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– La crisi colpisce anche il settore termale.
Per quarantacinque dei 103 lavoratori delle Terme dei Papi è stata richiesta la cassa integrazione in deroga. Strumento che purtroppo nella Tuscia è diventato la normalità, ma che stavolta va a toccare un settore che rappresenta l’eccellenza.
“E’ stata richiesta – spiega Fortunato Mannino (Cisl) – la crisi si fa sentire anche un questo ambito. L’azienda ha convocato il sindacato per trovare insieme una soluzione che mantenesse i livelli occupazionali e consentisse a loro di riorganizzarsi”.
Se va in crisi pure il termalismo a Viterbo, stiamo messi male. “L’auspicio è che non si arrivi alla cassa integrazione per tutti e 45 – continua Mannino – e comunque a rotazione, ma il segnale è certamente da non sottovalutare.
La situazione è pesante. I lavoratori, almeno quelli del settore, pensavano d’essere in un’oasi felice, invece sono stati colpiti anche loro.
Va detto, però, che l’azienda vuole conservare i livelli occupazionali, anche perché si tratta di persone altamente qualificate, in un settore che va potenziato. Se vengono messi fuori, oltre alle situazioni personali facilmente comprensibili, si uccide anche un settore, che invece va sostenuto”.
Per Mannino, in un solo modo, con investimenti e iniziative da parte degli enti per il recupero delle ex terme Inps, tanto per cominciare. Un vecchio cavallo di battaglia del sindacato.
“Dobbiamo far capire – continua Mannino – che si deve intervenire, andare oltre le chiacchiere. Non si può parlare delle ex terme Inps solo in campagna elettorale e poi il niente.
Si tratta di una struttura realizzata con i soldi del contribuente e oggi nel più totale degrado. Occorrono risorse e investitori per riportare l’impianto all’antico splendore e garantire occupazione.
Il problema nostro è la mancanza di ricettività, gli operatori turistici sono costretti ad andare altrove. Ecco perché è necessario attivare servizi veri e seri”.
Il settore va salvaguardato, non trascurato: “L’auspicio – conclude Mannino – è che il sindaco, dimostratosi sensibile a queste istanze, si faccia promotore di un tavolo con le forze economiche e sociali e faccia partire un progetto serio di recupero. Il tempo delle chiacchiere è scaduto”.
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