![]() R.N. 46 anni ![]() F.G. 43 anni ![]() C.C. 43 anni ![]() B.E. 34 anni ![]() A.V. 37 anni |
– Sei arresti. Sette perquisizioni. Oltre 50 carabinieri. Un giro d’affari settimanale di oltre 12mila euro (gallery).
Sono questi i numeri dell’operazione Chicken condotta dai carabinieri della compagnia di Ronciglione.
Sei le persone finite in manette all’alba. Si tratta di C.C. di 43 anni, R.N. di 46 anni, entrambi di Carbognano, B.E. di 34 anni, A.V. 37 anni, rifornitori di Roma, e G.G. di 43 anni e F.G. di 33 anni di Fabrica di Roma.
“Tutto è iniziato dopo aver controllato una coppia sulla provinciale Massarella – racconta il maggiore Guglielmo Trombetta -. Le attività del Nucleo operativo e radiomobile poi si sono allargate nel corso dei mesi con intercettazioni telefoniche e controlli che hanno permesso di tracciare una precisa mappatura dello spaccio tra Carbognano e Fabrica di Roma, accertando i canali di rifornimento”.
Undici, in tutto gli arresti, eseguiti tra agosto 2012 e aprile 2013. “In manette sono finiti anche due fratelli albanesi di Caprarola trovati con ben 200 grammi di cocaina suddivisa in dosi. Nel frattempo avevamo individuato i due spacciatori di Fabrica di Roma che abbiamo ritenuto particolarmente interessanti per lo sviluppo delle indagini”.
Le ordinanze sono state emesse, questa mattina alle 5, dai gip Francesco Rigato e Franca Marinelli su richiesta dei pm Paola Conti e Fabrizio Tucci. Sette le perquisizioni in casa. Consistente il quantitativo di droga spacciato. “I due grossisti di Roma – continua il maggiore – smerciavano più di un etto di cocaina a settimana”.
A uno degli indagati, oltre alla detenzione ai fini di spaccio, sono contestate anche estorsione e usura. “B.E. arrivava a rifornire fino a un chilo di droga a settimana ai clienti di Carbognano e Fabrica. Lui è comunque una figura chiave anche perché, oltre a vendere droga, vendeva il denaro guadagnato con lo spaccio che poi investiva in attività estorsive”.
Estorsione che, in un caso, è sfociata in usura. “Un commerciante di Civita Castellana e consumatore saltuario è finito nella rete di B.E. Trovandosi in difficoltà con la sua impresa, infatti, ha avuto la malaugurata idea di farsi prestare il denaro e gli ha chiesto circa 50mila euro. Una cifra che nel giro di un paio di mesi è raddoppiata a 120mila euro. L’uomo si trovava a pagare anche 5mila euro a settimana”.
L’attività di usura è stata stralciata e il fascicolo del pm Conti è passato a Tucci che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare.
“L’indagine di usura è ancora in corso – conclude Trombetta – perché, oltre all’imprenditore di Civita Castellana, sono finiti nella rete dei B.E anche altri commercianti di Roma”.
A margine dell’attività, inoltre, sono state denunciate anche le mogli di R.N. e G.G. perché, secondo gli investigatori, hanno avuto un ruolo attivo nello spaccio dei mariti. Denunciato anche un uomo di Carbognano per possesso ingiustificato di armi da guerra.
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