilini, nasce dal fatto che è stata riscontrata la presenza quindi di opere edilizie non autorizzate. Pertanto l’Ater chiede di procedere alla rimozione delle strutture che hanno determinato un aumento di volumetria dell’immobile. 

E con l’avviso recapitato agli inquilini si dà “l’avvio del procedimento, ai sensi dell’art.7 della Legge 7 agosto 1990, n.241 e ss. mm. e ii., finalizzato alla decadenza dall’assegnazione/risoluzione del contratto di locazione in essere tra le parti relativamente all’unità immobiliare ubicata in via Castel di Fano d Viterbo”.

Posto che l’Ater “è tenuta a denunciare all’autorità giudiziaria, in quanto illeciti penali, eventuali abusi edilizi realizzati presso gli alloggi di sua proprietà” e che  “la realizzazione di opere nell’immobile concesso in godimento, in assenza della preventiva autorizzazione del locatore, è causa di risoluzione del contratto e di decadenza dall’assegnazione”.

Gli abusi edilizi potrebbero quindi comportare la risoluzione del contratto e, qualora non fossero rimossi, potrebbero anche comportare un’indennità di occupazione di ammontare superiore a quello del canone contrattualmente dovuto.

La lettera specifica infatti che: “L’eventuale indebita occupazione conseguente e successiva all’adozione del provvedimento di decadenza determinerà l’applicazione di un’indennità di occupazione di ammontare superiore a quello del canone contrattualmente dovuto”.


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5 gennaio, 2024

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